LYNDALL GORDON.

CHARLOTTE BRONT. UNA VITA APPASSIONATA.
.
Parte 3.
.
Titolo originale: Charlotte Bront: a passionate life. 1994.
Traduzione di: Nicola Vincenzoni.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Indice di questa parte.
...
.
...
Capitolo 8. Fuoco sepolto.
Capitolo 9. Matrimonio.
Capitolo 10. Sopravvivere.
Note.
Abbreviazioni.
Avvertenza.
Bibliografia.
Cronologia.
Ringraziamenti.
...
.
...
Fine indice.
...
.
...
Capitolo 8. Fuoco sepolto.
...
.
...
Il frutto pi maturo della vita creativa di Charlotte Bront avrebbe raccontato l'ascesa di una
donna che si eleva da uno stato di passivit congelata. La storia traeva spunto dagli sforzi compiuti
dall'autrice per sopravvivere e dalla sua relazione con due uomini: l'insegnante che l'aveva
incoraggiata, Monsieur Heger, e l'esuberante George Smith. Entrambi suscitarono lo stesso
comportamento: prima scrisse lettere appassionate; poi attese invano la posta mentre l'iniziale ardore si
stiepidiva; in seguito cadde in depressione; infine recuper la salute e le forze attraverso il lavoro. Con
Villette, Charlotte traspose gli eventi e i drammi interiori della propria vita in quella che rimane la sua
pi illuminante indagine sulla natura del carattere.
Lucy Snowe parla di racconto eretico761 riferendosi alla sua esperienza di protestante nel
Belgio cattolico, ma tale espressione implica pi di una semplice condizione religiosa. Tra la
pubblicazione di Jane Eyre, nell'ottobre 1847, e quella di Villette, nel gennaio 1853, l'autrice fu
definita poco femminile e ribelle. La rabbia di Emily quando Charlotte rivel la sua identit di Ellis
Bell  includendo Ellis nella frase, pronunciata senza riflettere, siamo tre sorelle  si dimostr
giustificata. Il segreto fu presto smascherato e, dopo la prima ondata di lodi per Jane Eyre, i recensori
iniziarono a giudicare i Bell pi come donne che come autori. Charlotte scrisse a Lewes il 1 novembre
1849:
Vorrei che Lei non mi considerasse come donna. Vorrei che tutti i critici fossero convinti della
virilit di Currer Bell. Sarebbero pi giusti con lui. So che Lei continuer a giudicarmi secondo un
metro che ritiene consono al mio sesso [...].
Qualunque cosa accada, io non posso, scrivendo, pensare sempre a me stessa e a ci che 
elegante e affascinante nella femminilit. Non sono questi i termini e i principi con cui mi sono accinta
a scrivere e, se la mia opera sar accettata solo a queste condizioni, mi apparter dal pubblico e non
infastidir pi nessuno. Sono uscita dall'oscurit e posso facilmente farvi ritorno.762
Fu sdegnata quando, dopo questa supplica, Lewes attacc di nuovo Shirley perch scritto da una
donna, in una recensione che tradiva inoltre la fiducia con cui l'autrice gli aveva rivelato il proprio
sesso. Non era solita al confronto serrato con i critici, ma gli sped questa pungente replica:
All'egregio G.H. Lewes
Posso stare in guardia dai miei nemici,
ma Dio mi liberi dagli amici!
Currer Bell
Il 19 gennaio 1850 scrisse nuovamente a Lewes. Era ferita, disse, non tanto dalle sue severe
critiche, ma perch dopo aver tanto insistito sul fatto che i critici mi giudicassero come un autore e
non come donna, Lei cos brutalmente  ho quasi pensato cos crudelmente  ha impostato la questione
sul sesso763.
Quasi tre anni dopo, quando complet Villette, disse a George Smith che le avrebbe fatto
piacere pubblicare il libro con un nuovo pseudonimo: Io sarei molto grata per la protezione
dell'anonimato764. Ma Smith non pot acconsentire: allora Currer Bell era gi un nome di fama
mondiale. Fece ulteriori pressioni su Cornhill inviando in casa editrice, il 26 ottobre, i primi due libri
del manoscritto: Il mio desiderio  che il romanzo venga pubblicato senza il nome dell'autore765.
Quando Charlotte aveva detto che non pensava a se stessa scrivendo, intendeva l'immagine
pubblica della donnina mite, quale era apparsa a Londra  non l'autrice invisibile.
La voce "eretica" proveniva dall'ombra: una donna abbastanza forte da parlare al futuro, come
fa Lucy in Villette: Bench sapessi d'aver l'aria di una povera creatura, e sotto molti riguardi lo fossi
realmente, tuttavia la mia natura mi aveva fornita di una voce capace di farsi udire, se l'alzavo eccitata
o se l'emozione la rendeva pi forte. Questa voce intima, appassionata, caustica, port alla luce ci
che era latente nel suo sesso.
Oggi si inizia a riconoscere che i vittoriani furono spesso meno compassati di quanto i
modernisti come Lawrence e Strachey vollero vederli. La regina Vittoria annot nel suo diario il suo
vivo interesse per Jane Eyre766, che leggeva a voce alta al suo Alberto, e Marian Evans (non ancora
diventata George Eliot) considerava Villette un libro ancor pi bello di Jane Eyre767. Villette, che
mette a fuoco con sguardo assolutamente realista la vita di una donna sconosciuta e intelligente e rifiuta
il lieto fine,  di fatto molto vicino ai romanzi di George Eliot, che rimase al suo cospetto senza parole
e lo lesse tre volte di fila. All'incirca nel marzo 1853, lei e Lewes divennero amanti. Lewes le raccont
del suo incontro con Charlotte, avvenuto nel 1850, quando l'aveva vista come una piccola, ordinaria
domestica di provincia dall'aspetto malaticcio; eppure Marian Evans vide molto di pi nel vigore dei
suoi romanzi: Che passione! Che fuoco brucia in lei! Quasi quanto in George Sand, solo
l'abbigliamento  meno voluttuoso. Tuttavia, il libro si scontr con ci che  sempre esistito, in una
forma o nell'altra: la chiusura mentale, ugualmente tenace nei dotti recensori come nei membri
influenti di ogni cerchia sociale. Tutto ci che era capace di far arrossire le guance di una fanciulla
andava respinto, perch lo status, nella societ vittoriana, era definito dall'aspirazione alla raffinatezza.
Cos la nipote di Jane Austen, la beneamata Fanny, inizi a disapprovare la schiettezza di sua zia,
arrivando a vederla come lo sciagurato frutto di un'epoca poco raffinata. La stessa ragione pu essere
rintracciata nell'accusa di "volgarit" scagliata contro Currer Bell, reo di aver rivelato la passione che
rimaneva celata nelle donne rispettabili.
Lucy  all'apparenza pi ordinaria di Jane o Shirley, perch rimane rinchiusa nel modello
dominante della donna debole, soggetta all'apatia e ai crolli. In questo, Lucy  molto vicina alla sua
autrice: nel periodo in cui scrisse il romanzo, Charlotte rimase del tutto incapace di scorgere un rimedio
all'indolenza di cui era preda: si appese alla scrittura come all'unica forma di vita disponibile,
rifiutando qualsiasi invito  inclusi quelli di George Smith  che non le giungesse dalle sue pi intime
conoscenze.
A Lucy sembra mancare il vigore di Jane Eyre, si presenta come una povera creatura e, alla
fine, si rivela una delusione, lasciandosi condizionare da norme svilenti nei confronti delle donne. Il
problema di Villette  che una simile eroina, all'apparenza povera di spirito, non  immediatamente
coinvolgente. Meno ricco di eventi dei precedenti romanzi di Charlotte, Villette attinge direttamente
alle emozioni sepolte dall'autrice a Bruxelles nel corso del 1843, all'esaurimento che la colp
nell'estate di quello stesso anno e al successivo collasso dell'inverno 1851-52. La storia  raccontata in
prima persona da Lucy stessa: una giovane ragazza inglese che si avventura all'estero, priva di
protezioni, per insegnare a Villette (Bruxelles), in una scuola straniera dove dovr affrontare varie
difficolt  dalle allieve arroganti al macabro incontro con lo spettro di una suora seppellita viva. Il suo
autocontrollo viene messo alla prova da due uomini tra loro molto diversi: un tipico gentleman inglese,
Graham Bretton (noto in Belgio come "dottor John"), e l'irascibile e poco avvenente insegnante belga,
che sfida l'abituale riserbo di Lucy. Ma la storia non  niente pi che un mezzo per raccontare il
dramma interiore della trasformazione di Lucy. Poich questo cambiamento  realisticamente lento e
perlopi impercettibile, Villette chiede al pubblico uno sforzo in pi rispetto a Jane Eyre: richiede un
lettore attento alle vite segrete. La misera, debole facciata di Lucy Snowe racchiude una sfida in
qualche modo simile a quella del battito mozzafiato di Emily Dickinson: queste disarmanti voci
femminili riescono a sovrastare le loro antitesi. Nella sua misurata, promettente indeterminatezza,
Villette  infatti il pi suggestivo dei romanzi di Charlotte Bront.
A Bruxelles, Charlotte aveva sperimentato un incauto attaccamento, era stata macinata nel
mulino delle convenzioni dagli sgarbi e dai sospetti di Madame  e aveva scoperto quanto il bisogno di
azione la allontanasse dalla pacatezza e dall'ipocrisia delle donne rispettabili. Lo scarto tra pubblico e
privato  il primo nesso tra Charlotte e il soggetto di Villette. L'aspetto che pi accomunava Charlotte
ad Anne era proprio il mettere in ridicolo, fin nel dettaglio, gli atteggiamenti delle donne attaccate alle
convenzioni, come l'astuta Madame Beck, la direttrice della scuola straniera (ancora una volta ispirata
a Madame Heger, la quale, dopo la pubblicazione di Villette, per alcuni anni non accett pi nel suo
collegio nessuna ragazza inglese). Madame Beck  paragonata a un soprintendente di polizia: Acuta e
insensibile768. Una tipica allieva  Ginevra, una piatta bellezza (il personaggio trae in parte
ispirazione da una compagna di scuola di Charlotte a Roe Head, Amelia Walker, la cui aria delicata
non riusciva a mascherare un'indole subdola). Quando Lucy e Ginevra si guardano allo specchio, il
loro aspetto esteriore rivela il prevedibile contrasto tra un'insegnante che lavora e una bambola
decorativa, ma nessuna delle due , ovviamente, quella che appare.
Villette mina i costrutti della femminilit con spietato acume, e a essere pi inesorabilmente
bersagliata  proprio la pacata freddezza della narratrice. "Frost", Gelo', era il soprannome di Lucy nel
manoscritto spedito alla Smith, Elder. Il 6 novembre 1852, Charlotte scrisse a Williams:
Quanto al nome dell'eroina, riesco con difficolt a spiegare quale recondito pensiero mi abbia
indotto a darle un nome freddo. Dapprima l'avevo chiamata Lucy Snowe (con una "e" finale) e questo
cognome  poi mutato in Frost. In seguito [...] ho optato di nuovo per Snowe [...] visto che ha intorno
a s un eterno gelo.769
Questo gelo che la circonda  solo esteriore. Il fuoco dei sentimenti e un'energia naturale
alimentano la Lucy autentica al di sotto della superficiale crosta ghiacciata. Le persone attorno a lei 
Ginevra, Madame Beck  iniziano a sospettare che svolga attivit segrete, persino che abbia un'identit
segreta. Il pi sospettoso, e sempre pi curioso,  un collega insegnante, Paul Emanuel. Madame Beck
arriva a vederla come un'intellettualoide istruita; Paul Emanuel come una creatura ostinatamente
indipendente, tratto che ascrive alla sua origine inglese. Entrambi colgono una parte di verit: Lucy 
senza dubbio un'appassionata lettrice; ed  anche straniera. Ma la questione del suo emergere resta
irrisolta. Ginevra, ai cui occhi Lucy appare cos strana e misteriosa, la assilla andando alla ricerca di
una spiegazione sociale. Viene da una famiglia nobile? Ha avuto un'istruzione o un'educazione
privilegiata?
Ma insomma,  qualcuno lei?, insist la fanciulla [...].
S, dissi, io sono una persona che si sta elevando [...].770
In una certa misura, Currer Bell si occupa delle condizioni oppressive che ostacolano l'ascesa
delle donne (qui risiede il suo interesse per il femminismo del passato), ma essenzialmente  convinta
che una donna debba "crearsi" da sola ( qui che parla alle generazioni a venire). Elevarsi, crescere, 
un atto d'immaginazione. Si  soliti ritenere che la conquista dei diritti civili rappresenti la sfida pi
dura e un sicuro progresso sul piano dei bisogni insoddisfatti, ma potrebbe essere vero il contrario. Fu
cos per Charlotte Bront, che era d'accordo con la rivendicazione delle pari opportunit formulata da
Harriet Taylor Mill, ma riteneva che l'autrice di "L'emancipazione delle donne"771 fosse arretrata. I
diritti civili sono pi facili da riconoscere e tendono a diventare oggetto di riforma molto pi delle
esigenze private, per le quali (come ha detto Florence Nightingale772) non esiste un vero e proprio
modello. Nell'ambito dei diritti civili la misura di riferimento pu venire da ci che  stato ottenuto
dagli uomini. Per le conquiste interiori, gli unici precedenti sono le donne come le Bront e, dopo di
loro, Emily Dickinson, George Eliot, Olive Schreiner, Virginia Woolf, Sylvia Plath, oltre a folte schiere
di donne senza nome che non hanno lasciato traccia dei loro desideri e delle loro scoperte. Aspettano di
essere rivelate nei tratti non ancora illuminati del passato, attraverso nuove forme di testimonianza,
come Henry James scopr in sua cugina, Minny Temple, il modello di donna che affronta il proprio
destino. Trent'anni prima, Charlotte Bront immagin nuovi esemplari del genere femminile: non
sante, ma donne che combattono e falliscono, eppure si dimostrano capaci di superare i vecchi limiti.
Esse rappresentano un incentivo a esplorare nuove possibilit della natura umana. Tale invito  stato
espresso nel migliore dei modi nel saluto che Lord Tennyson rivolse alla donna in cammino verso
l'emancipazione, ripreso in epigrafe da Olive Schreiner nel suo Woman and Labour (1911): Give her
the glory of going on, and still to be773.
All'inizio sembra improbabile che Lucy possa diventare una donna padrona del linguaggio e del
proprio lavoro. Se Jane ha da subito il carattere della ribelle, Lucy ha sulle prime un'aria rimbambita.
La zia Reed dichiara sdegnata di non aver mai incontrato una bambina che risponda in modo tanto
impertinente quanto Jane; Lucy, invece, appare silenziosa, eclissata. Al di l di una certa accortezza, in
lei, inizialmente, non si scorge la minima traccia di un'esistenza che vada oltre il blando non-essere.
Ma abbiamo a che fare con diversi modelli di sviluppo. Jane oscilla tra le tentazioni sempre pi
insidiose di vivere di sola passione o di solo dovere, mentre Lucy si sviluppa seguendo uno schema
lineare che, di evento in evento, porta alla luce, al di sotto della gelida facciata, un nuovo essere, attivo
e persino fiero.  come un vulcano che sulle prime si fa sentire solo con qualche timido sisma, capace
di scuotere la routine di Lucy, ma poi distrugge le fondamenta della sua vita di spettatrice fino a dare
una nuova forma al suo paesaggio. Si tratta di un paesaggio interiore, la regione sconosciuta774
rimane invisibile al sofisticato Graham Bretton. Ai suoi occhi, Lucy non appare diversa, nonostante gli
sconvolgimenti per cui  passata. Ma il lettore-confidente  informato della rivoluzione avvenuta al suo
interno.
All'inizio conosciamo Lucy come una beneducata ragazza vittoriana che fa visita alla sua
madrina, la signora Bretton. Per i successivi otto anni sonnecchia oziosa775 al limite della
non-esistenza, fino a che una tempesta non la scaraventa nel pieno della vita. La narratrice non  tanto
interessata agli eventi sensazionali quanto agli stati mentali: non ci viene detto nulla sulla tempesta, a
parte il fatto che alcuni lutti in famiglia privano Lucy di ogni protezione.
Il suo primo atto autonomo  un gesto di vile indolenza: si rinchiude nella "prigione" della
stanza di una malata per accudire e servire la signorina Marchmont: Due calde camere chiuse
divennero il mio mondo [...]. Dentro di me tutto si era rimpicciolito secondo la mia sorte776. La
morte della signorina Marchmont la obbliga a cercarsi qualcosa di cui vivere. Avventurarsi all'estero 
un'impresa coraggiosa per una giovane donna sola, ma questo ardire  celato dal modo di fare cos
posato777 di Lucy. Eppure, durante il viaggio, quando arriva a Londra e passa davanti al duomo di St
Paul, ci dice: Ne restai colpita profondamente; il mio animo agit le sue ali sempre imprigionate e
ormai quasi del tutto smarrite; ebbi la sensazione improvvisa di essere finalmente sul punto di
assaggiare la vita, io che non avevo ancora veramente vissuto778. In seguito, prova un piacere
"divino" davanti al mare agitato della Manica, ai gabbiani e alle navi distanti, appena distinguibili
nell'oscurit, e guarda al continente lontano lontano, come un grande paese di sogno. Per un attimo,
intravediamo uno stato d'animo simile a quello in cui sprofonda Jane quando scruta l'orizzonte dalle
finestre di Thornfield e sogna di oltrepassare i limiti della vita domestica. Questo stato d'animo ha
trovato la sua espressione pi compiuta in due balletti del diciannovesimo secolo che rivelano l'esistenza delle
donne in regioni oscure, solitamente sottratte alla vista. Giselle779 e Odette780 svaniscono diventando
invisibili alle prime luci dell'alba e, come le loro simili, sono obbligate a condurre un'esistenza
spettrale, che tuttavia appare immediatamente autentica, se paragonata alla routine della vita contadina
o cortigiana.
Anche Lucy, nella scuola straniera, conduce una sorta di esistenza spettrale, quando si aggira
per i trascurati vialetti del giardino in compagnia di quelle sfumature di originalit della sua natura
dalle quali non potevo separarmi pi che dalla mia stessa identit781. Toglie i relitti rimasti da
autunni trascorsi ripulendo una panca nascosta, ora libera dai licheni e dal terriccio. Alle allieve,
educate a una femminilit convenzionale,  proibito passeggiare lungo quel viale che esisteva,
esattamente come  descritto in Villette, al limite estremo del giardino del pensionato Heger, e correva
parallelo al muro di pietra che separava il collegio femminile dalla confinante scuola maschile,
l'Athne Royale. Il vialetto era cos trasandato e invaso dai cespugli incolti che il fitto fogliame non
lasciava filtrare i raggi del sole. Il giardino era stato in passato propriet di un ordine religioso e nella
scuola circolava la leggenda che una suora fosse stata sepolta viva sotto la lastra coperta di muschio
ancora visibile alle spalle del vecchio pero.
All'inizio Lucy teme di essere presa per eccentrica e si avvia per quel sentiero solo quando le
altre sono in preghiera. Ma in breve tempo s'incammina per il viale apertamente, in quanto protestante
e straniera. Lucy percepisce il suo presente e il suo futuro come inchiodati e morti, ma l, nel "viale
proibito", si sente attraversare da uno sconosciuto brivido di vita che increspa il piattume della sua
esistenza. Nella catalessi e nel coma mortale, chiudevo accuratamente tutto ci che di vivo era nella
mia natura782.
 in questi momenti, mentre cammina invisibile, che si risveglia un essere sepolto in lei, in
contrasto con la Miss Snowe che sarebbe rimasta per vent'anni nelle aule di asilo o di scuola, avvezza
com'ero ad esser vile, e si sarebbe trascinata in quell'impiego con una rassegnazione infatuata783.
Nel vialetto buio, Lucy trova la sua controparte nello spettro della suora. L, tra le radici di un pero
secolare ormai morto, fatta eccezione per un paio di grossi rami, c'era
il coperchio d'un sotterraneo, su cui cresceva l'erba e sbocciavano i fiori, ma che imprigionava
nelle profondit le ossa d'una ragazza che un concistoro monacale del pi cupo Medioevo aveva fatto
seppellire viva per un peccato contro i voti. La sua ombra continuava a terrorizzare i trepidi, per
generazioni e generazioni da che il povero corpo di lei era tornato polvere [...].784
Una sera vede lo spettro della monaca aggirarsi in giardino, con fieri movimenti, nel bel mezzo
di una tempesta, e la notte intera sembr sentire quella presenza785. Anche Lucy rimane fuori in
quell'ora selvaggia, rombante di tuoni che alzavano un'ode che il linguaggio umano non ha mai
potuto conoscere786. Osserva le nuvole lacerate da lampi bianchi e accecanti, ed esulta con la
natura che manifesta a pieno la sua potenza distruttrice. Quando la natura si fa sentire attraverso il
linguaggio che le  proprio, Lucy vorrebbe essere salvata dalla propria sterile esistenza.
Al tempo stesso, alla festa della scuola, Lucy si aggira come una monaca tra le ragazze vestite
di bianco, indossando un abito color "grigio nebbia" (nel manoscritto un abito di foschia, cambiato
poi in abito d'ombra787). Obbligata a prendere parte alla recita scolastica, copre le sue vesti con una
giacchetta, una cravatta e un paletot. Fredda, riluttante, dice a se stessa di recitare solo per non
contrariare gli altri, ma poi si appassiona alla parte, e questa le rivela un acuto piacere dell'espressione
drammatica.
Anche Paul Emanuel le conferma l'esistenza di una natura pi piena, che Lucy a lungo non ha
saputo riconoscere. Dopo averla vista recitare sul palco con inatteso fervore, la va a cercare: La
conosco!, esclama. La conosco! La gente in questa casa la vede camminare e pensa sia passata
un'ombra senza colore [...]. L'ho osservata, e ho visto sul suo viso un ardore appassionato per il
trionfo [...]. Che fuoco scoppiettava nel suo sguardo! Non semplice luce, ma fiamma788.  questo il
primo indizio del fuoco celato da un atteggiamento  e da un nome  gelido come la neve.
La fatica di entrare a pieno titolo nella vita sottopone Lucy a prove quasi annichilenti: la prima
 la dolorosa consapevolezza della paralisi a cui  costretta nella lunga e solitaria estate in cui le
familiari aule scolastiche opprimono i boccioli della sua esistenza, cos come il coperchio della tomba
aveva sigillato viva la monaca. Quando la sua vita si appiattisce, Lucy  perseguitata da incubi in cui le
fanno visita i morti. Per Charlotte, Maria aveva rappresentato in vita l'ideale cristiano di un puro spirito
che si eleva al di sopra di un corpo sgraziato, percosso e fallace. Emily aveva formulato il suo ideale di
un'anima senza catene / che abbia forza di sopportare789. Le ultime, empatiche parole di Anne
erano state: Fatti coraggio, Charlotte, coraggio790. N Charlotte n le sue eroine poterono eguagliare
le sorelle in grandezza spirituale. Lucy cade preda di una disperazione che la precipita nella malattia
mentale, la sua carne diventa una prigione791 di cui lo spirito dovrebbe custodire le chiavi ma, al
contrario dei morti che la visitano in sogno, desidera ardentemente un attaccamento terreno.
Una certa forma di attaccamento le arriva dalle lettere di Graham Bretton, che sono per lei un
balsamo. Per leggerle, Lucy aspetta di essere sola in soffitta. Questa attesa non  oppressiva,  al
contrario un atto di piacere, quasi erotico  un modo per tenere vivo il desiderio. Ci che ne consegue 
un atto proibito: il trasporto con cui verga una risposta che non verr spedita. Attraverso questa valvola
di sfogo, Lucy pu godere di ci che era precluso a molti suoi contemporanei: la passione nei suoi
termini pi autentici. Le parole, come accadeva a Charlotte nei suoi scritti adolescenziali liberamente
erotici, accompagnano la crescita del desiderio. La seconda prova di Lucy  dunque lo scotto
dell'amore messo a tacere, una volta che la corrispondenza viene interrotta.
Nella narrazione di queste prove, alcuni fatti autobiografici sono trasposti, con minime
variazioni, nella scrittura romanzesca: il resoconto dell'apatia di Charlotte a Bruxelles nell'estate del
1843, quando Monsieur Heger si allontan da lei la sua attesa delle lettere nel 1844-45 e la successiva
attesa, sempre pi sconsolata, nell'autunno e nell'inverno del 1851-52. In rapporto alle lettere, Lucy
dimostra di avere maggior autocontrollo di Charlotte, che sprofond nella depressione. Risoluta, Lucy
ripone cinque lettere di Graham in una scatola sigillata che sotterra sotto l'albero di pero della monaca:
con questo gesto, seppellisce il potenziale amore per un gentiluomo dai modi leggeri e scherzosi, che si
teneva a distanza di sicurezza dal fuoco della passione. Anche Charlotte sigill la trama irrealizzata del
desiderio792, una trama che esiste solo in virt della sua insistente assenza  insistente, ad esempio, nei
macabri incontri con ci che resta nell'ombra, quell'alterit sepolta che  all'origine dell'inquietudine
sessuale. Chiusa in se stessa, la sessualit non trova espressione in societ e, nella misura in cui il
romanzo  una forma sociale, il desiderio vi  cancellato. Non c' nessun uomo che sappia soddisfarlo,
capace di dare colore alle segrete sfumature dei bisogni femminili. Rochester, avvezzo al fuoco, pu
essere solo, dopotutto, una possibilit immaginaria. Nel pi realistico mondo di Villette, per Lucy 
pericoloso perdere il sangue freddo e l'autocontrollo: se le speranze bussavano alla porta, dovevo
tirare uno scontroso catenaccio per sbarrare loro la via [...] non osavo dare alloggio a simili ospiti793.
La soddisfazione del desiderio non pu venir raccontata in questo romanzo realistico, perch Charlotte
non l'aveva mai sperimentata; come disse apertamente a George Smith, tale esito era obbligatorio per
l'autore. Lucy, ci viene detto, preferisce i libri che rivelavano decisamente l'indole personale dello
scrittore794. La grande audacia di Villette consiste nel lasciar intravedere la storia non detta795 del
fuoco sepolto, al di sotto delle trame romanzesche che ruotano attorno all'esaurimento e alla promessa
creativa.
Affinch Lucy possa trasformarsi,  cruciale che eserciti un giudizio critico sui modelli stantii
di femminilit.  indotta a farlo visitando una galleria d'arte: un quadro che raffigura Cleopatra796
come una gitana tentatrice  un enorme e sfacciato sproloquio. Un altro modello superato 
individuato nel trittico The Life of a Woman797 della pittrice Fanny Geefs, che fu esposto a Bruxelles
nel 1842, nella prima estate che Charlotte trascorse nella capitale belga. In Villette, i quattro pannelli di
La vie d'une femme sono descritti come piatti e smorti. Lucy vede nella giovinetta, dall'aria falsamente
modesta, una piccola ipocrita; la sposa, che mostra il bianco degli occhi mentre prega inginocchiata,
 esasperante; e, nel loro insieme, le quattro et della donna sono rappresentate da creature nulle e
senza cervello.
Il giudizio di Lucy nei confronti del proprio sesso  messo ancor pi a dura prova quando va a
teatro, insieme a Graham Bretton, a veder recitare l'attrice Vashti798. Lucy  allo stesso tempo attratta
e respinta dalla sua ostentazione di emozioni, esattamente come lo fu Charlotte, nel 1851, da Rachel. Il
suo sfoggio di passione  una rivelazione potente. Charlotte riconobbe l'onest senza compromessi
di un'artista pi coraggiosa di lei; ma, allo stesso tempo, una tale esibizione di s le parve sfrontata 
l'interiorizzazione del giudizio dell'uomo vittoriano opprimeva le donne molto pi di qualsiasi
restrizione legale, e rendeva necessario il vigile contegno dietro cui Charlotte si scherm in ogni
occasione pubblica, persino nei suoi incontri con altre donne scrittrici. Ma and oltre condannando
l'attrice come immorale: un simile giudizio, ritengo, aveva a che vedere con l'io scisso di Charlotte;
non era il frutto di un calcolato dualismo di ombra e luce, ma la conseguenza della sua profonda paura
dell'abbandono alle passioni, che ritroviamo, in Jane Eyre, nel personaggio di Bertha Mason, che
incarna la potenza del male quando la rabbia si divincola dalle redini della ragione.  attraverso il filtro
di questa paura che Charlotte vede in Heathcliff un demone799 e, dietro Heathcliff, Branwell, e in
quella parte di s che aveva condiviso con Branwell.
Graham, tuttavia, condanna Vashti esclusivamente sulla base della convenzione: La giudicava
come donna, non come artista; ed era un giudizio d'infamia800. Qui Lucy fa i conti con la dura
lezione che Charlotte aveva appreso da Henry Lewes, ma anche da qualche donna. La sua madrina, la
signora Atkinson, trov Jane Eyre perverso e poco femminile, e ruppe il legame con l'autrice. Persino
la signorina Wooler non fu orgogliosa dell'ex allieva801 ma, in ragione dell'alto valore morale del
perdono, si sent in dovere di rassicurare Charlotte che il libro non avrebbe rappresentato un ostacolo
nella loro relazione.
Lucy si definisce in opposizione alle rappresentazioni della femminilit fornite dall'arte e dal
teatro, cos come dalla societ. Ginevra Fanshawe, non diversamente da Blanche Ingram,  una reliquia
degli scritti giovanili di Charlotte, un figurino degno della narrativa della "forchetta d'argento" degli
anni Trenta dell'Ottocento, sovrapposto ai ritratti di donne insipide quali Amelia Walker  una
compagna di scuola di Bruxelles , Maria Miller e la signora Robinson. Nel tono con cui Lucy si
rivolge a Ginevra c' un'intimit che si prende gioco dell'artificio: serve una donna per svelare il bluff
di Ginevra. Lucy  pi gentile con Paulina Home, una moglie vittoriana in fieri. I modi di Paulina,
devota a Graham Bretton, suo futuro marito, sono piacevolmente modesti. Sebbene sia dotata di uno
spirito d'osservazione pi acuto di quello di suo padre o del suo pretendente, dice solo ci che a loro fa
piacere sentire. Non si tratta di piaggeria, semplicemente  nella sua natura rafforzare gli appiccicosi
attaccamenti infantili. Paulina mi piaceva, ammette Lucy. Non  una dichiarazione che la narratrice
fa spesso, e il lettore  chiamato ad avere pazienza, per una volta. Paulina  attenta, riservata, e Lucy la
ritiene in grado di capire le proprie eccentricit, cos come lei comprende l'attrazione che Paulina prova
per Graham  tanto che Lucy non pu pi permettersi di vederlo.
Graham, in quanto incarnazione della virilit vittoriana,  generoso, premuroso e dotato di ogni
virt. Ma si dimostra superficiale; un attimo serio, quello seguente scanzonato: Lo stato d'animo di
un'ora  spesso lo scherno dell'ora successiva802, confessa a Lucy. I suoi gusti, quanto a donne, sono
ordinari:  sensibile alle dolci bellezze vestite di rosa e argento: Per ci che riguardava la tempesta,
per ci che era selvaggio e intenso, pericoloso, improvviso e infuocato, non provava simpatia n alcun
senso di comunione. Peggio ancora, si esprime come un uomo che indossa i paraocchi: Il suo "la
tranquilla Lucy Snowe", il suo "ombra inoffensiva", glieli restituivo volentieri, non con disprezzo, ma
con estrema stanchezza [...]. Voleva sempre affidarmi una parte che non mi spettava. Io e la mia natura
ci opponevamo a lui. Non indovinava affatto quello che provavo803. Non riesce a "vedere" una donna
nello stesso modo in cui lei "vede" lui. Graham non avrebbe posato il suo sguardo su Paulina se lei non
fosse stata dotata del patrimonio e dello status necessari per soddisfare le esigenze di un uomo del suo
genere. La modestia, inoltre,  per lui un requisito essenziale, perch egli  una persona difficile.
Paulina deve riscrivere pi e pi volte la lettera con cui accoglie la proposta di matrimonio di Graham,
per portarla a un livello accettabile di gelo  un gelo appena attenuato da un po' di zucchero. Il
desiderio pu affiorare solo nelle lettere che non vengono spedite804,  l che viene espresso senza
alcuna censura, e l deve essere relegato: in parole non pronunciate, presto sepolte, che potrebbero non
raggiungere mai il loro lettore (maschio). Il desiderio delle donne non ha una trama da dipanare805, 
bloccato in strade senza uscita. In Il professore, si rende visibile a Crimsworth solo come
un'apparizione passeggera, che egli non ha alcuna intenzione di prendere in esame o approfondire. 
visto come una mera stranezza che non intacca la dualistica perfezione di Frances, lavoratrice e moglie
compiacente. Cos il desiderio scompare dal linguaggio, compreso il linguaggio del corpo; persino
all'interno del matrimonio rimane nell'ombra. Lucy prova simpatia per Paulina, che si adegua ai gusti
del marito. Per la signorina Home, trovare uno sposo  lo scopo dell'esistenza: una qualsiasi altra forma
di vita sarebbe per lei semplicemente impensabile.
Lucy, che non ha famiglia, trova una sorella in Paulina e una sorta di fratello in Paul Emanuel
(cos chiamato, forse, in riferimento al secondo figlio di Monsieur, Paul, nato nel 1846). Diversamente
da Graham, spettatore critico di "Cleopatra" e di Vashti, Monsieur  un uomo che sa "vedere" una
donna. Lucy  inizialmente offesa da quello che le sembra un modo di spiare "gesuitico", ma egli 
determinato a conoscerla, e la ragazza finisce col trovarlo intrigante.
Anche se l'editore George Smith e alcuni recensori dell'epoca criticarono la repentina
sostituzione del protagonista maschile, questa consegue logicamente dal fatto che Graham disapprovi
Vashti. Al contrario, Monsieur Paul accetta, persino incoraggia la natura che Lucy sente, timorosa, di
possedere dentro di s. Lui, invece, teme e detesta violentemente il moralismo806, e scuote Lucy quasi
con durezza: Perch trasale? Perch ho detto passione? Ebbene, lo ripeto. Una simile parola esiste, e
anche una simile cosa [...]. Lei non  una bambina, con la quale non si possa parlare di ci che
esiste807. La sua franchezza, combinata alla sua veemenza collerica, rappresenta una sfida per
l'indipendenza di pensiero di Lucy. Egli  (come dichiara a Lucy) il suo alter ego. In questo si avvicina
a Heger, ma allo stesso tempo se ne discosta: ha lo stesso aspetto di Monsieur  un volto simile al
muso di una tigre nera e gialla  e risponde in modo pungente proprio come Monsieur; eppure, in
quanto single,  libero di dedicare le sue attenzioni a Lucy. Ad ogni modo, fu solo grazie alla
conoscenza di Heger che Charlotte pot immaginare e rendere credibile un uomo del genere. Meno
bello e meno cortese del gentleman inglese, Monsieur Paul  il giusto partner: la prugna acerba nel
boschetto selvaggio, piuttosto che il frutto delle Esperidi.
Il segreto del suo fascino risiede nel saper mettere Lucy a proprio agio. In sua presenza, la
ragazza sente di poter muovere il proprio corpo liberamente, ridere o rispondere a tono. Rosa! Rosa!,
protesta quando lui la deride perch indossa colori troppo vivaci. Anche se ha alcune opinioni
convenzionali  ad esempio quella che le donne dovrebbero viziare gli uomini , gli piace che Lucy
risponda per le rime, e questo le assicura un'insolita licenza verbale. Cos come Jane sente che non 
stata avvilita e paralizzata con Rochester, anche Lucy ritiene di non essere asphyxie808 con Paul
Emanuel, il solo a riconoscere che la sua natura  piuttosto focosa e avventata, avventurosa, indocile e
audace. Per Lucy Snowe, abituata a venire ignorata come un'ombra,  una novit vedere qualcuno
che quasi con stizza alza la mano per ripararsi gli occhi disturbati dal tuo raggio impudente809. Lui
schizza un ritratto in cui Lucy si riconosce a malapena. La maestria di Charlotte Bront sta nel
suggerire un carattere misterioso che , in una certa misura, un mistero per Lucy stessa. Se Ginevra, nel
tentativo di sciogliere l'enigma di Lucy,  ossessionata da un segreto dramma legato alla classe, Paul
Emanuel pensa a un diverso dramma che ha a che vedere con arcane conoscenze. Entrambi sono
stupidi, afferma Lucy; solo col tempo inizia a capire che la loro percezione del mistero dipende dalle
sue potenzialit non messe a frutto. Lucy  un soggetto autentico, in contrasto con i misteri stereotipati
dei romanzi: la gotica banalit della suora che si rivela una depravata; l'interesse mascherato da amore
romantico; l'autorit mondana che deriva da un'educazione privilegiata  tutte trame prevedibili. Lucy
le evita, cos come sfugge agli ispettori scolastici cui  stato detto che l'insegnante straniera  un
prodigio, e che se ne vanno soddisfatti di averla trovata un'idiota.
Gli ispettori cadono in errore perch cercano di ridurre la sua intelligenza al binomio
ignoranza-cultura. Rispondendo a Paul Emanuel, Lucy scopre chi  veramente: Sono ignorante,
Monsieur, negli argomenti di cui lei mi attribuisce la conoscenza, ma qualche volta, non sempre, sento
di averne una tutta mia.
Che cosa intende?810, chiede lui bruscamente.
Incapace di rispondere in una parola, lei lascia cadere la domanda. Il suo pensiero  troppo
complesso per venir formulato come una risposta d'esame. Lucy non possiede gli attributi che
consentono di brillare agli esami: prontezza, facilit a esibirsi, sicurezza di s. La sua attivit mentale
segue il proprio ritmo  avevo bisogno del fresco silenzio della mattina o della pace solitaria della
sera  ai margini della giornata. La sua conoscenza deriva da un certo indefinibile fuoco interiore;
l'elemento pi attivo di tutto il romanzo811, anche se privo di dramma, trama o conclusione. Le
macchinazioni di Ginevra relative alla fuga d'amore, o l'elaborato intrigo di Madame Beck e Madame
Walravens per separare Paul Emanuel dalla straniera protestante sono manovre senza cuore. Queste
trame dai bassi fini sociali sono compensate dalla bruciante energia di Lucy, che rimane in potenza e
dal futuro incerto.
Il fermento che ha luogo al di sotto della silenziosa superficie della signorina Snowe 
alimentato dal linguaggio. Le parole sgorgano dalla sua penna in risposta all'alienazione, potrebbero
essere intese come il frutto dell'esilio. Nel periodo in cui fu pubblicato Villette, Charlotte scrisse due
volte alla signora Gaskell dicendole che una donna ha bisogno di stare da sola per essere fedele a se
stessa. In queste lettere affiora una Charlotte Bront inedita e pi forte rispetto alla solita vittima della
solitudine. Charlotte potrebbe aver sfruttato l'isolamento in senso costruttivo, cos come Florence
Nightingale fece con la malattia, o come si accingeva a fare Virginia Woolf, che avrebbe in seguito
volto a proprio vantaggio gli attacchi di "follia".
La solitudine di Charlotte divenne "malattia" pi o meno nel periodo in cui scrisse quelle lettere
 sebbene "malattia" o "follia" non siano termini capaci di cogliere esattamente ci che sono chiamati a
descrivere. Virginia Woolf ha detto che la "malattia"  una condizione sovversiva che sradica i modi di
pensare tradizionali812. Ci, ovviamente, non  vero solo per le donne: Charles Darwin scrisse
moltissimo quando era invalido. T.S. Eliot, che termin La terra desolata mentre era in preda a un
esaurimento813, disse:  risaputo che alcune forme di malattia siano estremamente favorevoli [...]
alla composizione artistica e letteraria814. In modo simile, Charlotte Bront fu capace di tramutare la
solitudine della "malattia" in audacia creativa. Tra il giugno e il luglio 1853, dopo il successo di
Villette, pot esultare per il frutto maturato nell'isolamento di Haworth. Paragon i dintorni della
canonica a una sorta di "nuovo mondo", che descrisse a Elizabeth Gaskell, invitandola a farle visita,
come una remota landa d'America. Lasciandosi alle spalle suo marito, i figli e la civilt, si trover
faccia a faccia con la barbarie, la solitudine e la libert. Questo cambiamento le far bene815.
L'opposto di quell'inebriante solitudine, fece notare Charlotte a Gaskell, era dato dalla
tentazione delle mogli di rimettersi completamente ai propri mariti. Questi ultimi possono essere
cortesi, ma spesso non vedono le cose in modo equo, come nel caso di Paulina, che in Villette si adatta
a Graham al punto di rischiare di scomparire. Scusandosi a suo nome con l'editore George Smith,
Charlotte ammise che il personaggio di Paulina era inconsistente. Lucy non avrebbe mai potuto
prostrarsi a quel modo. Ma Lucy, come previde Charlotte, era troppo al di fuori degli schemi, troppo
lontana dalle norme dell'epoca per piacere a George Smith o a Elizabeth Gaskell. Per le mogli, il
problema, come Charlotte lasci intendere alla signora Gaskell, era quello di avere fiducia nella dura
Verit816.
Duro e severo  infatti il tono di Lucy Snowe quando osserva che Cleopatra, dipinta come un
grosso pezzo di carne,  volgare e ridicola. Il rigore del suo tono esercita un'attrazione meno ovvia di
quella suscitata da Jane; il suo fascino risiede nel rifiuto dei trucchi della seduzione in favore della
verit. Dopo aver atteso a lungo di vedere Paul Emanuel, Lucy afferma cristallina: Arriv. La vita 
tale che l'avvenimento non corrisponde mai, n pu, n potr mai corrispondere, all'attesa817.
Lucy  decisamente prosaica, in contrasto con i sogni romanzeschi della giovent di Charlotte:
 sobria nel registrare l'inevitabile delusione, da affrontare con quella che George Eliot avrebbe
definito lucida sopportazione818.
Colpisce, in Lucy, il fatto che la sua voce guadagni gradualmente autorit, aspetto che l'avrebbe
resa degna dell'attenzione di George Eliot. Non  una voce cinica; non abolisce mai il sentimento.
Charlotte e George Eliot sono accomunate da un radicamento nel primo evangelicalismo, che bandiva
il cinismo traendo forza e fascino dal richiamo agli affetti819. All'inizio del romanzo ascoltiamo la
voce di una ragazza di ventitr anni costretta al silenzio, ma, al termine di Villette, sentiamo la voce di
una scrittrice pienamente matura.
Questa presa di parola non imita il modello della confessione religiosa; , in un certo senso,
l'alternativa protestante: interiore e autonoma. La confessione cattolica  vista come un'altra
tentazione: un sollievo dalle pene mentali. Il confessore, Pre Silas, vorrebbe che Lucy diventasse
suora  una facile soluzione per una donna passionale dotata di talenti che la rendono poco adatta al
matrimonio. Lo spettro della suora, che riappare nei momenti di difficolt (quando Lucy legge in
soffitta la lettera di Bretton o quando seppellisce le sue lettere sotto il pero), sembra rivelare un aspetto
dell'io sepolto vivo mille anni fa.
Perch sei venuta da me?, chiede Lucy all'apparizione, che ovviamente non risponde 
poich una parte dell'animo umano sottratta alla vista non ha parole da proferire. Questa lacuna nel
linguaggio disponibile si ritrova anche nelle poesie di Emily Dickinson, in particolare in quelle degli
anni mirabili 1862-63;  riconosciuta inoltre dal personaggio di Bathsheba in Via dalla pazza folla di
Thomas Hardy (1874) e riaffermata da Virginia Woolf nel 1920: Ho i sentimenti di una donna ma
posso esprimerli solo nella lingua degli uomini. Allo stesso modo, Lucy Snowe pu essere eloquente
in aula, quando insegna inglese agli stranieri, ma, al di fuori di quel ruolo riconosciuto, anche lei deve
battersi per le parole  le parole per dar voce alla sua parte inespressa.
Riesce a esprimerla, per la prima volta, quando prova, sola in soffitta, per la recita della
scuola820. La soffitta  disabitata e remota. D'estate  torrida come una localit africana, d'inverno
gelida come la Groenlandia  regioni del mondo ancora inesplorate.  lo scenario perfetto per la suora,
che emerge da dietro una tenda, nell'angolo pi scuro e gravido del peso del passato. Cos come Emily
Dickinson recitava la parte di una regina spezzata nell'assoluta intimit della sua poesia, Lucy, nel
privato di questa stanza desolata, improvvisa un trono con delle scatole. Vi si siede e declama al suo
uditorio di parassiti da solaio  prima sussurrando, poi a voce alta, con vigore ed entusiasmo. Sul vero
palcoscenico (un luogo proibito per le donne vittoriane, specialmente per una chiamata a interpretare
un uomo) ci che Lucy teme di pi  la sua stessa voce. Ma quando si arrischia a prendere la parola,
quando la lingua fu finalmente sciolta e la sua voce trov la sua intonazione naturale, sente la
giusta forza arrivare  la sorgente esigeva getto e flusso interni821.
La battaglia per l'espressione  scoraggiata, quasi del tutto arrestata, dalla difficolt delle
lettere. In quanto destinataria delle lettere di Graham, Lucy  destinata al ruolo della donna che attende.
In questo si riflette la desolazione provata da Charlotte durante la stesura del secondo libro di Villette,
nell'inverno del 1851-52, quando era ancora scossa per la crisi con George Smith. In quei mesi, disse a
varie persone di sentirsi meglio fisicamente, ma di non aver ancora recuperato la salute mentale. La sua
suscettibilit rispetto al ruolo passivo e, a suo avviso, debilitante della donna che aspetta la posta fu
esacerbata dalla decisione di James Taylor di non scriverle pi dall'India: un secondo duro colpo, dopo
l'allontanamento di Smith subito quell'inverno, nel corso del quale la sua "malattia" peggior. Era
irragionevole, da parte di Charlotte, aspettarsi ancora qualcosa da Taylor nonostante la freddezza con
cui lo aveva trattato; eppure, quando Smith si era allontanato, Taylor aveva rappresentato un ultimo,
residuale barlume di speranza, ormai a sua volta del tutto svanito. Charlotte, come Lucy, temeva i
gelidi boccioli della speranza: le azioni di entrambe mirano proprio a proteggersi da quella freddezza 
ma era facile abbassare la guardia.
All'apice della malattia, nel gennaio 1852, a Charlotte furono proibite carta e penna, cos come
a Virginia Woolf fu vietato scrivere quando era "malata". Era comune, nella mentalit medica
dell'epoca, considerare lo sforzo intellettuale da parte delle donne come un'anomalia, e dunque come
una causa di esaurimento. Ovviamente  vero il contrario: la scrittura, in quanto forma d'espressione,
d sollievo alla mente; vietarla provoca stress. Nelle lettere a Monsieur, Charlotte aveva alternato il
tono supplichevole a una cortesia deliberata, persino esagerata. Monsieur Heger aveva poi frapposto tra
s e Charlotte l'insormontabile barriera del silenzio. Paragonata alle attenzioni di cui aveva goduto in
quanto allieva prediletta, quella barriera le appariva cos ostile da poterla a malapena ascrivere
all'insegnante di cui serbava memoria. Riusc a risollevarsi quando i romanzi rimpiazzarono le lettere:
Il professore nel 1846 e Villette nel 1852. Varcando la soglia dell'invenzione letteraria, opposta alla
scrittura epistolare, Charlotte pot legittimare il proprio bisogno di espressione. Un racconto eretico,
nel contesto della "malattia", pu suggerire che, in alcuni casi, la depressione sia una forma di
espressivit sepolta822. La negazione della parola non si manifesta solo nella sepoltura delle lettere; 
evidente anche negli interventi fatti nel manoscritto823: in molti punti, Charlotte non si limit a barrare
con la penna ci che voleva cancellare, tagli via paragrafi e intere pagine, spesso incollando pezzi di
carta bianca al posto delle parti omesse. In altre parole, i buchi sarebbero risultati visibili all'occhio
dell'editore, dando vita a un singolare dramma all'incrocio tra vita e letteratura: l'editore doveva
leggere il testo cos come era stato pensato per il pubblico, ma, allo stesso tempo, aveva la facolt di
osservare in privato i punti in cui l'autrice aveva operato dei tagli  una conoscenza riservata
probabilmente a lui solo. La frase in cui si dice che l'affetto  non ancora morto, no, ad oggi non 
ancora morto fu cancellata in modo molto lieve, tanto che tuttora risulta perfettamente leggibile.
Quando Lucy dice che seppellire le lettere significa anche seppellire un dolore, il termine dolore824
ha sostituito tre o quattro parole rimosse dall'autrice. Un altro buco, grande all'incirca quanto un
paragrafo, si trova nel mezzo dell'analisi dei limiti emotivi di Graham825, analisi probabilmente
tracciata sulla falsariga di uno dei primi frammenti scritti dall'autrice. Un altro taglio interrompe le
lotte contro gli istinti826 combattute da Lucy mentre  preda dell'esaurimento, quando cerca di
mettere a tacere il bisogno di una rispettabile tranquillit. Charlotte stava censurando l'incomunicabile
materia della depressione: non ci sono parole adeguate per esprimere l'avvilente visione dell'assenza di
significato della vita, milioni di persone che nascono dalla polvere per soffrire e tornare alla polvere, in
uno sterile susseguirsi di generazioni. Nel manoscritto leggiamo: Pi in basso della malinconia, sta la
follia; poi la parola follia827  stata sostituita dall'espressione, pi accettabile, un cuore spezzato.
In un precedente capitolo, afferma che il mondo comprende che si possa morire di fame, ma non che
si possa impazzire in solitaria clausura. I nervi, dapprima soltanto tesi, si bloccano nella paralisi 
poi, dopo aver tagliato via una riga e mezza, l'autrice esclama in merito all'incomunicabilit di tale
condizione: Parlarne!828.
Un'altra causa di depressione  la mancanza di autostima, cui corrisponde un'altra toppa di
carta bianca incollata nel manoscritto nel punto in cui Lucy, durante una festa dai Bretton, si vede
riflessa in uno specchio insieme ad altre persone: una bella signora di mezza et, un gentiluomo che
doveva essere suo figlio  il miglior viso, la figura pi bella  e poi il buco, proprio laddove Lucy,
con una fitta di rimpianto, si osserva per la prima volta cos come la vedono gli altri. Indossa l'abito
di seta rosa che Charlotte non pot permettersi quando and in visita a Londra nel maggio 1851 e la
mantella di pizzo nero che restitu in quella stessa occasione perch faceva sembrare il suo vestito scuro
troppo logoro; eppure, nonostante tali raffinatezze, Lucy deve distogliere lo sguardo dalla vista di se
stessa: Inutile soffermarsi sull'effetto829. Per quanto fustigata possa apparire la sua immagine
pubblica, il suo io invisibile rimane forte e determinato: alcune correzioni apportate nel manoscritto
con tratto pesante suggeriscono l'importanza del fatto che Lucy rifiuti di essere l'appendice o il
complemento di una bellezza: Non volevo essere l'ombra di una brillante padrona  il suo
rimanere nell'oscurit, anche se avvolta di modestia e abbattimento830, era dunque una scelta.
Il manoscritto rivela inoltre il ricorrente interesse di Charlotte per la parola ombra831  ad
esempio, quando Lucy si reca a un concerto con Graham Bretton, il pensiero del ritorno alla solitudine
la sovrasta come un'ombra , un po' come Charlotte dovette mettere a tacere i propri desideri
durante le visite agli Smith finch non fu pi in condizione di andarli a trovare. Graham appare del
tutto incapace di cogliere la natura ombrosa di Lucy; nella vita reale, George Smith seppe in qualche
misura riconoscerla in Charlotte. Fu anzi la propensione di Smith per le "qualit personali" di Charlotte
 che superava di gran lunga la normale cortesia di un editore verso un'autrice  a rendere ancor pi
fastidiosi i limiti imposti alla loro amicizia.
La cecit di Graham ha a che vedere con il linguaggio. In quanto uomo di buona volont,  in
grado di cogliere tutto ci che il linguaggio dato pu comunicare, ma al suo intelletto rimane opaco ci
che non pu essere trasmesso a mezzo di parole: Traducete in parole il vostro dolore e il suo orecchio
non mancher mai di attenzione. Ma se vi aspettate da lui sensibili percezioni e intuizioni miracolose,
andrete incontro a sicura delusione832. La speranza di una comunicazione pi intuitiva arriva con
Monsieur Paul. Il suo ruolo rimane poco chiaro nel primo libro: sembra aspettare defilato di vedere se
sar chiamato a interpretare una parte periferica o centrale nel destino di Lucy, e dato che a Lucy spetta
in sorte di diventare un'insegnante e una scrittrice autonoma, non una moglie, Monsieur Paul guadagna
il proscenio in veste di promotore dei suoi talenti.  come se Charlotte, in quella sorta di "vuoto" in cui
visse durante la "malattia" dell'inverno 1851-52, fosse tornata al suo giuramento di fedelt a Monsieur:
la nuova vita cui riusc a pervenire lavorando al romanzo scatur dalla vecchia promessa di scrivere un
libro dedicato in cuor suo a lui, al solo maestro che mai io abbia avuto. Nessun romanzo  mai stato
scritto cos a ridosso degli eventi833: il suo destino  stato forse determinato dalla decisione di George
Smith di non fare, nel cuore dell'inverno, quel viaggio programmato in Yorkshire. Con la guarigione di
Lucy, nel libro secondo, emerge anche il suo peculiare talento: in quanto insegnante, Paul Emanuel 
capace di coglierne le prime manifestazioni nei suoi componimenti. Vede la sua passione e scorge una
nuova luce nel suo sguardo attento, e vi stampava il marchio profondo della propria
approvazione834. Villette  stato definito l'ultimo, grande compito che Charlotte scrisse per il suo
insegnante835;  senza dubbio la pi lunga lettera d'amore della letteratura inglese836.
Nel romanzo, i principi pedagogici del personaggio di Monsieur Paul pongono dei problemi:
egli guarda una donna dotata d'intelletto come un lusus naturae837. Esasperata dal suo sogghignare
e pungolare, a un certo punto Lucy fa cadere a terra i suoi libri. Dopo questa scena, nel manoscritto 
stata tagliata una pagina e mezza, subito dopo che Lucy menziona la dolcezza della riconciliazione838
 probabilmente Charlotte stava rievocando i momenti di pianto e di calore vissuti a Bruxelles nove
anni prima. L'insegnante ritiene che Lucy sia troppo instabile839, troppo soggetta a pensieri importuni,
eppure, come aveva fatto Monsieur Heger, riconosce il suo talento nascosto: la voce squillante e
promettente oscurata dalla figura della straniera silenziosa (in questo punto, un paragrafo  stato di
nuovo espunto dal manoscritto, forse per preservare il decoro  Lucy  troppo inglese per esibirsi come
una Lucia o una Vashti). Ma l'insegnante vuole a tutti i costi che si metta in vista, desidera esibire la
sua pupilla in un esame pubblico. Lucy replica che preferirebbe la prigione piuttosto che mettermi a
scrivere, arrampicata su una pedana, per una esibizione o per eseguire un ordine840. Il corollario alla
conoscenza tutta mia  un impulso creativo incostante e sregolato  a differenza di quello dello
scrittore professionista , che si fa vivo ai margini della giornata, associato a fenomeni naturali: un
singhiozzo del vento, un misterioso flusso di elettricit. Scrivere le appare come un salasso, o un
inebriante vaticinio che spesso non arriva nemmeno a fissare in parole la sua profezia. Questo genere di
scrittura non  certo adatto alle scuole o agli esami, ma Lucy prova la sua esistenza in un brano molto
rimaneggiato del manoscritto841 che , in sostanza, un categorico rifiuto dei limiti imposti a Charlotte
da Southey842. Quando Monsieur Paul continua a chiedere con insistenza che Lucy scriva a comando,
in accordo col sistema stabilito, lei esclama di voler essere lasciata libera, di voler uscire all'aria aperta
e, appena l'insegnante le volta le spalle, scappa. Dopo questa scena, nel manoscritto si contano otto
pagine eliminate843  forse Lucy aveva altro da dire sul tema della libert d'espressione femminile,
qualcosa che non poteva essere condiviso con i lettori vittoriani. Eppure, l'intero libro rivela il segreto
della sua creativit844, ne indica la fonte in una mente che si eleva da sola, nel fuoco, in una natura
fiera e felina come quella di suo fratello Monsieur Paul, il suo compagno naturale.
Quando gli esaminatori si accaniscono su Lucy con le loro domande, le risposte le vengono
pronte in mente riempiendo il mio cervello come un pozzo sorgivo, si trattava di idee, le parole
mancavano. Non potevo e non volevo parlare, non so con sicurezza quale delle due cose845. Dopo
averla tartassata per un po', gli esaminatori le assegnano un tema sulla "giustizia umana"  il soggetto
di uno dei compiti scritti da Charlotte per Constantin Heger846.  un tema, dice Lucy, non adatto a
me847. Scrive con fierezza, e in modo inaccettabile, dell'umana ingiustizia.
Pi tardi  alle prese con un'altra battaglia verbale: il tentativo di convertirla da parte di Pre
Silas. Ancora una volta non riesce a dibattere, e questo la salva, perch la discussione richiederebbe
quella persuasione logica distante dal suo modo personale di ragionare: Io sapevo solo parlare a modo
mio, il modo a cui M. Paul era abituato e di cui era in grado di seguire i passaggi e riempire i vuoti,
perdonandomi gli strani balbettii, che ormai non gli sembravano pi strani848. In questo modo
difende la propria fede.
Quando Monsieur Paul parte per andare all'estero, anch'egli parla un simile muto
linguaggio849 di comunione. Quando le dona una scuola tutta sua, Lucy esclama: Monsieur, lei 
troppo buono!, e commenta: In un tale insufficiente linguaggio i miei sentimenti lottavano per
esprimersi; ma non riuscivano a farlo; la parola, fragile, non malleabile e fredda come ghiaccio si
dissolveva o si spezzava nello sforzo850. I due parlano a gesti: lui le passa una mano sulla testa
carezzandole i capelli, lei afferra la sua mano e se la preme sulle labbra. Questi segni modesti trovano
finalmente espressione verbale nel loro fedele scambio epistolare. Attraverso le lettere, lo ama ancora
di pi. Attraverso la scrittura, dice Lucy,  pi mio. Questa corrispondenza far quello che
Monsieur Heger e, in una certa misura, George Smith non fecero per Charlotte Bront: consoler e
sosterr Lucy mentre va incontro al suo futuro incerto. Fornir l'energia necessaria per quel racconto
eretico che scriver anni dopo.
Lo stadio finale della parabola ascendente di Lucy  dato dai suoi tre anni di felicit, durante i
quali dirige la nuova scuola e attende che Monsieur Paul ritorni dalle Indie Occidentali. La felicit non
le viene dal matrimonio, ma dall'indipendenza economica e dalle lettere.
Qui, Charlotte proietta il suo sogno: lettere capaci di parlare a una donna in ascesa. Desiderava
un amore che fosse in grado di alimentarsi attraverso l'azione  o attraverso l'arte. Monsieur Paul pone
le basi per la carriera di Lucy, poi scriveva perch gli piaceva scrivere; le lettere non erano brevi
perch non desiderava che lo fossero. Si metteva a sedere e prendeva una penna e un foglio [...] perch
era fedele e pieno di amabili pensieri, perch era tenero e sincero [...]. Le sue lettere erano vero cibo
che nutriva, acqua viva che rinfrescava. Questo era l'ispirante ruolo che Charlotte avrebbe assegnato
volentieri a Constantin Heger, nel suo progetto di una doppia carriera di direttrice scolastica e scrittrice.
Fraintesa e accantonata nella vita reale, questa possibilit  ricreata in Villette nove anni dopo. In un
certo senso, la probabile dispersione in mare di Monsieur Paul  irrilevante per la pienezza d'essere che
Lucy ha raggiunto al termine della sua narrazione.
Villette mette alla prova tre tipologie di donna. Espone la falsa femminilit delle storie
romantiche ambientate nell'alta societ. Ginevra Fanshawe combatte per procura la battaglia della vita
e, tutto sommato, soffrendo meno di qualsiasi altra creatura umana io abbia mai conosciuto851. Si
appoggia su Lucy,  un peso morto emblematico del fardello dell'artificio femminile. Lucy se ne libera
con crescente impazienza.
Paulina Home  la classica donna mantenuta che si conforma alle aspettative della societ
vittoriana. Ha dei sentimenti autentici, ma  cos prostrata che gran parte di ci che prova non affiora
mai in superficie. Charlotte Bront la reputava un fallimento artistico, che attribuiva al fatto che il
personaggio di Paulina non prendeva ispirazione da nessuna donna di sua conoscenza. Questo  quanto
Charlotte disse a George Smith, rassicurandolo tuttavia che Graham avrebbe oltremodo apprezzato la
vicinanza di una compagna a lui cos congeniale852.
Lucy Snowe  quello che una donna dovrebbe essere. Si eleva dall'ombra e guarda al futuro. Il
libro termina nel momento in cui  pronta a scriverlo,  l'opera d'arte che compie l'impresa avviata, al
culmine del rapporto, dallo scambio epistolare: dar forma al carattere ed estendere la capacit di
esprimersi. Lasciamo Lucy mentre avanza verso un futuro in cui fisser la sua ascesa in un racconto
eretico. Cosa riserva ancora il destino a una donna simile? Questa domanda si profila in quel
Fermati, fermati subito che leggiamo alla fine di Villette.
...
.
...
Note al capitolo 8.
...
.
...
761 V, p. 220.
762 1 novembre 1849, CBL, ii, p. 275; trad. it. in Lettere, Milano, SE, 2002, p. 151.
763 Gennaio 1850, CBL, ii, p. 330. GHL attacc Sh nella Edinburgh Review, ripubblicata in
The Bronts: The Critical Heritage, a cura di Miriam Allor, Londra, Routledge, 1974, p. 162.
764 A GS, 30 ottobre 1852, CBL, iii, p. 74; trad. it. in Lettere, cit., p. 165.
765 A WSW, 26 ottobre 1852, Bodleian Library. MS. Eng. letters e. 30. CBL, iii, p. 72.
766 La regina Vittoria lesse per la prima volta Jane Eyre nel 1858, e con rinnovata
ammirazione nel 1880.
767 Alla signora Bray, 15 febbraio, 5 e 12 marzo 1853, a cura di Haight, The George Eliot
Letters, II, p. 87, p. 91, p. 92.
768 V, p. 108.
769 A WSW, 6 novembre 1852, CBL, iii, p. 80; trad. it. in Lettere, cit., p. 167.
770 V, p. 402.
771 Vedi sopra cap. 7 e la nota.
772 Vedi Cassandra (ripubblicato Londra, virago, 1979).
773 "Wages" (1868), The Poems of Tennyson, a cura di Christopher Ricks, p. 1205.
774 V, p. 244.
775 Ivi, p. 60.
776 Ivi, p. 63.
777 Ivi, p. 71.
778 Ivi, p. 76.
779 Eroina dell'omonimo balletto.
780 Eroina di Il lago dei cigni.
781 V, pp. 150-151.
782 Ivi, p. 152.
783 Ivi, p. 111.
784 Ivi, p. 149.
785 Ivi, p. 476.
786 Ivi, p. 152.
787 Manoscritto di V, I, p. 217. BL. Add MS 43480. Le alterazioni del manoscritto sono notate
da Margaret Smith nella sua introduzione al romanzo, V, p. xxxiii.
788 Ivi, pp. 210-211.
789 The Old Stoic, in The Complete Poems,a cura di Janet Gezari, Harmondsworth, Penguin,
1992, p. 31; trad. it. Il vecchio stoico in Anne, Charlotte, Emily Bront, Poesie, Milano, Mondadori,
2004, p. 653.
790 "Resoconto degli ultimi giorni di vita di AB scritto da EN per EG", CBL, II, Appendix: pp.
739-741; trad. it. in Lettere, cit., pp. 141-144.
791 V, p. 225.
792 Boumelha lavora brillantemente su quest'idea, Charlotte Bront, Henel Hempstead,
Harvester, 1990, pp. 16-20. In modo interessante, T.S. Eliot, in uno scritto poco conosciuto su Virginia
Woolf, osserva ci che  lasciato fuori dalla sua opera: E si tratta di qualcosa deliberatamente
lasciato fuori, da quello che potrebbe essere definito uno sforzo morale del dovere. Ed essendo lasciato
fuori, questo qualcosa,  melanconicamente presente, T.S. Eliot "places" Virginia Woolf for French
Readers, in Virginia Woolf: The Critical Heritage, a cura di Robin Majumdar e Allen McLaurin,
Londra, Routledge, 1975, p. 192.
793 V, pp. 212-213.
794 Ivi, p. 311.
795 Boumelha, op. cit.
796 Cfr. V, cap. XIX, "La Cleopatra". Il quadro prende ispirazione da Une Alme di Defiefve
che CB aveva visto a Bruxelles. Ci torno sopra nel cap. 10.
797 La vie d'une femme, V, cap. XIX. Il trittico  stato identificato da Winifred Grin, Charlotte
Bront: The Evolution of Genius, Oxford University Press, 1967, p. 210, la quale nota il fatto
interessante che un critico, Eugne Landoy, reag alla piatta composizione formale del dipinto
suggerendo che l'artista dovesse studiare meglio il "trattamento delle ombre" nei grandi maestri.
798 V, cap. xxiii.
799 Prefazione di CB all'edizione del 1850 di WH. CBL, ii, Appendix, pp. 748-751; trad it. in
Emily Bront, Cime tempestose, Torino, Einaudi, 1992, pp. XVII.
800 V, p. 342.
801 Vedi la replica di CB alla signorina Wooler, 14 febbraio 1850, CBL, ii, p. 343, e il relativo
commento a EN, 16 febbraio 1850, CBL, ii, p. 347.
802 V, p. 331.
803 Ivi, p. 411.
804 Boumelha, op. cit.
805 Ibid.
806 V, p. 472.
807 ivi, p. 447.
808 Ivi, p. 450.
809 ivi, p. 434.
810 ivi, p. 460.
811 Boumelha, op. cit.
812 Virginia Woolf, "On Being Ill" (1930), Collected Essays, iv, a cura di Leonard Woolf,
Londra, Hogarth; New York, Harcourt, 1967, pp. 193-203; trad. it. "Dell'essere malati", in Virginia
Woolf, Saggi, prose, racconti, Milano, Mondadori, 1998, pp. 267-281.
813 Vedi Lyndall Gordon, T.S. Eliot: An Imperfect Life New York, Norton, 2000, cap. 5.
814 Facsimile edition of The Waste Land Manuscript, a cura di Valerie Eliot, Londra, Faber and
Faber; New York, Harcourt, 1971, p. 129.
815 A EG, 1 giugno 1853, CBL, iii, p. 172.
816 CB a EG, 9 luglio 1853, CBL, iii, p. 182.
817 V,p. 528.
818 George Eliot a Mme Bodichon, 26 dicembre 1860, J.W. Cross, George Eliot's Life,
Edimburgo, Blackwood, 1885, II, p. 283.
819 A.O.J. Cockshut, Truth to Life: The Art of Biography in the Nineteenth Century, Londra,
Collins, 1974, p. 71.
820 V, p. 185.
821 Ivi, p. 192.
822 Vedi Julia Kristeva sulla depressione come una forma di discorso da cui apprendere in
Black Sun: Depression and Melancholia (1987), Columbia University Press, 1989; trad. it. Sole nero.
Depressione e malinconia, Roma, Donzelli, 2013.
823 Il manoscritto di V si trova in: BL. Add MS 43480 b.11 (vol. I); Add MS 43481 b.12 (vol.
II); Add MS 43482 (vol. III). Parte del lascito George Smith Memorial.
824 MS, II, p. 501.
825 Ivi, I, dove la bambina, Paulina, comprende che per sua natura Graham non  interessato a
lei quanto lei lo  a lui.
826 Ivi, II, 298. La versione tronca si trova all'inizio del capitolo xvii, "La Terrasse".
827 Ivi, iii, p. 730, e II p. 460.
828 Ivi, II, p. 460.
829 Ivi, p. 349.
830 Ivi, p. 504.
831 Vedi sopra la descrizione del vestito di Lucy alla festa della scuola nel manoscritto. In MS,
II, p. 347, il pensiero di tornare da sola sopraggiunge in Lucy come un'ombra.
832 V, pp. 255-256.
833 Grin, op. cit., p. 494, era consapevole del fatto che V esplorava sia il presente che il
passato della sua autrice: Un presente cos imprevedibile che lasciava l'autrice costantemente in
sospeso.
834 V, p. 454.
835 Grin, op. cit., p. 509.
836 Devo quest'osservazione a Siamon Gordon.
837 V, p. 459.
838 MS, III, pp. 598-599. Il lungo paragrafo tagliato si trova nel capitolo xxx, intitolato
"Monsieur Paul".
839 Ivi, p. 566.
840 V, p. 462.
841 Notato da Margaret Smith nella sua introduzione a V.
842 Quest'osservazione  stata fatta da Jane Miller nella sua persuasiva lettura di V in Women
Writing About Men, Londra, Virago, 1986, p. 100.
843 Notato da Margaret Smith nella sua introduzione a V. CB tagli (con le forbici) parte di
pagina 609 incollandola nella parte superiore di pagina 617. Margaret Smith suggerisce invece che le
pagine ritagliate potrebbero essere state ricopiate nel capitolo sull'esame di Lucy. Non ci sono prove a
sostegno di entrambe le tesi.
844 Attingo, ancora, da Jane Miller, op. cit., p. 100.
845 V, p. 516.
846 BST, 12: 62, pp. 89-90. Essays, pp. 204-215.
847 V, p. 517.
848 Ivi, p. 538.
849 Ivi, p. 615.
850 Ivi, p. 624.
851 Ivi, p. 612.
852 A GS, 6 dicembre 1852, CBL, iii, p. 88.
...
.
...
Capitolo 9. Matrimonio.
...
.
...
Per Charlotte il destino  o la Provvidenza853, come disse lei  fu a portata di mano nella
persona di Arthur Bell Nicholls. Diversamente dal professore di Bruxelles, il signor Nicholls era un
uomo robusto, stabile e dotato di senso pratico, poco incline all'attivit intellettuale. Ma era onesto e
aveva sentimenti saldi, due qualit della massima importanza per Charlotte.
Il signor Nicholls era abbastanza informato su quanto avveniva in canonica per sapere quando
Charlotte ebbe terminato Villette. Era il momento che aveva tanto atteso, e la stessa Charlotte non era
del tutto ignara delle sue intenzioni854: da tempo aveva notato i suoi sguardi, la sua timidezza febbrile,
le sue minacce di lasciare il paese. Forse, pi che vederlo con gli occhi, lo aveva intuito: in qualche
angolo della coscienza, aveva sentito che Nicholls desiderava le sue attenzioni. Cos, quand'egli buss
alla porta della sala da pranzo, tra le otto e le nove di un luned sera del dicembre 1852, le balen in
mente come un lampo855 quello che stava per accadere.
Non si aspettava, tuttavia, l'irresistibile forza dei suoi sentimenti: quell'uomo alto, dall'aspetto
statuario, tremava da capo a piedi. L'aveva immaginato mite e riservato; ora gli appariva in una nuova
luce: perseverante, determinato e incurante del fatto che l'intera Haworth assistesse alla sua impresa  e
criticasse la sua presunzione.
Nell'anno in cui resistette al signor Nicholls, dal dicembre 1852 al dicembre 1853 Charlotte si
dedic al suo destino di scrittrice. Dall'aprile al luglio 1853, inizi pi volte un'opera chiamata The
Story of Willie Ellin856. Verso la fine dell'anno, a novembre, cominci a scrivere un romanzo pi
promettente, Emma857. Ma, terminata quest'ultima immersione nella scrittura, non avrebbe mai pi
impugnato la penna, se non per vergare lettere  persino quelle, alla fine, sottoposte al vaglio del signor
Nicholls. Ovviamente, Charlotte ebbe seri dubbi in merito allo sposare un uomo dai gusti a lei cos
poco congeniali858.  noto che tali perplessit furono spazzate via, dopo le nozze, dalla crescente
tenerezza che prov per il suo caro ragazzo859; eppure una questione resta poco chiara. I motivi
della sua felicit domestica sono semplici  il sollievo dalla solitudine, il calore umano, la fedelt
assoluta; a rimanere oscuro  il precedente periodo di dibattito interiore, scandito dai continui rifiuti
opposti al signor Nicholls nella primavera del 1853 e dal persistere dei suoi dubbi e del suo bisogno di
privacy anche durante il fidanzamento, durato dall'aprile al giugno 1854. Come cambi Charlotte
Bront in quel periodo in cui si preparava a una radicale trasformazione della propria vita? Per le donne
vittoriane era normale pensare al matrimonio come al principale scopo dell'esistenza, cos come per i
padri lo era opporsi ai pretendenti poveri; Charlotte  muovendo dalle posizioni canoniche secondo
traiettorie tutte sue  rimase necessariamente muta.
Doveva mostrarsi del tutto passiva860, confid a Ellen, augurandosi che la feroce
indignazione di suo padre si placasse e che il suo pretendente, fin troppo apertamente imbronciato,
tornasse sui propri passi. La palese disperazione del signor Nicholls la addolorava861, cos come
l'insofferenza mostrata dal padre al solo pensiero che qualcuno vedesse in lei una moglie. Quando la
figlia gli aveva detto della proposta del signor Nicholls, le vene del collo del signor Bront si erano
inturgidite862 e gli occhi gli si erano iniettati di sangue per la rabbia. Temendo per la sua salute,
Charlotte si era affrettata ad assicurargli che avrebbe rifiutato il signor Nicholls l'indomani stesso. Il
signor Bront aveva poi rinforzato tale rifiuto con un biglietto scritto di suo pugno, che a Charlotte era
sembrato crudele863. Se Ellen avesse potuto vedere suo padre cos indurito, avrebbe conosciuto
qualcosa di lui864.
Quando la notizia di tali eventi raggiunse Mary in Nuova Zelanda, l'amica esplose dalla rabbia
per il sacrificio compiuto da Charlotte in nome di quel vecchio egoista.
Ottant'anni dopo, leggendo queste lettere, Virginia Woolf port alla luce le paure delle figlie e
l'ira del genitore che impedisce la libert nella casa paterna. Uomini come il signor Bront, il signor
Barrett e, presumibilmente, anche il padre della scrittrice, Leslie Stephen, erano ancora convinti che
fosse innaturale e poco femminile opporsi alla volont paterna: oltre alla legge, avevano la "natura"
dalla loro parte. Con queste protezioni, il Rev. Patrick Bront pot tranquillamente infliggere un
"dolore acuto" alla figlia Charlotte per parecchi mesi e rubare parecchi mesi alla sua breve felicit
matrimoniale senza incorrere nella disapprovazione della societ in cui esercitava la professione di
ministro della Chiesa anglicana; mentre, se avesse maltrattato un cane o rubato un orologio, quella
stessa societ lo avrebbe spretato e ripudiato865.
Che strada prese Charlotte in questa fase cos tesa e concitata, quali questioni la assillarono e
come si riconcili, infine, con un amante cos diverso da quelli concepiti per le sue eroine?
All'inizio del 1852 mor in Nuova Zelanda Ellen Taylor, cugina e amica di Mary. Quest'ultima,
in seguito al lutto, scrisse a Charlotte di un altro tipo di paura: ormai sola, sentiva di poter diventare
una donna rigida, severa ed egoista866. Tale preoccupazione toccava Charlotte nel vivo: Sempre
pi spesso temo lo stesso per me867, confess. In quello stesso periodo, nel marzo 1852, aveva
appena superato un esaurimento nervoso che l'aveva lasciata segnata. Alla fine di quell'anno, avvis il
signor Smith che l'avrebbe trovata diversa, nell'aspetto fisico, rispetto all'ultima volta che l'aveva vista
a Londra, diciotto mesi prima. Probabilmente i capelli, che negli anni Quaranta dell'Ottocento
incorniciavano il suo volto, erano ora tirati indietro, in un'acconciatura che metteva in evidenza le lievi
asprezze868 notate anche da Gaskell, oltre a conferirle l'aria risoluta di una donna che aveva navigato
tra marosi e iceberg.
In seguito a una profonda crisi, quando seppellisce la speranza insieme alle lettere ricevute da
Graham Bretton, Lucy Snowe non si arrende. Poich nel suo accampamento invernale mancano cibo e
foraggio, deve combattere una nuova battaglia campale contro la fortuna: In tal caso, pensai
all'eventualit che, essendo troppo povera per perdere, Dio mi avrebbe forse destinato alla vittoria. Ma
quale strada era aperta, quale piano attuabile?869.
Durante la terza visita agli Smith, nell'estate 1851, i boccioli di speranza erano stati stroncati
dal gelo: di conseguenza, Charlotte potrebbe aver spontaneamente rivolto le sue attenzioni al signor
Nicholls, cui aveva indirizzato un inusuale saluto nella lettera del 7 giugno, inaugurando una
consuetudine che avrebbe mantenuto per tutto il mese. Tale gesto potrebbe aver incoraggiato il curato
ad autoinvitarsi per un t in canonica il 27 luglio, prima di partire per un viaggio in Irlanda. In
quell'occasione, appar buono, mite, pacioso870 agli occhi di Charlotte, che rifer tali impressioni a
Ellen in una lettera. Ma per una volta si era sbagliata  almeno in due aspetti. Buono lo era, ma nelle
questioni amorose era anche testardo e combattivo. Respinto, reag inviando al signor Bront una
lettera di dimissioni. Si mur nella sua stanza, in sagrestia, rifiutandosi di mangiare e di parlare con il
suo premuroso ministro (rimase palesemente imbronciato persino durante una visita formale da parte di
un disorientato vescovo871), senza vergognarsi del fatto che tutta Haworth vociasse sulla sua
condizione.
Pi giovane di Charlotte di quasi due anni, Arthur Bell Nicholls era nato a County Antrim, in
Irlanda, il 6 gennaio 1818. All'et di sette anni era stato adottato872 da suo zio, il dottor Alan Bell,
preside della Royal High School di Banagher. Lo zio e la zia erano uniti in un matrimonio
eccezionalmente felice, e il ragazzo era entrato a far parte di una famiglia amorevole e di vedute
liberali, che risiedeva nella Cuba House, una casa in stile palladiano, della fine del XVII secolo posta
sulla sommit di un piccolo poggio e dipinta di bianco, dagli arredi essenziali ma eleganti. Arthur
ricostru la genealogia della famiglia Bell a partire dal momento in cui si era stabilita in Irlanda,
all'epoca della Gloriosa Rivoluzione del 1690. Pi volte la genealogia fa riferimento a Sir Michael
Bell, colonnello di fanteria e governatore di Athlone, che arriv in Irlanda al seguito di Guglielmo III e
fu fatto cavaliere nella battaglia del Boyne (le origini dei Bell, esponenti della classe media, erano
superiori a quelle del contadino Brunty, il cui sdegno di fronte alla proposta del giovane curato era
motivato soprattutto dalla sua rapida ascesa sociale). Nel 1844 Nicholls si laure in teologia con onori
di seconda classe al Trinity College di Dublino, e all'et di ventisette anni arriv a Haworth  era il
maggio del 1845. L'irlandese era un uomo forte, aveva una folta barba, un naso lungo e diritto e begli
occhi. Tra i libri che aveva portato con s873 non c'erano romanzi (anche se in seguito avrebbe
comprato un volume delle poesie di Cowper); tra le sue letture figuravano i Practical Sermons del
reverendo G.W. Woodhouse (seconda edizione, 1841), The Churchman's Companion (1845) e A
Discourse on Church Government di John Potter (settima edizione, 1845). Il 5 giugno fu fatto vicario
del signor Bront dal vicario di Bradford, William Scorseby, e poco pi di un anno dopo, il 30
settembre 1846, fu ordinato sacerdote da Charles Thomas, vescovo di Ripon. Si dimostr coscienzioso
e moderatamente preoccupato per le condizioni di vita degli abitanti del villaggio. In chiesa leggeva
bene e aveva una bella voce, osserv Charlotte, che per non condivideva le sue inflessibili posizioni
dissentiste. In seguito, la signora Gaskell, moglie di un ministro unitariano, lo defin bigotto874, e
pure Charlotte temette che, una volta sposati, la sua adesione alla teologia dell'Alta Chiesa avrebbe
ostacolato alcune amicizie e frequentazioni875. La sua rigidit pu essere vista come un segno di
ristrettezza mentale; senza dubbio aveva un carattere testardo e sosteneva le sue nette opinioni con la
forza del temperamento.
L'anno dopo l'arrivo del signor Nicholls a Haworth, Ellen venne a sapere del suo interesse per
Charlotte, all'epoca trentenne. Sei anni pi tardi, quando Nicholls si propose, Charlotte si stup che
Ellen, in genere assai intuitiva (troppo, ho pensato talvolta876), non avesse notato alcun segnale
dell'interessamento del curato. Nel 1846, quando aveva smentito la voce riportata da Ellen, Charlotte
aveva rafforzato il suo diniego dichiarando di sentirsi indegna d'essere amata: dire in giro che lei,
un'ordinaria zitella, si era infatuata del giovane curato l'avrebbe resa lo zimbello del vicinato. La sua
non era semplice diffidenza o timidezza, ma una vergogna per il proprio corpo dettata dalle norme
dell'epoca. In pubblico, la consapevolezza dei propri difetti fisici  e la piet con cui la contemplavano
uomini come Smith e Thackeray  la faceva sussultare. Nell'aprile 1853, a Manchester, mentre era in
visita da Elizabeth Gaskell, confid all'amica di essere mortificata poich si sentiva guardata come
qualcosa che suscita quasi repulsione, e si disse timorosa di amare pienamente perch non era mai
stata capace di ispirare il tipo di amore che sentiva in s877. Aveva espresso tale timore anche in Jane
Eyre, in uno scambio di battute in seguito cancellato dal manoscritto. Quando Rochester ammette di
provocare la gelosia di Jane riversando le sue attenzioni sulla signorina Ingram, Jane confessa:
[...] per essere a mia volta schietta, c' una questione che non solo allora, ma ancora oggi mi
scotta: paragonata a lei, quanto all'aspetto fisico, io sono una nullit.
Non tanto per stazza e peso. Ma andr bene, almeno io scuser ogni mancanza878.
A quanto pareva, persino l'amante pi affettuoso non poteva essere troppo rassicurante su
questo punto. Charlotte era convinta che, dopo una prima occhiata, gli sconosciuti non tornassero a
posare lo sguardo su di lei. La signora Gaskell sment, ma un simile timore suggerisce che Charlotte si
vedesse particolarmente brutta. In Villette, Charlotte d ancora una volta sfogo a quest'ansia nella scena
in cui Lucy e Paul Emanuel si confessano il loro amore:
Ah! Non sono piacevole a guardarsi [...].
Non potei trattenermi dal dirlo; le parole mi vennero spontanee alle labbra; non ricordo attimo
della mia vita in cui non abbia provato l'ossessionante timore di sentire quanto fossero grandi le mie
manchevolezze fisiche [...]. Era una debolezza dare tanta importanza a un'opinione sul mio aspetto
esteriore? Temo di s [...] avevo una grande paura di dispiacere.879
C' una continuit tra la risoluta ragazzina di dodici anni convinta che non si sarebbe mai
sposata e la giovane donna ventiseienne che, in uno schizzo spedito a Ellen da Bruxelles, si era
caricaturalmente ritratta880 come informe, bruttina e sola, mentre dalla sponda opposta della Manica
saluta con la mano una formosa e femminile Ellen, affiancata da un uomo (probabilmente il signor
Vincent, il suo spasimante dell'epoca). Tale continuit si ritrova anche nella donna di trentasei anni
sofferente al cospetto di un padre incapace di vederla nel ruolo di moglie. Nell'inverno del 1852-53 il
signor Bront umili Nicholls, colpevole di essersi proposto come marito di Charlotte, senza rendersi
conto che, cos facendo, suscitava in sua figlia una profonda simpatia per quell'uomo oltraggiato,
proprio come lei  perch Charlotte sapeva fin troppo bene cosa significasse sentire in s una forte
passione e venir considerato agli occhi del mondo inadeguato a esprimerla. Le ribolliva il sangue
ascoltando gli impietosi epiteti (vile ciarlatano) con cui suo padre apostrofava Nicholls. Il signor
Bront si augur che ogni donna lo eviti, a meno che non cerchi la propria rovina881. Non possiamo
stabilire in che misura la distaccata simpatia di Charlotte per Nicholls si approfond quando ella venne
a sapere, con sua grande sorpresa, che quell'uomo comune e rispettabile l'amava disperatamente.
Ritengo tuttavia che una simile rivelazione abbia avuto un certo effetto su una donna che si considerava
indegna di essere amata. Dovette provare una cauta gratitudine, pur non reputandolo l'uomo ideale 
gratitudine che, infatti, Charlotte espresse pi volte nel corso del fidanzamento, tra la primavera e
l'estate del 1854.
Nel 1846 Charlotte aveva fugato i sospetti di Ellen non solo in ragione dell'impietosa immagine
che aveva di s, ma forse anche a causa del disprezzo con cui Emily trattava il signor Nicholls882.
Emily non aveva tempo per chi non stimolava la sua immaginazione, ed era capace di rimanere
immersa nei propri pensieri davanti al curato, senza preoccuparsi di rivolgergli la parola. Dai primi
anni Quaranta dell'Ottocento, Emily esercit una forte influenza su Charlotte, che si era attaccata a
quel genio della sorella dopo che il legame d'acciaio con Branwell era venuto meno883. Dopo la
morte di Emily, Charlotte si prese cura di Anne notte e giorno, e poi si tuff a capofitto nella scrittura,
incoraggiata dalla crescente amicizia con il suo editore. Per tutto il tempo in cui fu alle prese con le
fluttuazioni dell'ambigua relazione con Smith, l'esaurimento nervoso e la scrittura di Villette, il signor
Nicholls rimase alla periferia della sua coscienza. Charlotte era per consapevole della costante
presenza del curato: egli era solito portare a spasso i cani della canonica o starsene ad ammirare il
ritratto che le aveva fatto Richmond. In qualche occasione devono aver riso insieme, perch all'inizio
del giugno 1852, mentre stava recuperando le forze a Filey, sulla costa dello Yorkshire, Charlotte invi
al signor Nicholls un divertito messaggio:
Domenica pomeriggio sono andata in una chiesa che mi piacerebbe far vedere al signor
Nicholls [...].
A un'estremit c' una piccola galleria per i coristi, e quando costoro si sono alzati in piedi per
iniziare i loro canti, hanno girato le spalle ai fedeli raccolti; in risposta, i fedeli hanno voltato le loro
spalle al pulpito e al parroco. L'effetto di tale manovra  stato cos ridicolo che sono riuscita a
malapena a trattenere le risate; se il signor Nicholls fosse stato l, avrebbe senza dubbio riso a gran
voce.884
Si tratta, forse, dell'unica nota spensierata scritta da Charlotte nel corso della sua lunga
depressione. Continu a essere consapevole dell'ammirazione del signor Nicholls, ma non gli riserv
alcuna seria attenzione finch lui non ne fece richiesta con la sua teatrale proposta, seguita dallo
sciopero della fame, dal muto tremore che lo scosse quando Charlotte, il 15 maggio, appena tornata
dalle visite alla signora Gaskell e a Ellen, cerc di prendere da lui la comunione (la sofferenza del
curato era cos evidente che la scrittrice pot udire in chiesa i sospiri e i singhiozzi di alcuni fedeli) e
dalla scena d'addio del 26 maggio, quando lei lo trov in lacrime, disperato, davanti alla porta che dava
sul giardino  con un'angoscia degna di Cime tempestose. Egli non riusc a catturarla fino a che non
rivel i propri sentimenti a tutti i Bront. E se non aveva la loro mentalit, possedeva una propria
fierezza che si manifestava sotto forma di tenacia. Prima ancora di rendersi conto di essere interessata
al curato, Charlotte aveva fatto notare a Ellen che egli era un uomo con poche passioni885, ma che
scorrevano impetuose in lui in rivoli sotterranei.
Soggiornando in casa Smith mentre Villette era in stampa, verso la met del gennaio 1853,
Charlotte ebbe modo di notare che un carico di lavoro davvero spaventoso886 aveva lasciato i suoi
segni nell'aspetto dell'editore. La sua carnagione, il suo volto, persino i suoi lineamenti apparivano
alterati. Eppure trov la sua mente pi lucida e i suoi modi pi affabili che mai. Al contrario, il
temperamento di James Taylor si era guastato con il clima indiano. Charlotte aveva sentito dire a
Cornhill che vivere con lui era diventato difficile.
Una volta tornata a Haworth, George Smith le sped un ritratto di Thackeray che Charlotte
appese in sala da pranzo, vicino a quello del duca di Wellington e al ritratto fattole da Richmond 
entrambi precedenti regali dell'editore. Il 26 febbraio gli scrisse: Mi domando se colui che mi ha fatto
questi doni li vedr mai alle pareti dove sono ora appesi; mi piace immaginare che un giorno possa
accadere887.
La primavera successiva, quando iniziarono a essere pubblicate le prime recensioni, Charlotte
fu costantemente in contatto con Cornhill. Tra le molte critiche favorevoli, quella di un certo "Mr
Fraser" era particolarmente importante. Charlotte disse all'editore: Sono costretta ad ammettere,
tuttavia, che tale gentiluomo ha limitato le sue opinioni favorevoli ai primi due libri, condannando
implicitamente il terzo con la severit di un ostinato silenzio888. Il signor Fraser, immagin, era tra le
persone che ritenevano pi accettabile che Paul Emanuel annegasse piuttosto che incappare nel destino
di gran lunga peggiore di convolare a nozze con quella... persona... quel... quell'individuo  Lucy
Snowe889. L'immediato successo di Villette diede un nuovo impulso alla corrispondenza tra l'autrice
e l'editore, che commentavano l'impatto del libro misurando le reazioni del pubblico. George Henry
Lewes scrisse una recensione inaspettatamente generosa, sebbene poco profonda890 agli occhi di
Charlotte. Si faceva un gran parlare del finale aperto di Villette, con fervore ci si interrogava sul destino
di Lucy Snowe, e la questione, per le lettrici, verteva sul marito: Paul Emanuel sarebbe tornato? Currer
Bell fu esortato a dare una risposta definitiva da lettrici come Lady Harriet St Clair (moglie
dell'ambasciatore tedesco, il conte Mnster). La replica di Charlotte a Lady Harriet fu formulata in
modo da lasciare la questione sostanzialmente inalterata891. Si disse che una donna, la quale aveva
precedentemente deciso di non sposarsi se non avesse trovato l'equivalente del signor Knightley (l'eroe
di Emma di Jane Austen), aveva ora messo da parte quel modello ideale sostituendolo con il professor
Emanuel892. Charlotte si prese gioco delle reazioni suscitate dal manoscritto a Cornhill, alludendo al
disappunto di George Smith: Vede quanto le signore amano questo piccolo uomo, che a lei non piace
affatto893.
Molti criticarono il fatto che l'interesse di Lucy fosse passato da un uomo all'altro, anche se ci
era avvenuto perch Graham si era dimostrato inaffidabile, e vi scorsero una conferma della volgarit
di Currer Bell.
Le mie rispettabili donne non sono cos pronte a innamorarsi di due uomini allo stesso tempo,
scrisse Thackeray alla signora Carmichael Smyth il 28 marzo 1853.  un libro molesto, quel Villette,
continu il 4 aprile scrivendo alla signora Procter. Quanto  intelligente! E quanto non mi piace la sua
eroina. Trovava il soggetto volgare; l'autrice, disse a Lucy Baxter, sarebbe appassita in una
virginale vecchiaia senza alcuna possibilit di soddisfare il suo bruciante desiderio894. Anche
Matthew Arnold si scagli contro il fuoco della passione:  letteralmente uno dei libri pi sgradevoli
che io abbia mai letto  e aver conosciuto [Charlotte Bront] lo rende ancor pi sgradevole. Lei  in
pieno ci che Margaret Fuller [femminista del New England] era solo in parte: tutto fumo e niente
arrosto895. Ma ci che davvero dispiacque a Charlotte fu l'inatteso tradimento di una donna che
considerava sua amica. Si sent devastata quando Harriet Martineau l'attacc, prima in una lettera896,
poi in un articolo apparso sul Daily News897, per il modo in cui Lucy passava da un uomo all'altro e
per la descrizione di un'ossessione amorosa che (sosteneva Martineau) non rifletteva la condizione
della maggioranza delle donne: C' un'assenza di introspezione, un'incoscienza, un'immobilit nella
vita delle donne di cui non troviamo alcuna traccia in questo libro (l'obiettivo, in questo caso, era
unire gli "interessi" pubblici delle femministe come Martineau agli "interessi" domestici delle donne
pi miti, in modo da allontanare il fenomeno meno chiaro e pi passionale che emergeva in Villette).
Charlotte evidenzi in rosso i passaggi pi offensivi della lettera, che in un primo momento la
lasci senza parole. Poi scrisse:
Mia cara signorina Martineau,
[...] protesto contro questo passaggio, e se fossi portata in giudizio davanti a tutti i critici
d'Inghilterra con una simile accusa risponderei "non colpevole".
So cos' l'amore per come io lo intendo; e se un uomo o una donna dovesse vergognarsi di
provare un siffatto amore, allora non ci sarebbe niente di giusto, nobile, leale, veritiero e altruista in
questa terra, per come io intendo la rettitudine, la nobilt, la lealt, la verit e il disinteresse.
Sinceramente vostra
C.B.
Essere in disaccordo con voi mi procura un acuto dolore.898
Questo fu l'unico caso in cui Charlotte mise fine a un'amicizia. Confid a George Smith che lei
e Harriet Martineau non attribuivano lo stesso significato alle parole899. Arriv alla conclusione che
incontrare la signorina Martineau sarebbe stato molto pericoloso e poco raccomandabile900. Non fu
tanto la sua opinione avversa a addolorare Charlotte quanto il senso di tradimento: il loro sodalizio era
iniziato proprio quando la signorina Martineau le aveva assicurato che Jane Eyre non era affatto un
libro volgare. Il dolore causatole da questa recensione fu acuito dall'attenzione che (insieme ad altre
simili) riscosse nella cerchia delle sue conoscenze. Alcuni amici le mandarono dei biglietti di cordoglio
quando il critico letterario del Guardian rifiut persino di fare la conoscenza di Jane e di Lucy,
ritenendole donne lontane dalla sua idea di signorilit. Il 29 marzo Charlotte scrisse alla sua casa
editrice in cerca di alleati:
Le recensioni favorevoli passano sotto silenzio, senza che nessuno si azzardi a commentarle,
nemmeno sussurrando, mentre quelle negative vengono senza eccezione lette, discusse e passate
rapidamente di mano in mano [...]. Dal canto mio, posso solo prendere atto di questo fatto
significativo. Sono in debito con i miei editori per tutte le buone recensioni che Villette ha riscosso. Le
cattive le devo ai miei amici. Tale considerazione mi strappa un sorriso. I miei amici sono molto, molto
buoni. Ringrazio alcuni di loro per il disturbo che si sono presi nel volermi illuminare.901
Sorprende che Charlotte abbia quasi gradito l'accesa reazione del periodico Christian
Remembrancer. L'autrice dell'articolo, Anne Mozley, che aveva definito Jane Eyre un libro
pericoloso, assicurava che con Villette Currer Bell dava prova di essere pi maturo di quando si era
presentato al mondo per la prima volta  triste, volgare e lamentoso. Ma, come Harriet Martineau,
anche Mozley trovava che il modello femminile presentato dal romanzo fosse inaccettabile:
Vogliamo una donna del focolare; e i personaggi [di Currer Bell] sono privi dell'elemento
femminile, fanno violenza alla modesta compostezza, disprezzano il timore dettato dalla vergogna,
sono autonomi, incuranti del decoro; la sola ragione, la mera opinione personale di ci che  giusto o
sbagliato, discreto o imprudente, li guida dettando loro la condotta e i comportamenti  l'assicurazione
fornita dallo scrupolo e dal costume  fatta a pezzi e calpestata.902
Questa recensione era in accordo con quella velenosa di Jane Eyre che Elizabeth Rigby (ormai
Lady Eastlake) aveva firmato nel 1848 per la Quarterly Review: all'epoca, tale critica aveva molto
amareggiato Charlotte, la quale aveva definito le due riviste i pesanti Golia della stampa
periodica903. Ma ora, molto pi forte e sicura di s, si divert a prendere in esame il tracotante filisteo
(era infatti convinta che fosse stato un uomo a redigere l'articolo del Christian Remembrancer). In
una lettera a William Smith Williams si raffigur il suo avversario come un alto ecclesiastico che
odiava il liberalismo religioso di Currer Bell ma che, pur lottando strenuamente per resistervi, non
riusciva a trattenere l'impulso di continuare a leggere:
Ringhia, eppure continua a leggere. Ormai il libro lo ha catturato; increspa le labbra, scopre i
denti, vorrebbe di buon grado lanciare l'anatema, scomunicare l'autore, ma continua a leggere, s  e
leggendo  in parte costretto a sentire e a trovare piacere in ci che  insinuato nella sua ostile natura
d'acciaio. Nemmeno pu [...] nascondere del tutto questo involontario diletto; fa del suo meglio, parla
ancora con la voce grossa e severa, cerca di esser pungente, affonda le sue stilettate, scova i punti
deboli, ma sempre sperando di colpire nel segno. E l'autore lo legge con grande compostezza, e poggia
la recensione soddisfatto e grato sentendo che, quando un nemico  cos agitato, non ha scritto
invano.904
Questa  una performance temeraria: un Currer Bell nel pieno delle forze che si gode la
battaglia dando prova dell'autocontrollo di un David in lotta contro un potere molto pi grande di lui.
Mettendo da parte la sofferenza causatale dalla signorina Martineau, in genere Charlotte amava
confrontarsi con i lettori, esaminare le loro reazioni al suo lavoro. Rispondendo a una lettrice, tale Lucy
Holland (forse una zia della signora Gaskell905), confessa che il profondo e segreto desiderio di
essere qualcosa di pi che un individuo in cerca del successo personale era per lei pi importante di
tutti gli elogi rivolti all'intelletto [...]. Mentre scrivevo mi sosteneva la speranza che, se molti dei pi
giovani e fortunati forse si allontaneranno disgustati da queste pagine piuttosto tristi, altri  che hanno
sperimentato quelle che lei chiama le "impietose prove della vita"  potrebbero ascoltarvi una voce n
dura n priva di empatia906.
Nel maggio 1853, lavorando a una nuova storia, s'interess come mai prima alle impietose
prove della vita, spostando la sua attenzione dalle prove perlopi invisibili di una donna sola a quelle
sotto gli occhi di tutti di un bambino privo di protezione  un soggetto molto pi dickensiano. Nel caso
di una vittima in et infantile, il legame che si crea tra autore e lettore  immediato e forte. Grazie
anche alle recensioni e alle lettere, nella prima met del 1853 Currer Bell si avvicin al suo pubblico.
Fu un periodo di recupero delle forze e di ottimismo, durante il quale Charlotte si sent pi coinvolta
dalle reazioni dei lettori che dagli sguardi di fuoco907 che Arthur Bell Nicholls le lanciava quando
lei si ritirava al piano di sopra voltandogli le spalle  come Martha Brown, la domestica della canonica
(e figlia dell'affittuario di Nicholls) riport alla sua padrona con un senso di offesa che dava prova di
grande fedelt.
Dopo aver consegnato al signor Bront la sua lettera di dimissioni, il signor Nicholls gli chiese
di respingerla. Il signor Bront disse che lo avrebbe fatto solo se lui avesse promesso di non avvicinarsi
mai pi a Charlotte. Poich non poteva prometterlo, Nicholls lasci doverosamente Haworth per una
curazia a Kirk-Smeaton, sempre in Yorkshire, vicino Pontefract. Fu quando non trov Charlotte
passando per l'ultima volta in canonica a dirle addio che si mise a gemere davanti al cancello, dove lei
lo avrebbe trovato pi tardi. Per l'ennesima volta, egli la implor di dargli una speranza. Charlotte non
poteva farlo e prov per lui una piet inesprimibile908. La sua partenza fu un sollievo. Charlotte
consider l'episodio concluso e torn ai suoi piani per un nuovo romanzo, The Story of Willie Ellin.
Il soggetto del libro non era del tutto nuovo, bens un tentativo di far rivivere le storie che aveva
condiviso con Branwell.  interessante notare che il suo legame con Branwell continuava a riverberarsi
persino allora, tredici anni  e tre successi  dopo l'Addio ad Angria. Ancora una volta, nella primavera
del 1853, dopo averlo gi trattato negli scritti giovanili e in Il professore, torn al vecchio tema dello
scontro tra due fratelli. Chiaramente, era ancora scottata per il fatto che Il professore non fosse stato
pubblicato. Invece di sottoporlo di nuovo al vaglio di Smith  lo avrebbe fatto in seguito  decise di
mettere in una nuova forma i materiali del libro. Era un atto di fedelt nei confronti delle sue creazioni
passate, potremmo dire, o la prova di una certa testardaggine? Non perse mai la sua fiducia in quel
romanzo. Nel libro, la tirannica persecuzione di William da parte dell'industriale Edward Crimsworth
si rifaceva al rapporto tra Edward e William Percy, i due fratelli che comparivano negli scritti giovanili
del 1833-34. Ora lo schema veniva ulteriormente riproposto nel progetto di una nuova storia, in cui un
industriale di nome Edward trattava con brutale violenza il piccolo fratellastro, William Ellin. Il tema
della crudelt sociale traeva spunto dal dibattito sullo stato dell'Inghilterra che aveva chiamato in causa
molte delle menti pi illuminate dell'epoca: Disraeli, che aveva parlato di due nazioni, quella dei
ricchi e quella dei poveri, Carlyle, che aveva contribuito alla riflessione con il suo Cartismo, Friedrich
Engels, che aveva scritto La situazione della classe operaia in Inghilterra, e Henry Mayhew, i cui
influenti articoli su London Labour and the London Poor erano stati raccolti nel 1851-52. Ad eccezione
di Cartismo, non abbiamo alcuna prova che Charlotte avesse letto queste opere, ma ad ogni modo esse
facevano parte della coscienza pubblica dell'epoca e trovavano eco in ci che accadeva attorno a lei,
nel Nord industriale del paese. Fu questo contesto a plasmare lo sguardo benevolo nei confronti delle
proteste civili che troviamo in Shirley e la simpatia provata dall'autrice per un piccolo orfano
abbandonato dalla legge e in balia di sadiche vessazioni. Un anno pi tardi, Dickens avrebbe pubblicato
a puntate Tempi difficili, il suo romanzo di critica sociale ambientato in una citt industriale, e Gaskell
avrebbe dato alle stampe Nord e Sud. Willie Ellin era pi vicino al gusto del macabro di Dickens che al
realismo industriale di Gaskell: come il primo, Charlotte narra gli abusi nei loro grotteschi dettagli. In
tutta l'opera di Dickens non ci sono brani tanto sinistri e violenti quanto quelli in cui Edward Ellin
infligge le sue fustigazioni con cieco potere; ma entrambi, sia Dickens che Charlotte, hanno svolto
un'indagine diagnostica degli stati mentali perversi su cui si basa il sistema sociale. Edward Ellin 
posseduto da un punitivo istinto di dominazione che lo rende simile al signor Brocklehurst e al signor
Murdstone, e sembra inoltre presagire due personaggi di Tempi difficili: Gradgrind, l'insegnante
trincerato in se stesso, e Bounderby, l'industriale arrivista che continua a ripetere che quello che gli
operai vogliono davvero  poter mangiare servendosi di un cucchiaio d'oro.
Forse Charlotte aveva gi in mente un romanzo di critica sociale all'epoca della sua ultima
visita a Londra, dal 5 gennaio al 2 febbraio 1853, quando lasci di stucco la signora Smith recandosi in
visita all'ospedale di Foundling e alle prigioni di Pentonville e Newgate. A Newgate una ragazza
dall'espressione sconsolata cattur la sua attenzione  aveva ucciso il figlio illegittimo. George Smith
evoc in seguito la scena raccontando che la signorina Bront cammin verso di lei, le prese la mano
e inizi a parlarle. Fu, ovviamente, presto interrotta dalla guardia carceraria: "Ai visitatori non 
consentito parlare con i prigionieri"909.
The Story of Willie Ellin  composto da cinque frammenti in cui l'autrice fa parlare voci
diverse: quella della vecchia governante, la signora Widdup, una sorta di Nelly Dean (la
domestica-narratrice di Cime tempestose), quella della vittima, Willie, terrorizzato, implorante,
rassegnato, e, piuttosto sorprendentemente, quella di uno spirito disincarnato e senza tempo: la voce
della magione Ellin Hall   l'anima di un luogo a prendere la parola, non una persona. Quest'ultima
non fu una voce semplice da mettere a punto, ma forse abbiamo un'idea del motivo che spinse
Charlotte a cimentarsi con questa prova: dopo un romanzo intensamente autobiografico come Villette,
associato per giunta alla depressione, un certo distacco poteva esserle di sollievo. I palesi tormenti di
Willie, per quanto toccanti, erano opportunamente distanti dalla sofferenza interiore causata dalle
passioni messe a tacere. Fu una svolta verso il mondo esterno, lontano da s, verso una sfera pubblica
solcata da poteri e privilegi, popolata da carnefici e vittime. Va detto che in questi frammenti
preliminari il tema  tutto; i personaggi sono esili quanto quelli dei melodrammi di Angria. C'
ovviamente un'enorme differenza tra la prosa sovraccarica di quegli scritti giovanili e la professionalit
della scrittura di Charlotte Bront del 1853, ma l'autrice era effettivamente tornata alle emozioni
primordiali: tirannia, paura e  alla fine dell'ultimo frammento  la dolce consolazione che arriva a
Willie, dopo tante sofferenze, nella forma di una bellissima diciassettenne, un angelo del focolare che
sembra ricalcato da una rivista femminile.
Un frammento suggerisce lo sviluppo della trama: il crudele fratellastro sta per perdere la tenuta
di Ellin Hall, ma quando muore (prematuramente), Willie far valere i suoi diritti, recuperer la casa
dei suoi antenati ritornandovi a notte fonda, senza essere annunciato, avvolto dalle tenebre del suo
solitario e tormentato passato. Il suo cuore  cos nero che tutto ci che desidera  cancellare dalla
memoria i misfatti del fratello.
Sembrerebbe che Charlotte abbia interrotto la scrittura di Willie Ellin a giugno, a causa di un
periodo di malattia. In seguito si sarebbe aspettata, come aveva fatto in passato in casi simili, di
riprendere la storia da capo dopo una sorta di "falso inizio". Nel nuovo romanzo che cominci a
novembre, Emma, William Ellin ritorna in panni diversi:  un distaccato spettatore, con il piglio di un
detective amatoriale, che assiste allo svolgersi di un giallo in una scuola femminile. In questo romanzo
Matilda Fitzgibbon, agghindata come una bambola con fusciacca, vestito trapuntato e cappello
piumato, appare sulle prime una studentessa quanto mai desiderabile agli occhi della direttrice
scolastica, la signorina Fetherhed910, impressionata inoltre dalla carrozza del padre, dal suo indirizzo,
che  quello di un gentiluomo di campagna, e dalla sua liberalit nel dare l'assenso a ogni complemento
scolastico nella formazione della figlia. Matilda, distaccata e impassibile, viene deliberatamente
coccolata dalla signorina Fetherhed, ma per questo emarginata dalle sue compagne di scuola. Tale
distanza  accentuata da una sua fragilit interiore, facilmente fraintesa per sprezzante orgoglio. Poco
prima di Natale, tuttavia, quando si avvicina il termine delle lezioni, il signor Fitzgibbon non risponde a
una lettera in cui la direttrice gli domandava quali fossero le sue intenzioni per le vacanze. Si scopre
cos che il pap di Matilda aveva dato un indirizzo fasullo. Indagando, William Ellin scopre inoltre che
il suo nome altisonante  apparentemente inesistente. Chi , allora, la ragazza?
Qui siamo senza dubbio nel territorio di Charlotte Bront: ci troviamo, ancora una volta, al
confine con una regione sconosciuta. La creatura che la abita non  pi un ragazzo privo di protezione e
fisicamente maltrattato, ma una ragazza sola e mentalmente tormentata. Gli abiti eleganti di "Matilda
Fitzgibbon", in realt, hanno sempre fatto a pugni con il suo pallore. Prima ancora di sospettare un
inganno, la signorina Fetherhed inizia a provare una certa insofferenza nei confronti della rigida
ragazzina e continua a vezzeggiarla solo per principio. Sar il signor Ellin a svelare il mistero che
affiora dal volto della bambina: una vita segreta, che si palesa anche nel sonnambulismo, che la porta
ad aggirarsi per la scuola in camicia da notte, bianca come un lenzuolo e con le mani tese in avanti.
Un'altra volta viene ritrovata congelata su un pianerottolo, con gli occhi semichiusi in seguito a un
attacco di convulsioni dal quale riesce a riprendersi solo a fatica. Quando la signorina Fetherhed,
nella scena finale, le pone la fatale domanda: Chi sei tu?, la ragazza impallidisce ancora di pi. Tutto
quello che riesce a emettere  un suono di pura sofferenza, una mezza esclamazione e un grido
lanciato cadendo a terra. Il signor Ellin raccolse dal suolo ci che vi era caduto. Negli ultimi
paragrafi prima che il manoscritto si interrompa bruscamente, William Ellin si fa avanti con una nuova
autorevolezza: ammonisce la signorina Fetherhed facendole notare che il mistero circa la natura della
ragazza deve avere la precedenza sull'enigma della sua identit sociale:  una natura molto diversa
dalla sua.  impossibile che le piaccia  ma lasciatela in pace.
"Cosa"  una parola cruciale in quest'opera. "Cosa"  al centro della scena. Cos' la ragazza nel
profondo della sua natura? Ecco la vera questione, il vero mistero, che ovviamente non pu essere
svelato in una scuola femminile dove tutte le preoccupazioni ruotano attorno alla domanda "chi sei
tu?", che presuppone una risposta in termini di status sociale. Per la signorina Fetherhed il "chi" 
semplice: un'allieva  chi  suo padre  e se suo padre non esiste, la sua identit, la sua stessa esistenza
viene messa in discussione. Non sorprende che questa ragazza appaia pallida, inanimata, congelata e,
infine, "paralizzata". Scossa da tale domanda perentoria, non riesce a parlare.
Sebbene Emma, come Willie Ellin, tragga ispirazione da temi gi toccati negli anni Trenta
dell'Ottocento  in particolare il binomio della scuola elegante e del padre malvivente, che troviamo
anche in Ashworth , Charlotte Bront  qui pi lontana che mai dai suoi scritti giovanili e sferza con
una feroce critica i suoi vecchi idoli, quei languidi figurini da cui era stata ammaliata nel corso della
sua prolungata adolescenza. Con Emma, per quanto opera frammentaria, Charlotte stava apertamente
sfidando la facciata femminile  quel prodotto altamente artificiale. La ragazza  pi un emblema
che un personaggio: come Willie Ellin,  un emblema della sua epoca. Charlotte stava entrando in una
nuova e pi ambiziosa fase della sua carriera, forse era determinata a portare alla luce il significato
allegorico dell'essere socialmente indifeso: la ragazza abbandonata. Emma contiene la possibilit di
un'arte capace, allo stesso tempo, di riprodurre ed erodere l'allegoria allo scopo di definire
un'immagine alternativa della femminilit.  la stessa arte che troviamo in Clarissa, Mansfield Park e
La lettera scarlatta. Charlotte Bront aveva letto, appena bambina, Il viaggio del pellegrino, e aveva
sempre concepito la propria vita come un pellegrinaggio in cui era chiamata a portare un fardello: il suo
rapporto con l'allegoria derivava principalmente da questi due fattori. Quell'allegoria latente era stata
ridefinita dalle imperfezioni, dalle prove e dai trionfi di Jane Eyre; ora, con la misteriosa protagonista
di Emma, l'erosione dell'allegoria  ancora pi radicale. All'inizio della storia, l'autrice presenta
un'immagine dotata di un significato immediatamente riconoscibile (la bambola viziata), ma poi la fa
esplodere e cambiare di senso attraverso i metodi empirici del romanzo, fino a che i lettori non arrivano
a mettere a fuoco l'immagine autentica dell'epoca. Ellin, in quanto investigatore, indirizza la nostra
attenzione. Senza di lui e senza il corrispettivo sforzo del lettore, la vera identit della ragazza pu
emergere solo velata dall'oscurit della notte, in una strana convulsione, come un peso morto caduto
a terra in un pianerottolo buio. L'autenticit  in lotta con l'onnipresente artificio, e la protagonista
rimane bloccata in una sorta di depressione o malinconia. Autenticit e artificio si erano affrontati a
viso aperto nel palchetto d'opera di "Henry Hastings", nel dormitorio scolastico di Ashworth e nel
salotto della signora Reed. In Emma convergono in una giovane ragazza: un volto pallido si sovrappone
a una cascata di riccioli, una vita interiore a un'immagine superficiale. Se Charlotte Bront fosse
vissuta abbastanza da completare l'opera, la ragazza misteriosa sarebbe potuta diventare un'emblema
della donna. Solo pi di un decennio dopo, Mill avrebbe parlato di un artificio cos difficile da
scardinare da rendere quasi impossibile lo svelamento dell'autentica natura femminile.
Le esponenti del genere femminile erano abituate a pensarsi come "ragazze", "donne" o
attraverso quella categoria vittoriana di "signora" che era sempre stata al centro delle attenzioni di
Charlotte. Emma sfida le categorie date. Ripropone la questione sollevata dall'enigmatica Lucy Snowe,
alla quale gi veniva chiesto: Chi sei tu?. La promessa della donna che si sta elevando e
l'inquietante manifestazione notturna della ragazza misteriosa indirizzano la nostra attenzione verso la
vita interiore. Attraverso "Matilda", Charlotte Bront prova l'esistenza di un modo di essere diverso dal
modello della quiete angelica. Qui una rigida facciata  la ragazza, la schiena ben dritta e le mani
infilate nel manicotto, marcia avanti e indietro nel campo giochi della scuola   giustapposta a un
tumulto interiore il cui unico indizio esterno  dato dal volto pallido con gli occhi cerchiati dalle
occhiaie. La medicina vittoriana presupponeva che un aspetto sano fosse il naturale corrispettivo di una
mente femminile equilibrata, entrambi sottoposti a un rigido controllo; ma qui ci troviamo davanti a
una radicale antitesi tra mente e corpo. I disturbi mentali della ragazzina indicano un'esistenza scissa:
un io inaccessibile, all'ombra di una facciata ben costruita.
Due persone trovano "Matilda" interessante. La prima  la narratrice, una vedova intelligente,
sui quarant'anni, presso la quale, alla fine, la ragazza trover una sorta di rifugio. L'altro  il signor
Ellin, con il suo atteggiamento indagatore. Sar lui, l'estraneo, l'unico in grado di leggere il volto della
ragazza e risolverne l'enigma. Questa versione adulta di Ellin (del quale si dice che sembra pi vecchio
della sua et) si rivela in continuit con il bambino Willie Ellin: il personaggio confessa infatti 
suscitando la sorpresa dei presenti  di essere stato un tempo un operaio. Come "Matilda", non ha alcun
legame visibile, ma  accettato dalla societ poich  un uomo indipendente e benestante. In virt del
suo status esercita la sua autorit sulla signorina Fetherhed quando si fa avanti per proteggere la
ragazza. Mi sono chiesta per quale ragione Charlotte Bront abbia deciso di cancellare nel manoscritto
la drammatica scena conclusiva dell'ultimo frammento911: forse perch, dopo averla raccolta da terra,
Ellin adagia la ragazza sul suo letto.
Ellin potrebbe rivelarsi un personaggio pi importante di quanto sembri all'inizio del romanzo.
Agli occhi dei suoi vicini pi acuti, egli stesso appare come un enigma, un uomo dal passato oscuro,
"mutevole", che, in quanto ex operaio, ha una storia duplice e deve aver vissuto in entrambe le
"nazioni", quella dei poveri e quella dei ricchi. I suoi misteri trovano un parallelo in quelli della
ragazza senza identit, e alla fine le loro storie si riveleranno intrecciate.
Nel periodo in cui stava terminando Villette, Charlotte scrisse a George Smith: Non riesco a
scrivere libri su cose alla moda e non serve sperare912. Intendeva, apologeticamente, che non poteva
competere con Elizabeth Gaskell, Charles Kingsley o Disraeli, ma le sue autocritiche, come le sue pose
mansuete o patetiche, non vanno prese troppo sul serio.  indubbio che il suo cosiddetto romanzo
industriale, Shirley, sia quello pi debole nel panorama della sua produzione, e che il tentativo di
affrontare la questione degli abusi fisici compiuto con Willie Ellin rimanga privo di carattere, ma nelle
sue opere pi ambiziose, e in modo particolare in Emma, prese di petto un tema di grande attualit: la
questione femminile. L'aspetto pi affascinante del suo modo di trattare tale questione  il suo guardare
oltre le immediate conquiste politiche, puntando ai traguardi di lungo termine relativi all'istruzione,
alla sfera delle emozioni e al riconoscimento del contributo dato alla civilizzazione da parte di un
genere femminile pienamente emancipato. In nessun altro luogo della sua opera questi temi sono
affrontati in modo pi acuto che nel suggestivo incipit di Emma.
Al principio dell'estate del 1853 due eventi diedero avvio a quell'oscuro mutamento che port,
nel breve giro di un anno, al sorgere della compiacente signora Nicholls dalle ceneri dell'ambizioso
Currer Bell.
Dopo la sua partenza da Haworth, il signor Nicholls scrisse con insistenza. In un primo
momento, Charlotte non rispose  ma il signor Nicholls non sembrava disposto a dimenticarla. Le
lettere, va ricordato, esercitavano una peculiare presa su Charlotte: era capace di aspettare la posta cos
come altre persone desideravano il sostentamento materiale. Il signor Nicholls non poteva saperlo, ma
la sua distanza da Haworth aiut la sua causa, in quanto Charlotte fu probabilmente pi incline a
rispondere alle sue lettere di quanto sarebbe stata disposta a vederlo di persona. L'impatto fisico con la
fredda volont di James Taylor, ad esempio, le aveva gelato il sangue nelle vene. Ma una volta lontana
da lui, aveva apprezzato le sue lettere ancora di pi. Arthur Bell Nicholls era un uomo assai diverso,
meno intellettuale e pi fisico.  probabile che il suo temperamento testardo e facilmente infiammabile
divertisse Charlotte, cos come il carattere di Rochester divertiva Jane  certo, vi erano delle
potenzialit di conflitto, ma non tali da non poter essere spianate da una donna dotata di un imperterrito
senso dell'umorismo. A differenza di quelle di Monsieur, le lettere di Nicholls non facevano sfoggio di
vaste conoscenze, n erano accese da una giocosa scintilla come quelle di George Smith, ma erano
intense. Mettevano a nudo lo spettacolo di un sentimento non corrisposto: qualcosa in cui Charlotte
poteva rispecchiarsi. Era capace di provare simpatia, persino di ammirare un simile tumulto di
emozioni, una cos spericolata esposizione al ridicolo  unita com'era a dei saldi principi. Forse
Nicholls le appariva positivamente in contrasto con Graham Bretton, il quale non aveva nessuna
passione tirannica913 a intralciarlo lungo la sua strada. In giovent, Charlotte aveva provato e
condiviso dei sentimenti anarchici, ma in seguito era riuscita a contenerli; ora, nel 1853, li riscopriva
nella figura  per quanto possa apparire strano  del ligio reverendo Nicholls. Era un prelato modello
che aveva mandato in frantumi la facciata dell'educazione, e le sue lettere trasparenti e audaci non la
infastidivano, a differenza della mascolinit d'acciaio e degli sguardi insistenti. Non costituivano forse
anche una ventata d'aria fresca rispetto a tutto il suo contegno signorile  al remissivo dichiarare che
Dio ci assegna un fardello da portare?
Nel corso dell'estate del 1853, pur continuando a resistere alle avance del signor Nicholls,
Charlotte potrebbe aver contemplato per la prima volta l'idea del matrimonio. Per afferrare questo
sfuggente cambiamento di opinione,  utile prestare attenzione alle date delle lettere. Il 9 luglio del
1853, scrivendo alla signora Gaskell, un'autrice che era anche una donna sposata e una madre di
famiglia, Charlotte si sofferma su una questione che doveva apparirle cruciale se stava anche solo
lontanamente pensando alla possibilit del matrimonio. Sono portata a ritenere, anche sulla base di
un'insolita sottolineatura, che la seguente domanda non fosse puramente retorica:
Mi viene da pensare a una cosa: le [...] riesce facile, quando si siede a scrivere, isolarsi da tutti
quei legami, dalle dolci associazioni che suggeriscono, per sentirsi se stessa in quanto donna [...]? Non
risponda alla domanda; non  pensata per trovare risposta.914
A disturbarla era chiaramente la solitudine: il matrimonio rappresentava la soluzione pi facile
ai problemi della donna sola, ma avrebbe anche messo fine alla vitale intimit della scrittrice? Come
riusciva la signora Gaskell, si chiese, con un marito, quattro figlie e i numerosi impegni parrocchiali, a
proteggersi dai costanti strattoni dell'opinione altrui, in modo da non mettere alcun filtro tra s e la
dura Verit, che poteva contemplare solo nella sua anima segreta dallo sguardo lucido? Per la
signora Gaskell, l'opera d'arte costituiva un rifugio dalle lillipuziane frecciatine quotidiane delle
occupazioni insignificanti, ma non sminu la difficolt di decidere dove e quando fare in modo che
una serie di doveri lasci il posto ad altri915. In seguito, George Smith avrebbe colto il suo dividersi tra
varie attivit raffigurandola in un grazioso biglietto di San Valentino916 come una mungitrice che
porta in spalla i secchi del latte mentre, da sotto un'ampia gonna, tira fuori il suo ultimo manoscritto
per consegnarlo nelle mani dell'editore (con una folta barba, nel 1864, e inchinato ai suoi piedi con
espressione supplicante). La relazione seducente e affezionata che Smith instaur con Gaskell nel corso
del tempo ci aiuta a mettere in prospettiva le sue lettere a Charlotte, che aveva una conoscenza assai
limitata degli uomini di mondo, e fu dunque indotta, in qualche modo, a dare un peso eccessivo
all'abituale calore dell'editore nei confronti delle autrici donne.
Non sappiamo con esattezza quando inizi la corrispondenza tra Charlotte e il signor Nicholls.
Un punto di svolta, tuttavia, pu essere dedotto da un commento di Charlotte: il signor Nicholls era
passato da una rabbia imbronciata nei confronti del signor Bront a disarmanti parole di considerazione
nei suoi confronti  si era infatti persino offerto di prendersi cura del reverendo per il resto della sua
vita. Charlotte conosceva il signor Nicholls abbastanza bene da riporre fiducia in tale promessa: Le
sue non sono mere chiacchiere, disse, non  un fanfarone, n un venditore di professione917. 
probabile che quest'offerta abbia aperto al signor Nicholls le porte del cuore di Charlotte, e i due
continuarono a scriversi nella seconda met del 1853. La sola commiserazione non era bastata a farle
cambiare idea: per i primi sei mesi del 1853, espresse pi volte piet nei confronti del signor Nicholls,
ma resistette cocciuta alle sue proposte. Forse fu proprio nel momento in cui le fece quest'ulteriore
offerta che Charlotte inizi a guardare al signor Nicholls come al proprio destino  un uomo che la
Provvidenza le aveva inviato per prendersi cura del padre. Accettarlo, disse a se stessa (e in seguito
anche agli altri), era quanto di meglio poteva fare per suo padre. E, dopotutto, il signor Nicholls era un
uomo che l'aveva amata per molti anni918 avendola conosciuta nel suo "carattere domestico": non
era affatto interessato alla sua celebrit. Tempo prima, quando a Keighley aveva sentito dire che
Charlotte era Currer Bell, era andato da lei freddo e colmo di disapprovazione919 per chiederle se
tale voce dicesse il vero.
Nel corrispondere con il signor Nicholls senza che il padre avesse dato il suo assenso o ne fosse
a conoscenza, Charlotte, sebbene avesse ben trentasette anni, stava infrangendo le regole di
comportamento che impedivano alle figlie di commettere follie. Lei stessa era scontenta di questo
sotterfugio, ma per alcuni mesi non os dire nulla al reverendo. Quando lo fece, fu un compito assai
duro e faticoso920. In aprile, Charlotte aveva ancora dei dubbi in merito al signor Nicholls, che
avrebbe di l a poco lasciato Haworth e a cui il signor Bront continuava a non rivolgere la parola. A
Ellen disse: Non mi consentirebbe di muovere un solo passo contro il volere di pap, per quanto quel
volere sia mescolato con i pi rancorosi e irragionevoli pregiudizi921. Un mese pi tardi, disse ancora
a Ellen che pap rimaneva irremovibile sulla questione e che lei non osava pronunciare il nome di
Nicholls in sua presenza. Aspettarsi la sua compassione o un suo cedimento sarebbe come cercare
linfa nella legna da ardere922.
 ormai d'uso comune riabilitare la figura del reverendo Bront, nonostante il diffamante
ritratto che ne ha tracciato la signora Gaskell. Oggi si  soliti dire che il signor Bront aveva le sue
innocue eccentricit  pi che prevedibili nel padre di figli tanto originali. Ma cos si sottovaluta la
testimonianza immediata fornitaci da Elizabeth Gaskell del suo primo incontro con il reverendo,
avvenuto durante la sua visita in canonica del settembre 1853: fu intimorita da quest'uomo alto,
impavido, di bell'aspetto, dai capelli ben spazzolati. Not lo sguardo severo che posava su Charlotte e
lo sent rivolgersi a lei con tono imperioso923. Sebbene trattasse gli ospiti con una cortesia di vecchio
stampo, da dietro gli occhiali gelava con lo sguardo la figlia, che non aveva rifiutato un'offerta di
matrimonio con la prontezza e l'irrevocabilit che lui avrebbe desiderato. Schern le due donne per
essersi rifiutate di ricevere in visita un forestiero di passaggio: erano, disse due orgogliose
sfacciatelle924. La signora Gaskell non fu l'unica donna dotata di giudizio a trovarsi a disagio con il
signor Bront; Mary ed Ellen, che lo avevano conosciuto tempo addietro, tra loro parlavano di lui come
di un tiranno925. Non posso pensare senza diventare livida di rabbia al sacrificio compiuto da
Charlotte in nome di quel vecchio egoista926, confid Mary a Ellen nel 1856. Il perfido, vecchio
signor Bront927, disse Ellen quando nel 1876 le chiesero di ricordarlo. Ovviamente non era perfido.
 probabile che fosse apprensivo nei confronti dell'unica figlia rimasta in vita e desiderasse proteggerla
dai rischi del parto. Ma fu Charlotte a individuare un motivo pi disonorevole, e lo confid alle sue
amiche.
Per la prima volta nella sua vita, Charlotte assunse un atteggiamento di rivolta nei confronti del
padre, spinta dalla sensazione sempre pi netta che egli si ostinasse a opporsi al signor Nicholls per una
mera ragione di ambizione928. Il benessere materiale era un motivo che lei disprezzava. In tono piatto,
disse che suo padre era ingiusto929. Questa sobria razionalit avrebbe dettato tutte le sue azioni
successive, fino al ritorno dalla luna di miele  in seguito alla quale avrebbe cambiato ancora una volta
tono, adottandone uno dolce e tenero nei confronti del marito.
In questo oscuro periodo sopraggiunse un altro evento decisivo: il fidanzamento di George
Smith. In una lettera spedita il 12 giugno 1853, Charlotte gli parl di una febbriciattola
accompagnata da un acuto mal di testa che la infastidiva ogni giorno, e che per un certo periodo era
sembrata resistere a qualsiasi rimedio. Disse a Smith che le aveva quasi impedito di dedicarsi a
qualsivoglia occupazione930. Questo era esattamente ci che la signora Smith temeva di pi: il
coinvolgimento di suo figlio in una relazione con una donna maggiore d'et e in cattiva salute.
George Smith incontr la futura moglie a un ballo a Clapham Common nell'aprile 1853. Con la
celerit emblematica della sicurezza di s di cui si vantava, cap al primo sguardo di aver trovato la
donna da sposare. Non lo disse subito a Charlotte, ma quest'ultima, con sensibilit al limite del
soprannaturale, percep in lui un certo disagio che attribu all'eccessivo lavoro.  comunque plausibile
che la prolungata preoccupazione per le sorti dell'azienda abbia giocato un qualche ruolo nella
decisione di fidanzarsi, a novembre, con Elizabeth Blakeway, figlia di un mercante di vino di Bedford
Street, a Londra, e nipote di Edward Blakeway di Broseley Hall, in Shropshire. Quando la signora
Gaskell la incontr, nel 1856, vide in lei una graziosa Paulina. In altre parole, Charlotte era stata
profetica in Villette, dopotutto. Anche le previsioni fatte in una lettera sottilmente  oh, quanto
sottilmente  ironica indirizzata a George Smith si erano rivelate corrette, laddove gli aveva assicurato
che una moglie come Paulina avrebbe fatto la felicit del dottor John: Lucy non deve sposare il dottor
John: lui  troppo giovane, bello, brillante e gioviale;  un avvenente riccetto baciato dalla Natura e
dalla Fortuna, e deve ottenere un premio nella lotteria della vita. Sua moglie deve essere giovane, ricca,
bella. Deve renderlo molto felice, infatti931. George, come il dottor John, avrebbe potuto avere al suo
fianco una donna geniale capace di renderlo un uomo migliore, ma era troppo leale nei confronti della
sua famiglia, e forse troppo convenzionale per non convolare a nozze con la tipica moglie vittoriana. I
due volumi di Ricordi di George Smith non la citano mai in quanto donna dotata di proprie qualit; al
di l delle assicurazioni di Smith circa la loro felicit domestica, un rigido decoro pubblico la lascia
priva di volto e di personalit. Come Paulina Home, Elizabeth Blakeway aveva le giuste conoscenze ed
era presumibilmente benestante, dato che George Smith (disse la signora Smith nel periodo del loro
fidanzamento932) poteva ora permettersi di allentare un po' il ritmo di lavoro. Elizabeth si interess in
qualche misura alle attivit della casa editrice, tanto che suo marito le lasci per volont testamentaria
la cura del Dictionary of National Biography933.
Tra il luglio e il novembre 1853, Charlotte ebbe contatti stranamente rari con Cornhill. In quel
periodo, sebbene corrispondesse regolarmente con il signor Nicholls, aveva ancora in testa George
Smith. A met novembre programm di recarsi a Londra per un non meglio precisato "affare", ma
decise di trovare alloggio in una locanda piuttosto che stare dagli Smith. Poi, il 21 novembre, scrisse
alla signora Smith. Dopo un insolito silenzio, Charlotte aveva da poco ricevuto un biglietto di George
nel quale aveva percepito una buona dose di disagio e di agitazione mentale. Si era chiesta se ci
avesse a che fare con un lutto in famiglia.
Cosa lo angustia?, chiese diretta alla signora Smith.  preoccupata per lui o pensa che star
presto meglio? Sta per compiere un passo importante nella sua vita  come alcune delle sue espressioni
lascerebbero intuire , si tratta di una svolta che gli porter felicit e benessere?934.
Per qualche ragione, la bozza della replica della signora Smith  sopravvissuta negli archivi
della Smith, Elder  forse George l'aveva esaminata? Era un tentativo di comunicare il fidanzamento
del figlio nel linguaggio pi affettato e contorto possibile: la madre faceva ricorso a elaborate forme di
cortesia per prendere le distanze dalla destinataria della lettera.
Se la lettera spedita dalla signora Smith fu in qualche misura simile alla bozza, la reazione di
Charlotte appare comprensibile. Il 24 novembre, con un baule gi preparato, annull il suo viaggio a
Londra. Dieci giorni dopo aver iniziato la stesura di Emma, il 6 dicembre, scrisse a William Smith
Williams facendogli capire che, non per suo volere, i suoi legami con la casa editrice dovevano
allentarsi, e rischiavano persino di essere repentinamente troncati. Era una mossa curiosa alla luce della
promettente scrittura di Emma, un romanzo che le avrebbe sicuramente garantito la prosecuzione dei
rapporti con la Smith, Elder. Ma Charlotte l'aveva detto chiaramente a George Smith durante la
lavorazione di Villette: non pretendeva da lui l'intera mano  il matrimonio  ma la sua produttivit
dipendeva dalla disponibilit dell'editore a darle almeno un pezzettino di dito. Charlotte, che era ancora
intensamente attaccata all'editore e impulsiva nel reagire, potrebbe aver preso il silenzio di George
Smith, protrattosi per tutta la fase precedente al fidanzamento, come un segno definitivo del suo
disinteresse verso di lei, ed essersi convinta che il matrimonio avrebbe messo fine al loro legame.
Scrisse al signor Williams:
Non si disturbi a mettermi da parte o a spedirmi altri libri. Queste cortesie dovranno terminare
prima o poi, e preferisco rinunciarvi subito che assistere al loro logoramento.
Credetemi, sinceramente vostra,
C. Bront935
Questo tono gelido lascia capire che Charlotte fosse emotivamente pi coinvolta di quanto
volesse mostrare. Quattro giorni dopo, verg un lapidario quanto formale biglietto di congratulazioni
da spedire a George Smith936. Fu come se la muta evasivit dell'editore e l'artificiosa cortesia della
madre l'avessero confinata in un linguaggio morto, che non us in nessun'altra circostanza: parole
corrette, meccaniche. Fu inoltre in questo momento che abbandon la fluente narrazione del suo nuovo
romanzo.
Si volse cos a contemplare la prospettiva solitaria della donna nubile ma nient'affatto
flemmatica, che anzi ha ricevuto dalla natura sentimenti di somma raffinatezza. Tali sentimenti,
quando vengono tenuti sotto chiave, a volte danneggiano la mente e il carattere937.
Poco dopo, Charlotte inizi ad ammorbidirsi con il signor Nicholls. La sequenza di eventi
suggerisce che questa evoluzione sia avvenuta quasi per ripicca. Ritratt il suo rifiuto della proposta del
curato, tuttavia senza impegnarsi in alcun modo. Nel gennaio 1854 Nicholls and a stare per dieci
giorni a Oxenhope dal signor Grant (quello che Charlotte aveva caricaturalmente ritratto come il
supponente signor Donne in Shirley), e da l pot percorrere a piedi il sentiero fino a Haworth per
vedere Charlotte e darle occasione di conoscerlo meglio. Lei insistette per avere il consenso del padre
alle visite del signor Nicholls.
Padre, non sono una ragazzina, e nemmeno una giovane donna, per di pi non sono mai stata
una bellezza. Ora sono persino brutta. Quando lei morr, ricever 300 sterline, che si sommeranno a
quel poco che sono riuscita a guadagnare da sola: pensa che ci siano molti uomini disposti a servire
sette anni per me?938.
Ma potresti arrivare a sposare un curato?, chiese il signor Bront.
Charlotte, orgogliosa quanto il padre, espose la sua posizione con implacabile realismo: S,
dovr sposare un curato, se mai mi sposer. Non un curato qualsiasi, ma il suo curato; non
semplicemente il suo curato, ma una persona che dovr vivere in questa casa insieme a lei, perch io
non posso lasciarla.
Il signor Bront si alz in piedi affermando in tono solenne: Mai. Non ci sar mai un altro
uomo in questa casa. E, con questo, usc dalla stanza.
Per una settimana non parl alla figlia. Charlotte non aveva ancora deciso cosa dire al signor
Nicholls e si sent lacerata tra il peso di quella decisione e la preoccupazione per l'imperterrita
opposizione del padre. Alla fine, Tabby domand al signor Bront: Intende forse uccidere sua
figlia?. La domestica disse schiettamente che la colpa era del signor Nicholls, che non aveva
abbastanza soldi.
A quel punto il reverendo Bront si decise a ricevere il signor Nicholls, anche se con fredda
ostilit, mentre da quel momento in poi il giovane curato si comport con ammirevole pazienza. Se
Charlotte vedeva un uomo in prova, Ellen vedeva la "tentazione". La vita affettiva di Charlotte,
riteneva Ellen, era fuori controllo. Tra febbraio e i primi di marzo, Ellen si sent trascurata, e, per la
prima e unica volta, si registr una frattura nella loro lunga amicizia. Anche in questa fase le date
dicono pi delle parole. L'11 febbraio 1854, George Smith spos Elizabeth Blakeway. Nel marzo 1854,
Charlotte si fidanz con Arthur Bell Nicholls  nelle lettere che vanno dalla fine di marzo all'inizio di
aprile, ne parl a Ellen come di un fait accompli. Lo annunci anche a George Smith, ma in modo
intenzionalmente indiretto (per contraccambiare l'obliquit dell'editore?), con una lettera legata a
questioni di lavoro in cui richiedeva che tutti i soldi che le spettavano venissero trasferiti ad altro
nome939 (come prescriveva la legge in seguito al matrimonio). Smith, a sua volta, scrisse per farle le
congratulazioni  anche in questo caso si trattava di un biglietto formale, come se il gioco della
signorina e del signor Fraser tra loro non fosse mai esistito. Quando, due anni dopo, la signora Gaskell
incontr il signor Smith, egli era nel frattempo diventato padre di una bambina, e la scrittrice lo trov
davvero un bell'uomo, anche se molto appesantito.
Nell'oscuro, spigoloso passaggio dell'inverno 1853-54, le lettere di Charlotte a Ellen,
abitualmente schiette e confidenziali, non menzionarono n il signor Smith n il signor Nicholls: gli
sconvolgimenti interiori l'avevano in qualche modo distanziata dall'amica940. Per Ellen, il signor
Nicholls era troppo ottuso per stare con un essere come Charlotte941, che peraltro, fino ad allora,
l'aveva sempre denigrato.
Ellen parl a Mary di contraddizione.
Dici cose senza senso, Mary rimbecc Ellen, come potrebbe contraddire se stessa
sposandosi? Perch per una volta pensa al proprio piacere? Se questa  per lei davvero una cosa tanto
nuova, avrebbe dovuto iniziare a farlo da tempo. Chiederle di rinunciare alla sua scelta in una questione
cos importante  davvero una pretesa esagerata e ignobile e se lei  da condannare per qualcosa,  per
esser stata finora cos cedevole da far sentire le sue amiche autorizzate a una richiesta tanto
insolente942. Ma n la triste ingiunzione di Ellen a resistere fino alla fine n il ribelle piacere
menzionato da Mary erano al centro del dibattito interiore che occupava Charlotte.
Il modo in cui Charlotte aveva un tempo motivato l'amore nei confronti di Ellen potrebbe
aiutarci a far luce sul successivo attaccamento per il signor Nicholls. Entrambi erano affetti ben radicati
e cresciuti lentamente nel tempo, assai poco intellettuali. Charlotte era pi incline ad ammirare le
persone buone che quelle brillanti. Quando Ellen parlava di letteratura, Charlotte cercava di tapparsi le
orecchie  confid al signor Williams  ma  buona,  vera,  fedele e io l'amo943.
In questo stadio della decisione, Charlotte stava valutando il peso degli affetti naturali contro
quello dell'aspirazione artistica. Il 3 febbraio disse a un poeta, Sidney Dobell, che il vero genio non 
l'uomo senza piet che adora l'intelletto come un Moloch al quale offre in sacrificio gli affetti
naturali944. Era convinta che l'autentico grande artista non fosse altro che uno "strumento". Tale
visione andava di pari passo al suo sentirsi sempre pi nelle mani della Provvidenza, quella
Provvidenza che aveva portato Arthur Bell Nicholls nella sua vita.
La decisione di Charlotte fu graduale  dovuta alla crescente consapevolezza del fatto che la
solitudine domestica alla lunga diventava insostenibile  o la questione si present con improvvisa
urgenza quando percep che la speciale amicizia con George Smith era giunta al capolinea? Per
indugiare ancora un po' tra i nudi fatti di questo nebuloso frangente, dovremmo chiederci cosa, verso la
fine del 1853, tenesse Charlotte ancora attaccata a quell'amicizia. La risposta  semplice: le parole. Da
Monsieur Heger aveva desiderato uno stimolante scambio di parole, non l'adulterio; la stessa cosa
desiderava da George Smith, non il matrimonio. Con le parole Charlotte si trovava nel suo elemento; le
lettere, potremmo dire, erano per lei forma d'espressione privilegiata quanto i romanzi. Un simile
desiderio di parole, cos intenso che la sua mancata soddisfazione era causa di esaurimento, potrebbe
apparire strano, quasi una fisima del suo genio. Eppure, a distanza di tempo, potrebbe apparirci meno
eccentrico. Parlando dell'immaginazione delle scrittrici, Virginia Woolf la descrisse intenta a esplorare
i luoghi oscuri dove sonnecchiano i pesci pi grossi, ma poi la vide bloccarsi all'improvviso per aver
pensato a qualcosa, qualcosa a proposito del corpo e delle passioni di cui per una donna era
inappropriato parlare [...]. La consapevolezza di quel che gli uomini avrebbero detto di una donna che
dice la verit sulle sue passioni l'aveva risvegliata dal suo stato di incoscienza di artista. Ora non
poteva pi scrivere945.
In quanto artista, Charlotte Bront aveva raggiunto alcune verit sulla passione attraverso le
figure di Frances Henri, Jane Eyre e Lucy Snowe  e di conseguenza aveva suscitato l'immediata
ostilit di uomini come Thackeray, Arnold e Lewes. Immune da tale reazione automatica, Constantin
Heger le aveva dato l'impressione di stimolare la sua ricerca, ma poi ne aveva preso le distanze quando
si era sentito direttamente chiamato in causa. Gli piaceva giocare con le emozioni finch era lui a
dettare le regole, ma si tir subito indietro quando Charlotte, con pressanti lettere, gli sfil di mano la
bacchetta del direttore d'orchestra. Con George Smith, pass dal gioco con le emozioni a un gioco pi
leggero e scanzonato. Il loro rapporto aveva stabilito una reciproca libert nient'affatto convenzionale,
ma stavolta Charlotte era stata pi cauta nel dirigere i giochi. Aveva, per, delle segrete esigenze  una
"stanza" immaginaria nella sua casa editrice, o la punta di un suo dito  che l'editore non poteva
soddisfare. Arthur Bell Nicholls fu l'unico uomo che si offr senza riserve. Immagino che il modo in
cui la river, la sua continua devozione  e forse anche il suo essere semplice e poco intellettuale 
sollevarono Charlotte dalla costante paura di non piacere. Per la prima volta era il suo corrispondente
ad aspettare le lettere, non lei.
Lasci sei lettere senza risposta prima di scrivere al signor Nicholls pregandolo di calmarsi e di
dimenticarla. Nicholls replic a stretto giro di posta dicendole che le sue lettere gli erano state cos di
conforto che ora non poteva pi farne a meno. Non ci restano testimonianze, dato che egli
probabilmente distrusse la sua corrispondenza con Charlotte, ma il modo in cui parl pubblicamente in
difesa della moglie946 dopo la sua morte dimostra che non era uno sciocco: sapeva argomentare con
chiarezza. Nella seconda met del 1853, il curato continu a scriverle ed  probabile che Charlotte si
sia sentita confortata dalla sollecitudine di quest'uomo che attendeva con trepidazione le sue risposte.
Le parole, dunque, le parole infiammate giocarono un ruolo chiave nel cambiamento di Charlotte. Ma a
giocare la sua parte fu anche l'io non visto. Se Monsieur aveva riconosciuto il suo talento, se George
Smith e James Taylor avevano portato alla luce il volto pubblico della celebrit, Arthur Bell Nicholls si
era scoperto innamorato del suo "carattere domestico". Non le era affine dal punto di vista intellettuale,
a differenza di altri uomini da cui si sentiva attratta, e il suo dogmatismo da seguace di Pusey la
demoralizzava, ma era lui l'unico a poterla liberare dalla paura che aveva confessato a Mary: il gelo
della signorina Snowe e di Matilda, il pressoch ineluttabile artificio della facciata femminile. La
poteva liberare, in breve, dall'invisibilit.
Il fidanzamento e il matrimonio stabiliscono delle posizioni: cosa pensano e provano le donne
quando passano per quei rituali con cui danno pubblico assenso a un ordine che non  stato stabilito da
loro? Charlotte, alla fine, vi trov pi appagamento di quanto avesse osato sperare. Ma la sua
intransigente onest ci autorizza a sbirciare attraverso il velo, a seguirla in ogni piccolo dubbio o
perplessit, a osservarla soppesare la perdita di tempo, spazio e autonomia, e mettere in discussione gli
effetti del matrimonio sulle donne.
Almeno fino agli ultimi decenni del XX secolo, il cambiamento fondamentale richiesto alle
donne dal matrimonio era l'abbandono del lavoro. Quando Frances Henri decide di sposare il
professore, i due discutono tale questione. Il suo desiderio di continuare a insegnare  cos poco
convenzionale che Frances sa di avanzare una richiesta speciale, ed  chiaro che il professore  un
uomo fuori dal comune nell'incoraggiare la vocazione della moglie. Ma persino in questo caso il
matrimonio pu coesistere con il lavoro femminile solo attraverso una trasformazione quotidiana, cui
Frances si sottopone ogni sera abbandonando la sua personalit attiva e pensante per assumere quella di
una compiacente moglie vittoriana.
Nel 1846, Charlotte aveva riflettuto a lungo su tutto ci; ora doveva mettere la teoria in pratica.
Come trovare il punto di mediazione tra le sue abitudini ormai consolidate di scrittrice professionista e
il suo nuovo ruolo di moglie? Si spiega cos l'esitante domanda che aveva posto l'estate precedente alla
signora Gaskell, un possibile modello. Arthur (come ormai lo chiamava) avrebbe appoggiato il suo
lavoro o l'avrebbe ostacolato?
A George Smith scrisse: Le mie aspettative [...] sono molto misurate  assai diverse, se posso
dire, dalle sue prima che si sposasse [...]. Nel corso di quest'anno, Cornhill e Londra si sono molto
allontanate da me; i legami e gli scambi si sono fatti deboli e sporadici [...]. Tutto sommato, credo che
sia giusto cos947.  come se la sua carriera fosse dipesa dal legame personale con l'editore, e Smith
forse lo aveva compreso: non a caso per un po' le aveva inviato a raffica lettere e inviti a Londra, e
aveva persino pensato di mettersi in viaggio fino a Haworth quando, nel gennaio 1852, Charlotte aveva
smesso di scrivere. Il matrimonio di Smith diede un decisivo impulso al suo, e questo mise fine alla
scrittura  tutto ci l'aveva previsto nel momento stesso in cui la signora Smith l'aveva informata del
fidanzamento del figlio.
Alla signora Gaskell disse: Non posso negare di aver dovuto combattere con me stessa;
persino adesso non sono sicura di aver ancora conquistato certi avamposti interiori [...]. A volte sento
di poter quasi piangere, perch so di non soddisfare a pieno il naturale orgoglio di mio padre con questo
importante atto della mia vita948.
A Ellen confid le perplessit, le paure e il dispiacere che provava per il fatto di non poter
condividere pienamente i propri pensieri con Arthur. Quasi tutto ci che Charlotte disse nel corso dei
tre mesi di fidanzamento, dall'aprile al giugno 1854, suggerisce la presenza di un assillante dubbio,
compensato dall'indiscutibile bont di Arthur e dal certo beneficio futuro che egli avrebbe arrecato a
suo padre.
In maggio si rec per la terza e ultima volta in visita a casa della signora Gaskell, a Plymouth
Grove, Manchester. L, in camera da letto, in compagnia di sole donne, espresse pi liberamente i
propri dubbi sul matrimonio, inizialmente a tu per tu con un'amica di famiglia dei Gaskell, la signorina
Catherine Winkworth, futura traduttrice di inni tedeschi949, e poi a tre, con la signora Gaskell che
s'inseriva nella conversazione a singhiozzo, entrando e uscendo dalla stanza mentre girovagava per
casa alle prese con le faccende domestiche.
Katie, disse Charlotte, mi  costato un bel po' arrivare fin qui.
Dovrai occuparti delle sue cose invece che delle tue,  questo che intendi?.
S, immagino che sar cos.
La signorina Winkworth, che aveva solo ventisei anni, cerc di confortarla: Ma siete stati
vicini cos a lungo che conosci molto bene le sue occupazioni. Lui  molto devoto ai suoi impegni, non
 vero? E tu potrai, vorrai aiutarlo in questo?.
Charlotte la rassicur dicendole che era abituata a simili compiti, ed era compiaciuta del fatto
che la parrocchia si rallegrasse per il ritorno del suo futuro marito. Ma quei compiti, continu, non
sono tutto, e non posso nascondere a me stessa che lui non  un intellettuale. Ci sono molti luoghi in cui
lui non potr seguirmi a livello intellettuale.
La signorina Winkworth disse che l'affetto duraturo e il senso pratico erano pi importanti delle
doti intellettuali. Charlotte ammise la validit di tale posizione. Eppure, disse onestamente mentre la
signora Gaskell entrava, un carattere del genere sar molto meno interessante e divertente di uno pi
mutevole e impulsivo; potrebbe essere una noia!.
Puoi ben dirlo, conferm la signora Gaskell.
La signorina Winkworth non sembrava convinta. La casa, disse, non  un luogo adatto alle
tempeste e ai turbamenti emotivi; dovrebbe essere il rifugio sicuro che la sorte ci riserva. Inoltre,
aggiunse con aria pensosa, un marito fedele ha il vantaggio di lasciare all'immaginazione della moglie
il campo abbastanza libero per intrattenersi con il sogno di un uomo diverso  che potrebbe essere un
gran sollievo, a volte.
Oh Katie, se fossi stata io a fare una dichiarazione tanto perversa, esclam la signora Gaskell.
Oh Katie, si un Charlotte, non mi sarei mai aspettata di sentire un discorso simile da te!.
Non siete d'accordo?.
C' del vero in ci che dici, garant Charlotte, tanto che credo che nemmeno io sarei mai
riuscita a esprimerlo con un simile candore. Stava forse pensando alla propria concezione
dell'amore, quella parola enfatica che aveva urlato alla sorda signorina Martineau, una parola che
non aveva mai utilizzato in relazione al signor Nicholls? C' un pericolo, disse alle due donne: la
libert mentale a cui invita un matrimonio solido e privo di sorprese potrebbe persino condurre troppo
lontano950.
Il suo timore del matrimonio  pi palpabile in una lettera scritta il 12 giugno, meno di tre
settimane prima di sposarsi. Arthur aveva insistito per tornare in visita, ancora una volta, mentre lei si
sarebbe aspettata di avere del tempo per s. Fu una provocazione.
Scrissi subito per dirgli che non poteva assolutamente fermarsi per un'intera settimana e
protestai seriamente. Mi dispiaceva mettere alla prova la pazienza di pap, inoltre speravo che sarebbe
rimasto lontano fino a luglio, si lament con Ellen. Vorrei che tu fossi qui951.
Con Ellen la sua vita di scrittrice non era minacciata. Con Arthur, stava perdendo gli ultimi
brandelli di intimit. Le visite non davano prova di alcuna consapevolezza delle esigenze dell'intelletto.
Previde che una parte di s  il suo s crescente  non avrebbe trovato posto in quel matrimonio.
Eppure il signor Nicholls amava la sua vivacit, il suo umorismo, la sua grande fronte, i suoi occhi
brillanti e il suo impeto. Quell'uomo piuttosto rigido, severo, era anche molto affettuoso. Immagino
che, essendo stato allevato da una zia amorevole, fosse pi espansivo dei Bront, cresciuti con zia
Branwell e tenuti a una certa distanza dal padre. In un'altra occasione, quando Charlotte aveva cercato
di convincerlo a rimanere a Kirk-Smeaton, il curato aveva dichiarato di sentirsi morire952. Allarmata,
lei gli aveva detto di venire. Ma Charlotte era abbastanza pratica di morenti per sapere, appena lo vide
arrivare, che era sano come un pesce  tanto che rimase in vita fino al secolo successivo. Nel tardo
maggio 1854 stava solo morendo di desiderio. Lei si stup di quanto gli uomini fossero deboli.
Le persone che stanno davvero per morire non fanno ottanta chilometri per venirtelo a dire,
disse in privato a Ellen.
Si sposarono gioved 29 giugno, prima di colazione; era un mattino un po' velato953. Charlotte,
che a detta dei presenti sembrava un bucaneve954 in mussolina bianca ricamata con cuffia bianca
adornata da foglie verdi, fu data in sposa dalla signorina Wooler. All'ultimo momento, il signor Bront
si era rifiutato di prendere parte al matrimonio. Gli unici altri ospiti furono la fedele Ellen, il reverendo
Sowden di Hebden Bridge, che spos la coppia, e Tabby e Martha. La coppia trascorse la notte delle
nozze in una confortevole locanda di Conway, in Galles; prima di ritirarsi, Charlotte scrisse un breve
biglietto a Ellen, memore di ci che suo padre aveva indelicatamente detto all'amica, ovvero che il
matrimonio avrebbe mutato la loro amicizia (per una volta, Charlotte si era girata verso il padre con un
raggelante sguardo indignato)955. Scrivere un biglietto a Ellen in quel momento fu un gesto di grande
premura  doveva essere consapevole che l'amica si sentisse un po' a lutto. Lo firm con il suo nuovo
nome: C.B. Nicholls.
Trascorsero qualche giorno, dal 30 giugno al 3 luglio, a Bangor, sulla costa settentrionale del
Galles; le successive sei settimane le passarono in Irlanda, prima a Banagher con la famiglia Bell, poi
visitando Killarney, Glengariff, Tarbert, Tralee e Cork. A Dublino incontrarono i cugini dello sposo:
Joseph Bell, che studiava al Trinity College, suo fratello Alan e la cugina preferita di Arthur, Mary
Anne Bell, una fascinosa ventiquattrenne con occhi e capelli scuri e un'andatura zoppicante dovuta a
una caduta da cavallo. Charlotte rimase positivamente impressionata da questa ragazza dai modi gentili
e accoglienti, dalla zia di Arthur, che si prese sapientemente cura del suo raffreddore, e dall'aria
educata degli uomini della famiglia Bell. La Cuba House sembrava la dimora di un gentiluomo di
campagna: le stanze erano ampie e ariose, la sala da pranzo e il salotto finemente arredati  anche se i
corridoi erano spogli e la stanza da letto in cui alloggiava la coppia, al piano terra, sarebbe parsa
piuttosto cupa se non fosse stato per un fuoco di torba sempre crepitante nel vecchio e ampio
caminetto. Il raffinato contesto familiare di Arthur, immerso in un ordine e in una quiete tipicamente
"inglesi", fu in qualche modo una sorpresa per la moglie, colpita inoltre dal fatto che egli era stato
sempre troppo signorile per vantarsene. Quanto fu piacevole sentir tessere le lodi di Arthur da ogni
parte, e sentirsi dire da alcuni domestici della famiglia che era fortunatissima ad avere al suo fianco
uno dei migliori gentiluomini del luogo  tutt'altra cosa, a dire il vero, rispetto alla delusione del
"naturale orgoglio" di suo padre e alla misera posizione di curato dello Yorkshire che guadagnava
appena cento sterline l'anno. Il mio caro marito [...] nel suo paese mi appare in una nuova luce,
scrisse. Nelle sue lettere dichiar che egli si prendeva teneramente cura di lei riservandole la massima
attenzione, eppure aveva avuto la sensibilit di lasciarla sola con il mare selvaggio dell'ovest. Inizi
finalmente a essere sicura di aver preso quella che sembra una scelta giusta956.
Trascorsi pochi mesi dalle nozze, disse a Ellen che il tempo per se stessa si era volatilizzato:
Non riesco a spiegarmi come sia possibile ch'io ora sembri sempre di fretta. Il fatto  che
ogniqualvolta Arthur  l con me, mi devo dedicare a occupazioni in cui io lo possa coinvolgere, o che
quantomeno non mi distraggano troppo da lui957. Se il signor Nicholls aveva una preferenza rispetto
a una particolare scelta (ad esempio, se desiderava cancellare una visita a Ellen con la scusa di un
raffreddore), non protesto e mi ci adatto. Non era il pianto di una scrittrice frustrata; parlava con
tolleranza, umorismo persino, e molto affetto per il suo esigente marito. Appare straordinario, alla luce
dell'incontenibile desiderio di scrivere che l'aveva animata da The Young Man, composto a undici anni,
a Emma, scritto all'et di trentasette, che abbia potuto abbandonare senza un lamento quella che era
stata la principale attivit della sua vita. Eppure cos fece, alla fine, e senza dare il minimo segno di
insofferenza. Alcuni dignitari dell'epoca scelsero la risposta semplice: d un uomo a una donna e
questa smetter di compiere innaturali sforzi intellettuali. La signora Gaskell vide il matrimonio come
una soluzione alle lacrime  Dio asciuga le lacrime, disse. Scrivendo nel 1857, coron il matrimonio
con un'immagine vittoriana di dolce quiete: Da questo momento in poi le sacre porte del focolare
domestico si chiudono sulla sua vita matrimoniale [...]. Pensavamo alle lievi asprezze del suo carattere
e a come si sarebbero tramutate di una piena e calma soavit in quella calma e soleggiata pace
domestica958. Nel 1860, in una lettera a George Smith, anche Ellen schizz una simile immagine
sentimentale della Charlotte sposata. Quest'accumulo di clich faceva parte della battaglia in corso per
il possesso della memoria di Charlotte: Se solo gli amici di Charlotte appartenenti al mondo letterario
l'avessero potuta vedere come io la vidi [...]. Sembrava circondata da un alone di felicit, era pervasa
da una santa quiete [...] nessun imprevisto avrebbe potuto turbare la sua santa pace959.
Ovviamente, non potremo mai sapere con esattezza come Charlotte riusc ad adattarsi al
matrimonio in modo tanto straordinario, ma abbiamo a disposizione una sua dichiarazione da cui si
ricava che la cosa non fu del tutto semplice. Al loro ritorno in canonica, nell'agosto del 1854, emerse la
realt quotidiana del matrimonio: era chiaro che Arthur dava per scontato che la vita della moglie si
sarebbe adeguata alla sua.
Credo che quelle donne sposate che, sconsideratamente, spingono le loro conoscenze a
maritarsi siano degne di biasimo, scrisse a Ellen in tono grave. Ti assicuro, Nell, diventare moglie 
per una donna una cosa solenne e strana e pericolosa. La sorte dell'uomo  molto, molto diversa960.
Non si tratta di parole ribelli, eppure esprimono, in tono sobrio, la misura del cambiamento
richiesto dal matrimonio. Si potrebbe sostenere che Charlotte speriment appena nove mesi di nozze e
che, se fosse vissuta pi a lungo, sarebbe tornata a scrivere. Ma i figli le avrebbero preso ancora pi
tempo  quel poco che non le veniva assorbito da Arthur. Egli non pens a un'organizzazione
domestica che le lasciasse un po' di libert. Non gli venne mai in mente che sarebbe stata contenta di
avere del tempo tutto per s, e in questo non fu affatto fuori dal comune. Charlotte scopr ben presto
che la donna sposata pu considerare "sua" solo una piccola porzione di ogni giorno961. Quando
raccont a Ellen del modo in cui il matrimonio la allontanava da se stessa, stava parlando di un istituto
che non aveva il potere di modificare. Era una di quelle istanze a cui aveva fatto riferimento in una
lettera alla signora Gaskell sulla posizione della donna: mali profondamente radicati nelle fondamenta
dell'ordine sociale che nessun nostro sforzo potrebbe smuovere962. Stando cos le cose, ebbe la
maturit di cogliere il meglio a disposizione. Molto tempo prima aveva oltrepassato il confine tra
l'intimit e la solitudine, e, dal momento in cui Smith si era sposato, sapeva di non poter continuare
lungo quella strada.
Il successo o il fallimento di un matrimonio ha a che vedere, com' noto, con l'intimit. Non si
tratta necessariamente della piena intimit sessuale  ci sono, ovviamente, molte altre forme di intimit
(come quella di Harold Nicolson e Vita Sackville-West) che possono determinare la riuscita di un
matrimonio. Ma tutto nella scrittura di Charlotte lascia intendere che alternative del genere non
l'avrebbero soddisfatta. Jane Eyre si unisce completamente a suo marito diventando ossa delle sue
ossa e carne della sua carne963. L'uomo davvero desiderabile, Monsieur Paul, insiste sull'esistenza
della "passione":  una parola che la signorina Snowe, puritana inglese, deve apprendere e imparare a
conoscere. Rochester  circondato dal fuoco, Paul Emanuel lascia una scia di fumo acre. Durante il
giorno, in epoca vittoriana, il corpo della donna era fasciato in quel genere di busti che la costringevano
a stare seduta in posizione eretta  in simili abiti non poteva rilassarsi. Al pensionato Heger, le ragazze
trovavano sconveniente il modo in cui il vestito di Emily cadeva lento sulla sua figura il suo rifiuto di
infilarsi nelle innaturali impalcature in cui le altre donne costringevano i loro corpi era considerato
assurdo. Pi di una volta Currer Bell ha sottolineato che per le sue eroine romanzesche l'amore
implicava la straordinaria libert di muoversi a piacimento. Con Paul Emanuel, Lucy non era
asphyxie: sbadigliava, quando ne sentiva il bisogno, e rilassava le membra964. Le donne di Bront
desiderano essere naturali, ma temono di essere giudicate poco femminili se abbandonano il decoro.
Frances, da otto anni felicemente sposata con il professore,  ancora molto attenta a non imporgli
nemmeno una carezza inattesa o non richiesta  e quando, in un'occasione, prende l'iniziativa, suo
marito  colpito dall'improvvisa apparizione di una natura che non ha mai scorto prima in sua moglie.
Jane capisce che Rochester si attaccher ancor pi a lei se, durante il fidanzamento, gioca ad
allontanarsi. Non ha un carattere riservato, ma tale gioco ha per lei un valore preciso nel breve spazio
tra la dichiarazione e il matrimonio:  parte di un codice inteso a ritardare l'atto del possesso (il modo
in cui Rochester vede la loro prossima unione). Rochester fa infatti battute sull'indipendenza che Jane
si concede  quelle libert, le dice in tono di scherno, avranno presto termine. Il possesso chiuder
quello spazio in cui Jane pu mettere in scena i propri sentimenti ed esprimerli. In realt, nei primi anni
di matrimonio, la cecit di Rochester consente a Jane di coltivare i propri spazi e le proprie libert
anche nella cornice della loro eccezionale unione.
Dai trent'anni in poi, Charlotte Bront aveva riflettuto ampiamente sul matrimonio dal punto di
vista della donna, e lo aveva fatto in termini cos trasparenti e onesti che i recensori, e persino alcune
amiche dalle idee evolute come Harriet Martineau ed Elizabeth Gaskell, trovarono le sue opinioni
sconvenienti. La signora Gaskell disse che le circostanze la costrinsero a toccare il fondo, ma che fu
contaminata solo per un breve istante, perch poi le tragedie della vita la "purificarono"965.  uno
strano argomento, basato su un modello distorto di signorilit, un modello che Dickens avrebbe
bersagliato con la sua satira nel 1856-57: alla piccola Dorrit, educata per diventare una ragazza come si
deve, viene detto dalla signora General che le vere signore non vedono cose disdicevoli, n
pronunciano parole che forzino le labbra a guastare la bella forma a bocciolo di rosa garantita da
vocaboli quali pap, patate, pollame, prugne e prisma, prugne e prisma966. Quello stesso anno, la
signora Gaskell preg i lettori di perdonare la poco femminile disinvoltura di Charlotte Bront, abituata
a vivere tra uomini dello Yorkshire che si rivolgevano alle donne con maggior libert rispetto ai
gentiluomini della buona societ. Disse inoltre  e questa era anche la sua missione  che Charlotte
Bront aveva voluto mostrare la vita per quella che era. Un simile argomento, ovviamente, non si
sarebbe mai potuto applicare a Dickens.
Se nei romanzi Charlotte espresse cos candidamente le proprie opinioni sul matrimonio, 
improbabile che non abbia dedicato alla faccenda uno scrupoloso esame nel corso del lungo periodo in
cui si avvicin a poco a poco al signor Nicholls. Data la natura convenzionale del curato, dovette
riconoscere che le proprie idee si erano irrimediabilmente discostate dalla realt del matrimonio
vittoriano. Il marito aveva preso il controllo, e Charlotte aveva dovuto abbandonare il lavoro  questo
lo aveva previsto chiaramente (una lettera spedita dal signor Nicholls a un quotidiano mostra quanto
rigidamente egli detestasse la pubblicit nelle donne; ad eccezione di quando si sent chiamato a
difendere l'onore di Charlotte dalle colonne dell'Halifax Guardian967 e del compiacimento che
prov per il modo in cui Thackeray l'aveva lodata nel Cornhill Magazine, fu sempre pronto a
proteggere sua moglie da qualsiasi esposizione pubblica). Eppure, la felicit che Charlotte prov nel
matrimonio  un livello di felicit che non aveva osato attendersi  fa pensare che quell'uomo severo si
sia anche abbandonato a dimostrazioni d'affetto che per Charlotte erano di vitale importanza.
La signora Gaskell, da brava vittoriana, fu obbligata a "chiudere la porta" sul matrimonio, cos
come fece Charlotte, che lasci filtrare appena uno spiraglio nel settembre 1854, quando scrisse di suo
marito alla signorina Wooler: Quanto al suo continuo affetto e alle sue gentili attenzioni, non posso
dirne molto ma, finora, non sono mutati n diminuiti968. Era soddisfatta quando egli esprimeva la
propria felicit in frasi brevi, lineari. Lei stessa si sentiva ogni giorno pi attaccata a lui; a novembre
disse alla signorina Wooler: La mia vita  diversa da quella di un tempo. Che Dio mi renda grata per
questo969.
Non solo Charlotte si dedic agli interessi di Arthur  il suo studio, le sue passeggiate, le sue
visite pomeridiane ai parrocchiani meno abbienti , lo autorizz persino a controllare le lettere che
spediva a Ellen. Ora quando scriveva alla sua amica pi cara, come aveva sempre fatto, era
accompagnata da dietro le spalle dall'attento sguardo di Arthur, che disapprovava la sua libert
d'espressione. Le lettere erano pericolose, le disse. Charlotte poteva riderci su, cosa che Ellen,
comprensibilmente, non era disposta a fare. Il signor Nicholls dichiar che non avrebbe consentito
nessun ulteriore scambio epistolare se Ellen non avesse promesso, per iscritto, di bruciare tutte le
lettere di Charlotte. Quest'ultima, assecondandolo, per ben tre volte preg l'amica di esaudire la
richiesta del marito. Ellen escogit una risposta ambigua che accontent il signor Nicholls, ma, in
privato, si riserv di fare diversamente. Alla fine, distrusse solo poche lettere (ed  grazie al gran
numero di quelle rimaste se abbiamo a nostra disposizione tante opinioni dell'autrice prive di filtro).
Il signor Nicholls considerava sconveniente la licenziosit verbale delle lettere di Charlotte. I
suoi motivi erano vari: si considerava, da ora e per sempre, l'unico protettore di Charlotte. Ma
rivaleggiava anche con Ellen sul piano dell'intimit, e inoltre si sentiva in competizione con l'amica di
una vita per il possesso di Charlotte e del suo passato  una battaglia che avrebbero continuato a
combattere fino alla fine del secolo.
Oggettivamente, Arthur non aveva alcuna ragione di temere le lettere. Charlotte si era
sbarazzata di quelle pi pericolose prima ancora di sposarsi. Non credo che le avesse distrutte;
Monsieur Heger era convinto che non lo avrebbe mai fatto. Era pi da lei seppellirle970, come Lucy
Snowe, che sotterra le preziose reliquie d'una relazione senza futuro. A Haworth si dice che, all'epoca
del suo matrimonio, Charlotte piant i due pini neri che ora svettano nel giardino della canonica, e mi
sono chiesta se abbia seppellito il suo passato proprio l sotto. Altrimenti, c'era la comoda distesa delle
colline: lasciare la voce di un grande amore nell'eterna brughiera avrebbe rappresentato un ulteriore
legame con l'autrice di Cime tempestose.
In ogni caso, Charlotte chiuse la porta sulla vita domestica con fedelt e decoro, rendendo
innocua ogni minima voce o piccolo pettegolezzo. Quasi scompar nel ruolo di moglie: le sue frasi
iniziavano con "Arthur... Arthur... Arthur...". Arthur sta in gran forma, ripeteva, e ha messo su
qualche chilo. Arthur era stato definito "un bravo cristiano e un generoso gentiluomo" in occasione di
una cena che avevano organizzato di ritorno dall'Irlanda nel refettorio della scuola, alla quale avevano
partecipato cinquecento tra bambini, insegnanti, campanari, coristi e altri abitanti del villaggio. La cosa
l'aveva commossa; dopotutto, la bont non era superiore alla fama? Fu poi orgogliosa quando Sir
James Kay-Shuttleworth offr ad Arthur il beneficio ecclesiastico di Padiham, annesso alla residenza di
Gawthorpe Hall, in Lancashire  senza rendersi conto che era lei stessa la vera mira di quell'ostinato
predatore. Ovviamente, Arthur aveva rifiutato nel rispetto della promessa di prendersi cura del
reverendo. Arthur non aveva in grande simpatia i dissenzienti, e si augurava di vedere presto Ellen ben
sistemata. Charlotte rassicur l'amica: se avesse sentito una sola parola di denigrazione nei confronti
delle donne sole, sarebbe esplosa come una bomba971. Ora Arthur la stava aspettando per iniziare la
sua passeggiata, per questo Charlotte poteva scriverle solo di gran corsa. Arthur le dava sempre un gran
da fare, e sperava di non stancarsi di essergli accanto.
Una sera di novembre, mentre sedevano in salotto, gli fece notare: Se tu non fossi stato qui con
me, io ora starei scrivendo972. D'impulso corse al piano di sopra, and a prendere Emma e glielo
lesse ad alta voce973. Quando fin, tutto ci che Arthur seppe dirle fu che i critici l'avrebbero accusata
di ripetersi, perch anche questa storia era ambientata in una scuola. Ma il pretenzioso collegio di
Chalfont Lodge non ha niente a che vedere con Lowood, a parte il fatto che entrambi formano le
ragazze all'insegna dell'artificio. Fu una risposta inspiegabilmente ottusa  inspiegabile alla luce del
fatto che il signor Nicholls aveva dato prova di acutezza e perspicacia nell'apprezzare Shirley. Forse
anche lui si aspettava di trovare in Emma ci che sia Ellen sia la signora Gaskell vi avevano cercato,
rimanendo deluse quando infine lo lessero? Si aspettavano di rintracciarvi l'effetto tranquillizzante del
matrimonio  una sorta di quiete dei sentimenti974. La signora Gaskell, che aveva sperato in una storia
meno dura, ebbe la sensibilit necessaria per scorgere il potenziale di Emma, ma il signor Nicholls,
disse Gaskell a George Smith, brontolava davvero975 ogni volta che Charlotte accennava alla
possibilit di continuarlo. Nicholls, per, neg sempre di aver distolto la moglie dallo scrivere e, in
senso letterale, ci risponde probabilmente al vero. Come faceva la signora Gaskell a sapere che
brontolava? Non ebbe alcun contatto con Charlotte dopo il matrimonio. Quando il signor Nicholls
revision Emma per la pubblicazione, qualche anno dopo, si dimostr assai poco puritano, ripristinando
persino la scena finale che Charlotte stessa aveva cancellato. L'allusivit di questa scena, in cui Ellin
adagia la ragazza sul suo letto, era precisamente ci che i vittoriani trovavano volgare in Charlotte
Bront. Ritengo che Nicholls non volesse nuocere alla moglie con la sua immediata reazione, fu
semplicemente povero d'immaginazione, come accade alle molte persone, persino brillanti, che non
riescono a scorgere il potenziale di un libro leggendone le bozze.
Amorevolmente, lei gli spieg la natura di una bozza: Riscrivo sempre due o tre volte prima di
essere soddisfatta. Fu un test non programmato che diede un risultato chiaro: Arthur non poteva
prendere il posto delle sorelle. Se non si opponeva alla sua scrittura, nemmeno era in grado di
incoraggiarla. Il manoscritto fu messo da parte.
Per alcuni mesi si sent piena di energie, meno soggetta ai mal di testa e alla cattiva digestione.
Poi, a dicembre, Tabby si ammal di dissenteria. Sembrava non riuscisse a trattenere il cibo per pi di
qualche istante, e Charlotte scrisse al signor Ingham976, il chirurgo, chiedendogli delle medicine. Il
mese successivo Charlotte inizi a lamentarsi d'essere malata. Pens che i conati di vomito fossero
tipici degli inizi della gravidanza, ma  pi probabile che le sue condizioni si fossero aggravate perch
era stata contagiata da Tabby  una febbre tifoide letale, dovuta all'acqua potabile inquinata che
all'epoca uccise tanti abitanti di Haworth. Il rapporto di Babbage su Haworth, del 1850, parla di una
mortalit annua di 25,4 su mille abitanti, mentre quella di un villaggio vicino era solo di 17,6. La
speranza di vita media che si registrava a Haworth, appena venticinque anni, era pari a quella dei
peggiori quartieri di Londra. Non c'era ancora una rete fognaria e le fosse a cielo aperto, le latrine
accatastate l'una sull'altra, cos come altri resti animali sparsi ovunque, rappresentavano un noto
pericolo per la salute pubblica.
La rete idrica fu definita nociva. L'acqua scorreva attraverso quello che la signora Gaskell
aveva chiamato il pestifero977 cimitero adiacente alla canonica.
Per diverse settimane lo stomaco di Charlotte non fu in grado di assorbire nulla, nemmeno i
liquidi; poi nelle ultime due o tre settimane si riprese, e chiese del cibo. Ma, a quel punto, il suo corpo
si era gi sfibrato a causa dei continui attacchi di vomito, che la colpivano notte e giorno  a quanto
pare furono molto pi violenti di quelli causati dalle nausee della gravidanza, che, per quanto costanti,
non portano alla fuoriuscita di sangue.  stato suggerito978 che Charlotte non fosse incinta, bens
soffrisse della malattia di Addison (questa tesi fu proposta per salvarla dall'assurda teoria secondo cui i
severi malesseri mattutini erano segni nevrotici del fatto che la donna aveva rigettato il feto). Dato che
la malattia di Addison include tra i suoi sintomi alcuni dei disturbi che possono presentarsi all'inizio di
una gravidanza  anoressia, nausea e perdita di peso , il suggerimento non  del tutto implausibile, ma
i dati a disposizione sono troppo scarsi per stabilire con certezza alcunch. Sono pi propensa a dare
fiducia a Charlotte, che era convinta di essere incinta, ma concordo con chi sostiene che la gravidanza
non fu la causa immediata della sua morte. Finora, tutte le teorie sulla morte di Charlotte Bront
sembrano sottovalutare il fatto che, quando apparvero i suoi primi sintomi, in canonica girava una
malattia sempre pi preoccupante: una letale infezione del tratto digestivo.
Tabby mor nel febbraio del 1855; Charlotte alla fine di marzo. Entrambe furono malate
all'incirca per lo stesso periodo di tempo. A causa dell'et di Tabby (quarantotto anni) e della
gravidanza di Charlotte, le due morti non sono state messe in relazione, ma  improbabile che qualcuno
muoia per le nausee, a meno che non siano connesse a qualche altra malattia. Il dottor MacTurk, il
medico pi rinomato di Bradford, che visit Charlotte alla fine di gennaio, non vide alcun serio
pericolo. Due settimane dopo, quando Tabby mor, il signor Nicholls not la frequente febbre979 di
sua moglie senza riuscire a individuarne le cause.  stato ipotizzato che Charlotte avesse la tubercolosi,
portata alla luce da un raffreddore: fu questa la conclusione del certificato di morte. Ma lei era convinta
che il sangue provenisse dallo stomaco, non dai polmoni, a causa degli eccessivi sforzi. Suo marito
disse che mor di consunzione980, che potrebbe essere stata disidratazione. Fu lui a curarla, e
Charlotte espresse la sua gratitudine in alcuni biglietti debolmente scritti a matita indirizzati alla sua
compagna di scuola di Bruxelles, Laetitia Wheelwright, ad Amelia Taylor e, ovviamente, a Ellen. Tutti
questi messaggi confermano l'irrevocabilit del legame che la stringeva ad Arthur.
Non credo esista al mondo un marito pi buono e pi gentile del mio981.
Non ti parler delle mie sofferenze, sarebbe inutile e doloroso. Voglio assicurarti [...] che
trovo in mio marito l'infermiere pi tenero, l'aiuto pi gentile, il miglior conforto terreno che mai ebbe
una donna982.
In merito a mio marito  il mio cuore  saldato a lui983.
...
.
...
Note al capitolo 9.
...
.
...
853 CB a EN, 11 aprile 1854 (trad. it. in Lettere, Milano, SE, 2002, p. 172); CB alla signorina
Wooler, 12 aprile 1854; CB a GS, 25 aprile 1854, CBL, iii, p. 240, p. 242, p. 250.
854 A EN, 15 dicembre 1852, CBL, iii, p. 93; trad. it. in Lettere, cit., p. 169.
855 Ibid.
856 BST (1936), pp. 3-22.
857 Trascritto da Herbert Rosengarten, pubblicato in appendice all'edizione di The Professor,
pp. 249-269. Manoscritto conservato nella Taylor Collection, Princeton. Si tratta di venti pagine, datate
27 novembre 1853, e scritte a matita, il che indica, in CB, che si tratta di una prima bozza. Il
manoscritto presenta evidenti correzioni. Una prima edizione di Emma, poco accurata, apparve nella
nuova rivista di GS, Cornhill Magazine (aprile 1860) con un'introduzione di Thackeray.
858 A EN, 18 dicembre 1852, CBL, iii, p. 95.
859 A EN, 26 dicembre 1854, CBL, iii, p. 312.
860 A EN, 6 aprile 1853, CBL, iii, p. 149.
861 A EN, 15 dicembre 1852, CBL, iii, p. 93; trad. it. in Lettere, cit., p. 169.
862 Ibid.
863 A EN, 18 dicembre 1852, CBL, iii, p. 94.
864 Ibid.
865 Virginia Woolf, Three Guineas, 1938; ripubblicato da Harmondsworth, Penguin, 1977, pp.
148-155; trad. it. Virginia Woolf, Le tre ghinee, Milano, La Tartaruga, 1975, p. 217.
866 CB a EN, 4 marzo 1852, LFC, iv, p. 319.
867 Ibid.
868 Life, p. 395; trad. it. Elizabeth Gaskell, La vita di Charlotte Bront, Milano, La Tartaruga,
p. 511.
869 V, p. 387.
870 A EN, 27 luglio 1851, CBL, ii, p. 671.
871 Si trattava del Dr Longley, vescovo di Ripon, che sarebbe diventato arcivescovo di
Canterbury nel 1862.
872 All'epoca i genitori di ABN erano ancora in vita. Sua madre mor nel 1830 e suo padre nel
1849.
873 BPM.
874 EG a John Forster, 23 aprile 1854, LFC, iv, p. 117.
875 Lettera di Catherine Winkworth, traduttrice dal tedesco (figlia di un produttore di seta di
Manchester, che faceva parte della cerchia dei Gaskell), a Emma Shaen, 8 maggio 1854, LFC, iv, p.
123.
876 A EN, 15 dicembre 1852, CBL, iii, p. 92; trad. it. in Lettere, cit., p. 169.
877 EG a John Forster, EGL, 155: p. 230.
878 BL. Manoscritto di JE, ii, p. 446.
879 V, p. 619.
880 Schizzo a penna e inchiostro in una lettera a EN, 6 marzo 1843.
881 Lettera che PB sped a CB mentre lei si trovava a Londra, dicembre 1852  gennaio 1853.
CB la sped a EG. BST, 63: 3, p. 199 (1953).
882 EN a Clement Shorter, aprile 1895, Ellen Nussey Papers, Brotherton.
883 EG nota che l'amore di CB andava prima di tutto a EB, Life, 107; trad. it. in La vita di
Charlotte Bront, cit., p. 153.
884 CB a PB, 2 giugno 1852, CBL, iii, p. 50.
885 CB a EN, 2 gennaio 1853, CBL, iii, p. 101.
886 CB a EN, 11 gennaio 1853, CBL, iii, pp. 102-103.
887 CB a GS, CBL, iii, p. 128.
888 CB a GS, 16 febbraio 1853, CBL, iii, p. 124.
889 CB a GS, 26 marzo 1853, CBL, iii, p. 142.
890 CB a WSW, 8 aprile 1853, CBL, iii, p. 151.
891 CB a WSW, 23 marzo 1853, CBL, iii, pp. 138-139.
892 Ibid.
893 Ibid.
894 Lettere di WMT del marzo e aprile 1853 in Letters and Private Papers of WMT, a cura di
Ray; ripubblicato in The Bronts: The Critical Heritage, a cura di Miriam Allot, Londra, Routledge,
1974, pp. 197-198.
895 Lettera di Matthew Arnold a Clough, 21 marzo 1853, in The Letters of Matthew Arnold to
Arthur Hugh Clough, a cura di Howard Foster Lowry, Oxford University Press, 1932, p. 132.
896 HM a CB, gennaio 1853 circa, LFC, iv, p. 41.
897 Vedi Life, pp. 373-376; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., pp. 483-486 e LFC, iv,
pp. 43-44.
898 CB a HM, CBL, iii, p. 118.
899 CB a GS, 16 marzo 1853, LFC, iv, p. 55.
900 CB alla signorina Wooler, 13 aprile 1853, CBL, iii, p. 154.
901 CB a GS, 29 marzo 1853, BPM. BS.87. CBL, iii, p. 146.
902 Ripubblicata in The Bronts: The Critical Heritage, cit. p. 207.
903 A WSW, 1? marzo 1849, BPM. Bon 208. CBL, II, p. 185.
904 A WSW, 8 aprile 1853, BPM. Gr:F2. CBL, iii, p. 152.
905 Sono in debito con Jenny Uglow per questa informazione.
906 CB a Lucy Holland, 28 maggio 1853, BPM. BS.89.2. CBL, iii, p. 171.
907 CB a EN, 4 marzo 1853, CBL, iii, p. 129.
908 A EN, 6 aprile 1853, CBL, iii, p. 149.
909 GS: A Memoir, p. 91.
910 Nello sviluppo della bozza, CB usa anche i nomi signorina Featherhead, Fetherstone e
infine signorina Wilcox. Ho lasciato Fetherhed per sottolineare il significato allegorico [in inglese
il nome Fetherhed rimanda direttamente alla parola feathered, che significa piumato', N.d.T.].
911 Tuttavia, la rivista Cornhill Magazine pubblic la scena finale (aprile 1860).
912 CB a GS, 30 ottobre 1852, CBL, iii, p. 75; trad. it. in Lettere, cit., p. 165.
913 V, p. 414.
914 CB a EG, 9 luglio 1853, CBL, iii, p. 182.
915 EGL, 68: p. 106.
916 Bodleian Library, Oxford. Riprodotto da Jenny Uglow, Elizabeth Gaskell: A Habit of
Stories, Londra, Faber, 1993, illustrazione numero 18, p. 338.
917 CB a EN, 15 aprile 1854, CBL, iii, p. 244. Sto supponendo, qui, che CB si tenne dentro
questo pensiero per un bel po' prima di comunicarlo, e questo gioc un ruolo decisivo nella sua
decisione in favore di ABN.
918 CB a GS, 25 aprile 1854, CBL, iii, p. 250.
919 CB lo disse a EG, EG a John Forster, 23 aprile 1854, CBL, iii, p. 248.
920 CB a EN, 1 aprile 1854, CBL, iii, p. 239.
921 A EN, 6 aprile 1853, CBL, iii, p. 149.
922 CB a EN, 16 maggio 1853, CBL, iii, p. 166.
923 EG a un amico, settembre 1853, LFC, iv, p. 91.
924 Ivi, p. 89.
925 MT a EN, dal 19 aprile al 19 maggio 1856. Berg. Stevens, MT, p. 126. La parola usata da
MT  tirannia.
926 Ibid.
927 EN a Sir T. Wemyss Reid, 3 novembre 1876; nella stessa lettera ricorda che MT defin PB
quel vecchio perverso. Berg.
928 A EN, 15 aprile 1854, CBL, iii, p. 244.
929 A EG, 18 aprile 1854, CBL, iii, p. 247.
930 CB a GS. BPM. S-G.83. CBL, iii, p. 174.
931 A GS, 3 novembre 1852, CBL, iii, pp. 77-78.
932 In una bozza olografa di una lettera a CB, nella quale le comunicava il fidanzamento di GS,
BPM. S-G.87. CBL, iii, p. 210.
933 In una lettera a Sir Sydney Lee, 29 ottobre 1901, Elizabeth Smith dice di aver ricevuto in
custodia la cura del DNB. Bodleian Library MS. Eng. misc. d., p. 180.
934 BPM. S-G.86. CBL, iii, p. 209.
935 CBL, iii, p. 212.
936 10 dicembre 1853. BPM. S-G.88. CBL, iii, p. 213.
937 CB alla signorina Wooler, 12 dicembre 1853, CBL, iii, p. 213. Nella lettera loda la
signorina Wooler per il suo carattere che non si  inacidito.
938 CB raccont questo scambio a EG, durante una visita a Plymouth Grove pi tardi quella
primavera, e in seguito EG lo riport a John Forster, EGL, 195: p. 289.
939 CB a GS, 18 aprile 1854, CBL, iii, p. 245.
940 Si parla della "tentazione" percepita da EN in CB e di una breve frattura tra le due amiche
in una lettera olografa di Mary Hewitt a EN, 21 febbraio 1854, Brotherton. Il 24 aprile 1854 un'altra
lettera di Mary Hewitt parl di riconciliazione, LFC, iv, p. 118.
941 EN a Sir T. Wemyss Reid, 3 novembre 1876, Berg. Sebbene questa sia un'opinione
espressa da EN vent'anni dopo la morte di CB, tale parere negativo potrebbe aver avuto origine dalla
stessa CB prima che cambiasse atteggiamento nei confronti di ABN. Ci spiegherebbe l'accusa di
"contraddizione" citata poco sotto.
942 MT a EN, 24 febbraio  3 marzo 1854. BL. Ashley. Stevens, MT, p. 120.
943 A WSW, 3 gennaio 1850, CBL, II, p. 323.
944 CBL, iii, p. 225.
945 Virgina Woolf, "Professions for Women" in Collected Essays, Londra, Hogarth, 1972, pp.
287-288. Si tratta di un discorso tenuto da Virginia Woolf alla Women's Service League nel 1932. Una
sua affascinante bozza  riprodotta in The Pargiters; trad. it. "Professioni per le donne", in Le donne e
la scrittura, Milano, La Tartaruga, 2003, pp. 55-59.
946 ABN contribu con argomenti convincenti alla controversia su Cowan Bridge che segu la
pubblicazione di Life. ABN sostenne che CB in JE avesse detto la verit in merito alla scuola.
947 25 aprile 1854, CBL, iii, p. 250.
948 18 aprile 1854, CBL, iii, pp. 246-247.
949 La sua traduzione di Lyra Germanica, un volume di accompagnamento alla Theologia
Germanica tradotta da sua sorella Susan Winkworth, fu pubblicata un anno dopo questo incontro,
nell'agosto 1855, con grande successo.
950 Catherine Winkworth a Emma Shaen, 8 maggio 1854, Memorials of Two Sisters: Susanna
and Catherine Winkworth, a cura di Margaret J. Shaen, Londra, Longmans, 1908, pp. 112-115. CBL,
iii, pp. 256-258.
951 CB a EN, 12 giugno 1854. BPM. Gr: E28. CBL, iii, p. 268.
952 CB a EN, 27 maggio 1854, CBL, iii, p. 265.
953 CB alla signorina Wooler, 22 agosto 1854, CBL, iii, p. 286.
954 Life, p. 395; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 511. EG sent questa espressione
dagli abitanti di Haworth.
955 EN a Sir T. Wemyss Reid, 3 novembre 1876. Berg. EN disse che questo accadde durante la
sua ultima visita da sola in canonica, cio l'ultima prima del matrimonio. Sebbene il tono di EN sia
lamentoso nel riferire il tentativo di PB di allontanare CB dalla sua "fedele amica", sembra ricordarsi
bene dell'accaduto: Si volt verso di lui con rabbia mentre facevamo colazione: lui aveva fatto nei
miei confronti alcune osservazioni ipocrite sulle vicissitudini della vita.
956 Un agile riassunto del viaggio di nozze si trova in Life, p. 395; trad. it. in La vita di
Charlotte Bront, cit., p. 511.
957 CB a EN, 7 dicembre 1854, LFC, iv, pp. 164-165.
958 Life, p. 395; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 511.
959 EN, bozza di una lettera a GS, datata 28 marzo [1860 circa], da Woodhouse, Leeds; nella
bozza EN cita il fatto che la rivista Cornhill aveva recentemente pubblicato alcuni scritti postumi di
CB, Berg. La lettera spedita  conservata nell'archivio Murray.
960 9 agosto 1854, CBL, iii, pp. 283-284; trad. it. in Lettere, cit., p. 173.
961 CB a EN, 7 settembre 1854, CBL, iii, p. 288.
962 CB a EG, 27 agosto 1850, CBL, II, 457; trad. it. in Lettere, cit., pp. 157-158. CB commenta
l'articolo di John Parker "La missione della donna", Westminster Review, gennaio 1850: Vi sono
[...] mali [...] di cui non ci  dato di lamentarci, cui  consigliabile non pensare troppo spesso.
963 JE, p. 533.
964 Vedi JE (dove Jane non  stata paralizzata e avvilita con Rochester, p. 295) e V (dove
Lucy non siede asphyxie  vedi supra cap. 8).
965 Life, p. 375; trad. it. in La vita di Charlotte Bront, cit., p. 485.
966 La piccola Dorrit, libro II, cap. V.
967 All'Halifax Guardian, 30 giugno 1857, ripubblicata in LFC, iv, p. 306, rimproverando
una donna che aveva preso le difese della Clergy Daughters' School, la signora Sarah Baldwin, per
essere estranea a quella delicatezza di sentimenti che spinge una donna a evitare di avere il proprio
nome esposto in pubblico.  interessante notare che il maggior avversario di ABN, il figlio di Carus
Wilson, non si trattenne dal commentare beffardamente dichiarando di non voler difendere la signora
Baldwin, il che suggeriva che egli condividesse l'opinione di ABN sulle donne che desiderano mettersi
al centro dell'attenzione pubblica.
968 CB alla signorina Wooler, 19 settembre 1854, CBL, III, p. 291.
969 15 novembre 1854, CBL, III, p. 301. Vedi anche CB a EN, 26 dicembre 1854.
970 Sono arrivata a tale conclusione autonomamente, e sono stata felice di scoprire che Grin
era della stessa idea, CB, appendice A, p. 573.
971 A EN, 20 ottobre 1854, CBL, III, p. 295.
972 ABN a GS, 11 ottobre 1859, Appendice, The Professor, p. 250.
973 ABN raccont questa scena in una lettera a GS, ivi.
974 EG a EN, 9 luglio 1856, LFC, iv, p. 202: Il felice stato mentale dovuto alla vita
matrimoniale avrebbe probabilmente conferito al frammento un carattere diverso, pi ottimista e
sereno .
975 EG a GS, Appendice, The Professor, p. 250.
976 . BPM. BS.98. CBL, III, p. 314.
977 Lettera a un'amica di Haworth, settembre 1853, LFC, iv, p. 88.
978
Da Gerson Weiss della New Jersey Medical School, come riportato da Nigel Hawkes
nell'Herald Tribune (31 marzo 1992). La malattia  causata dall'insufficienza delle ghiandole
corticosurrenali, situate sopra i reni, nel secernere molti ormoni importanti nel mantenimento
dell'equilibrio idrico e minerale del corpo. Dato che all'epoca di CB non esistevano gli esami
biochimici, una tale diagnosi non avrebbe potuto essere accertata.
979 ABN a EN, 14 febbraio 1855, CBL, III, pp. 324-325.
980 ABN a EN, 31 marzo 1855, comunicando la notizia della morte di CB avvenuta nel corso
della notte, CBL, III, p. 330; trad. it. in Lettere, cit., p. 179.
981 CB a Laetitia Wheelwright, 15 febbraio 1855, CBL, III, p. 325.
982 CB a EN, 21 febbraio 1855, CBL, III, p. 326; trad. it. in Lettere, cit., p. 178.
983 CB ad Amelia Taylor, febbraio 1855, CBL, III, p. 327.
...
.
...
Capitolo 10. Sopravvivere.
...
.
...
Charlotte fu l'unica Bront a morire con la parola amore sulle labbra. Per Emily, la morte fu il
passo definitivo nell'unione con il divino. Per Branwell fu un momento di pentimento. Anne mor nel
segno della piet e con il pensiero rivolto agli altri. Sebbene fosse gentile e delicata nei modi, solo un
tenace senso morale le aveva consentito di sopportare la gelida vita dell'istitutrice. Agnes Grey, che
racconta la dura realt di quel mestiere,  il trionfo dello spirito sulle condizioni esterne pi ostili. I suoi
due romanzi, in particolare Il segreto della signora in nero, il ritratto di una donna intraprendente che
riesce a lasciare un marito degenere, rimarranno immortali. Un recensore disse che nessuna donna
avrebbe potuto dar prova di una tale familiarit con i modi di dire e di fare dei peggiori uomini
dissoluti984, mentre per Kingsley nessuna moglie avrebbe mai avuto il coraggio di scrivere un
resoconto cos orribile della propria esperienza985. Acton Bell doveva aver avuto dei momenti
inebrianti, mentre esponeva il calvario della moglie abusata o dell'istitutrice schivata da tutti, ma, al di
l delle gioie di una mente lucida e vigile, la vita non le aveva concesso molto. La poesia che scrisse al
momento della morte, alla precoce et di ventotto anni,  insostenibilmente cupa.
Charlotte, in quanto sopravvissuta, vide sei vite recise. Una persona normale sarebbe rimasta
schiacciata dal dolore, ma Charlotte Bront non era una persona come le altre. Pi volte, grazie
all'immaginazione, seppe reinventarsi la vita a partire da trame esistenziali che altri avrebbero trovato
scoraggianti: la governante senza volto, l'inutile "zitella", la figlia e moglie devota. Ebbe la
determinazione del pellegrino. La disperazione non era nella sua indole; quando le speranze venivano a
mancare da un lato, si voltava dall'altro. La sua salute non fu mai cos buona come nei pochi mesi di
matrimonio, ed  probabile che la sua morte si debba a una fatale infezione, non alla lunga consunzione
che si era portata via le sorelle. Quando queste erano morte, aveva affermato con fermezza di non avere
malattie costituzionali di quel genere, ed era ben attenta a curarsi un raffreddore appena se ne
presentavano i sintomi. Ma non aveva il controllo sulla rete fognaria di Haworth. La sua non fu la
morte romantica causata da una malattia logorante; fu un'infezione acuta provocata da scarse
condizioni igieniche. Sebbene scrisse un testamento il giorno in cui mor Tabby, il 17 febbraio, non si
aspettava (a differenza delle sorelle) di morire. Quando suo marito preg per lei, disse: Non sto per
morire, vero? Non ci vorr [Dio] separare, siamo stati cos felici986.
La felicit fu il grande traguardo del suo ultimo anno di vita, non la scrittura. Trasform la
propria esistenza con una scelta consapevole, meditata nei primi mesi del 1854, sposando la vita invece
che l'arte. Quando Yeats ingiungeva all'intelletto di scegliere tra la perfezione della vita o quella
dell'opera987, per lui non si trattava di un vero dilemma; la stessa questione era gi materia artistica.
Per il poeta, come per altri, l'arte aveva la priorit assoluta  a prescindere da quanto affermassero.
Tolstoj, Hardy ed Eliot sacrificarono le loro vite in termini di felicit e abbracciarono quella che Yeats
chiam la vita pianificata988 degli immortali. In tale contesto, la scelta di Charlotte fu insolita:
all'apice della carriera, dopo aver iniziato quello che poteva diventare il suo pi grande romanzo, ebbe
il coraggio di cambiare rotta. Il matrimonio potrebbe sembrare una scelta prevedibile per una donna
comune, ma non lo fu per lei. Le sue lettere a Ellen, in particolare quelle in cui parla della crescente
idiozia di Amelia Taylor, portano a galla i suoi dubbi: il matrimonio le sembrava ridurre le donne a una
clausura domestica.
Il dubbio accompagn Charlotte per tutto il periodo precedente al matrimonio. Anzi, fu quanto
mai insistente e articolato proprio nella settimana prima delle nozze, quando, nella stanza da letto di
Manchester, si apr con la signora Gaskell e Katie Winkworth. Eppure, da un altro punto di vista, la
scelta di sposarsi con il signor Nicholls fu una continuazione del suo Addio ad Angria  l'addio ancor
pi definitivo a una vita relegata nell'immaginazione. Da ragazza, aveva abbandonato i sogni di una
vita fastosa per confrontarsi con la realt della "zitella", degli operai, dell'ambiente industriale. Ora
stava mettendo alla prova la realt del matrimonio  non il lieto fine romanzesco a base di torta
nuziale989. Questo approccio era evidente gi in Villette. Affrontando un matrimonio reale, Charlotte
Bront si tenne quanto mai lontana dai tramonti infuocati che facevano da sfondo alle storie romantiche
di Angria. Fu lucida, calma, ponderata. Aveva avuto modo di assistere agli effetti del matrimonio
vittoriano sulle mogli  spazzava via il loro carattere indipendente , e in modo pienamente
consapevole si concesse di sparire a quel modo.
Le ultime parole che pronunci a nome di Currer Bell furono eloquenti. Nel febbraio 1854 disse
al poeta Sydney Dobell che il genio deve essere paziente e soddisfare le esigenze degli affetti
naturali. A Ellen disse che le donne devono stare in guardia dagli effetti del matrimonio sulla loro
natura. Scomparendo, continu a tenere in equilibrio le antinomie della sua impresa: la dedizione al
dovere e la dedizione all'indipendenza. Il dramma della sua vita, come quello della sua arte, ha luogo
l, in quel punto di fermento, all'intersezione tra due atteggiamenti opposti: da un lato la signora fragile
e introversa; dall'altro la resilienza della pellegrina. L'arte non nasce dalle ideologie, ma dal loro
interfacciarsi. In questo senso, il carattere che Charlotte Bront distill nell'opera continu a esistere
nella sua vita  lo spirito irrequieto che indaga, non la rigida facciata  anche quando l'autrice svan dal
campo visivo, sottraendosi a qualsiasi posizione data.
La scelta ultima tra la vita e l'arte definisce Charlotte Bront: il suo  il raro caso del genio che
abbandona l'arte in favore della vita. Il suo attaccamento alla vita anticip quello di scrittrici come
George Eliot e Sylvia Plath, che avrebbero rischiato molto in nome delle loro esistenze di donne non
convenzionali. Il loro vantaggio fu vivere nell'ombra, far scoprire quei rumori al di l del
silenzio990 e, come Charlotte Bront, far sentire una voce in grado di parlare al "Lettore" con intima
autenticit.
Charlotte rimase difficile da afferrare e da definire anche dopo la morte. Sfuggiva alla presa di
chi l'aveva conosciuta per un verso o per l'altro e intendeva fissarla in una posizione precisa,
rivendicare il possesso della sua memoria o controllare la sua opera.
Nel suo letto di ammalata, sotto lo sguardo di Arthur Bell Nicholls, redasse un testamento in cui
lasciava tutto a lui.  questo documento ad aver dato l'avvio alla battaglia per il suo possesso. Per
Arthur era una moglie; per Ellen e per il signor Bront era anche Currer Bell, l'autore che il mondo
avrebbe dovuto continuare a conoscere. Su suggerimento di Ellen, nel giugno 1855 il signor Bront
invit Elizabeth Gaskell a scrivere la biografia della figlia. Il signor Nicholls reput l'idea quasi una
profanazione991, ma non poteva fermare il reverendo. A luglio, quando la signora Gaskell
(accompagnata da Katie Winkworth, che era interessata alla faccenda) venne a vedere le carte Bront,
il signor Nicholls tir fuori appena una dozzina di lettere, principalmente indirizzate a Emily, scritte
dalla moglie tra il 1839 e il 1843. In altre parole, si aspettava che Gaskell costruisse la biografia su
questa minuscola base, senza essere a conoscenza dell'enorme mole degli scritti giovanili e senza aver
visto i manoscritti di Il professore e di Emma (un anno dopo, Sir James Kay-Shuttleworth, che, in virt
del suo stato sociale, esercitava una certa influenza su Nicholls, prese in prestito quei manoscritti per la
signora Gaskell grazie al semplice espediente di chiederli con la sua abituale arroganza).
Senza il potere trasformante di Charlotte, alcuni attori apparivano privi di spessore, le loro
parole morivano sulla pagina. Ad esempio, Charlotte aveva proiettato nell'immagine della signorina
Wooler un po' della propria forza: Quanto sembrerebbe dura la vostra vita ad alcune persone  quanto
letteralmente impossibile da vivere con spirito sereno e buona disposizione! A me sembra
meraviglioso992. Questa direttrice scolastica, in cui Charlotte aveva individuato un modello per le
donne sole, reag alla Vita di Elizabeth Gaskell come la persona di vedute ristrette che probabilmente
era sempre stata, obbediente alle opinioni dei suoi superiori, in particolare a quelle del clero. Riteneva
che Jane Eyre fosse un cattivo libro perch l'aveva sentito calunniare. Poi, nel 1857, quando la Vita fu
attaccata dai sostenitori della Clergy Daughters' School, la signorina Wooler ripet a pappagallo
l'opinione di un curato locale: la signora Gaskell era stata un'abile donna di mondo993 nel dare voce ai
pettegolezzi.
La signora Gaskell disse pi volte che le lettere di Charlotte alla signorina Wooler erano le
migliori di tutte. La ragione di tale opinione  chiara: quelle lettere rispecchiavano l'immagine virtuosa
che sia Charlotte sia Gaskell intendevano trasmettere  con successo, dato che sopravvisse anche nel
secolo successivo994. Con la signorina Wooler, Charlotte era stata pi che mai corretta e rispettosa,
come si addiceva alla relazione con una direttrice scolastica che aveva avuto poco da insegnarle, ma
che era stata con lei sempre affettuosa in quelle lontane sere trascorse a Roe Head, quando la signorina
Wooler passeggiava avanti e indietro per l'aula con le sue allieve a braccetto. Era stata inoltre un'amica
sempre presente nel corso degli anni, nonch una fonte di sollievo in quel mattino del giugno 1854,
quando aveva fatto le veci del padre dandola in sposa.
Al secondo posto, per la signora Gaskell, venivano le lettere di Charlotte al raffinato e grigio
William Smith Williams, un'altra corrispondenza poco intima. Anche in questo caso, la signora Gaskell
andava in cerca di quel decoro che avrebbe offuscato l'immagine poco signorile di Currer Bell.
Il signor Bront si compiaceva dell'eco della fama: fu appagato da una visita del duca del
Devonshire e dalle lettere che arrivavano da tutto il mondo richiedendo campioni di scrittura di
Charlotte. Nel novembre del 1860, la signora Gaskell e sua figlia, Meta, lo trovarono seduto sul letto,
fresco e pulito, con una folta chioma di capelli bianchi, che ritagliava le lettere di Charlotte in
striscioline di una riga da inviare agli ammiratori. Continuava a dire pompose banalit, e quando la
signora Gaskell prov a ottenere da lui informazioni, abbell i fatti in scritti talmente vaghi e
nebulosi995 che la biografa ritenne inutile continuare a interrogarlo. Tuttavia, il signor Bront disse
chiaramente alla signora Gaskell che doveva omettere il fatto che egli aveva ignorato l'opera della
figlia fino a qualche tempo dopo la pubblicazione di Jane Eyre. Allo stesso tempo, fu abbastanza
magnanimo da non curarsi del modo esageratamente eccentrico in cui Gaskell lo aveva ritratto, in vista
del trionfo della biografia di Charlotte. Insieme, lui e il signor Nicholls selezionarono alcune delle
poesie di Emily e una di Charlotte, in cui si parla di una silenziosa luce che aspira a un fuoco pi
sacro996, per pubblicarle nel Cornhill Magazine. Il signor Bront rimase in pieno possesso delle
sue facolt mentali997 fino al momento della morte, che lo colse all'et di ottantacinque anni. Nel
rispetto della promessa fatta a Charlotte, il signor Nicholls rimase con lui fino alla fine.
Il controllo esercitato dal signor Nicholls fu intensificato dal fatto che egli era arrivato tardi
nella vita di Charlotte e sapeva poco del suo mondo interiore. Lei si era ben guardata dal turbarlo
parlandogli della passione per Monsieur o della giocosa intimit con George Smith. Ciononostante,
Arthur rimase ansioso rispetto alla libert del suo stile epistolare; a preoccuparlo erano non solo il suo
candore, ma anche quelle che i vittoriani chiamavano "espressioni forti", che potrebbero oggi
sembrarci innocue, ma che allora apparivano poco adatte a una signora. Sebbene Charlotte scherzasse
sulla riservata stringatezza dell'uomo d'affari Currer Bell, Arthur non cambiava opinione.
Charlotte aveva detto a Ellen di aver distrutto la corrispondenza prima del matrimonio998. Ma,
scopr l'amica, non l'aveva fatto del tutto: un mese dopo la morte di Charlotte, il signor Nicholls
ritrov delle lettere di James Taylor999. Incapace di nascondere il proprio turbamento, Nicholls si
rivolse a Ellen per avere chiarimenti. Sapeva che Ellen era a conoscenza di fatti a lui ignoti e temeva
eventuali rivelazioni  per se stesso come per la posterit. Per questo si adir quando la signora Gaskell
pubblic degli estratti dalle trecentocinquanta lettere scritte da Charlotte a Ellen1000: pensava che la
signora Gaskell avrebbe preso visione della corrispondenza solo per farsi un'idea pi precisa del
modo di pensare1001 del suo soggetto. In una lettera che sped al signor Smith il 3 dicembre del
1856, Nicholls si rifiut di autorizzare la signora Gaskell a pubblicare anche solo una riga
dell'epistolario di sua moglie1002. Il 6 dicembre, la signora Gaskell scrisse a Smith per ringraziarlo
del permesso ottenuto dal signor Nicholls1003. L'unico modo per spiegare questa discrepanza 
supporre che George Smith abbia voluto tranquillizzare la signora Gaskell prendendosi la
responsabilit di convincere con le maniere forti il signor Nicholls. L'11 dicembre, la signora Gaskell
cit una frase in cui Smith parlava della sua feroce corrispondenza1004 con Nicholls.
Ingiustamente, il signor Nicholls accus Ellen, che contraccambi il risentimento: arriv a
supporre che le ignoranti cure1005 prestate dal signor Nicholls potessero aver giocato un ruolo nella
morte di Charlotte, quando le era stato offerto un pi esperto aiuto. Scrisse a Sir Wemyss Reid: Se
non fosse stato per il suo egoismo e il suo desiderio di controllo, credo che ora Charlotte sarebbe
ancora in vita1006. Per quanto qui piccata e lamentosa, su un punto Ellen aveva ragione: Nicholls si
era dimostrato possessivo negandole il permesso di venire in canonica (anche se la sua esperienza di
infermiera era stata efficace quando Charlotte si era ammalata tra il dicembre 1851 e il gennaio 1852) e
rifiutandosi di convocare la signora Gaskell, la quale fece intendere che, se fosse andata l, avrebbe
persuaso Charlotte a interrompere la gravidanza per salvarle la vita.
Ellen si risent anche per il testamento, che dava al signor Nicholls il pieno controllo sulle carte
di Charlotte. Critic la sua egoistica appropriazione di ogni cosa1007. Per tutta la vita conserv la
ciocca di capelli1008 che Martha Brown aveva tagliato per lei il giorno in cui era morta l'amica (tuttora
mantiene il suo caldo colore castano) e, nei decenni successivi alla morte di Charlotte, cerc di
ripristinare l'importanza dell'epistolario, prima di tutto attraverso la Vita di Gaskell. Dai primi anni
Sessanta dell'Ottocento, Ellen tent pi volte di pubblicare un'edizione separata delle lettere di
Charlotte, la cui maggioranza era sopravvissuta, nonostante ne avesse distrutto una partita nel
18551009. Dal suo punto di vista, aveva agito responsabilmente, rispettando il volere del marito
dell'amica, ma non poteva aggirare il suo divieto di pubblicazione.
Nel 1869 cerc una sponda nella casa editrice Smith, Elder & Co.: George Smith la incoraggi
a scrivere delle memorie inframezzate dalle lettere di Charlotte, ma la avvert che il diritto di
pubblicazione era di Nicholls. Ellen redasse tre scritti: uno sulle prime impressioni che aveva avuto di
Charlotte incontrandola a Roe Head nel 1831; un altro sulla sua prima visita in canonica nel 1833; un
ultimo sulle sorelle Bront nei tardi anni Trenta dell'Ottocento, in cui parla della loro educata
goffaggine nella veste di ospiti alla festa annuale per gli insegnanti della Sunday School, della loro
mancanza di senso estetico quanto all'abbigliamento, delle loro passeggiate notturne in salotto e della
loro inadeguatezza nel ruolo di istitutrici. Ellen aveva gi fornito un resoconto degli ultimi giorni di
vita di Anne per la biografia della signora Gaskell. Sono tutti documenti meravigliosi  empatici,
accorti, dettagliati, ben scritti , ma per poter andare avanti con questo memoriale, Ellen avrebbe avuto
bisogno dell'aiuto di un uomo. Quando George Smith rifiut di intercedere per suo conto con il signor
Nicholls, Ellen abbandon l'impresa. Nel 1870 and a monte un altro tentativo con l'editore Scribner
(con un'edizione americana in vista). Nel 1876 fece infuriare il signor Nicholls consentendo a Sir
Wemyss Reid di usare alcune lettere1010 in una monografia su Charlotte Bront (per la quale Ellen
ricevette un terzo dei profitti). Tra il 1889 e il 1895, Horsfall Turner di Bradford stamp all'incirca
trecentosettanta lettere per accompagnare un volume di studi brontani. Il signor Nicholls venne a
sapere del volume poco prima della pubblicazione e ne ordin la distruzione. I libri furono debitamente
bruciati, fatta salva una dozzina di copie.
Il 31 marzo 1895, nel pieno della battaglia, il signor Nicholls, forse in risposta alle
rivendicazioni e ai piani di Ellen, consent a un improbabile studioso, Clement Shorter, di portare via la
gran mole dei manoscritti Bront. Il compare di Shorter, Thomas Wise1011, era un impostore. I due
ottennero delle lettere da Nicholls e da Ellen facendo credere loro che sarebbero state donate al South
Kensington Museum come omaggio alla nazione, ma, una volte che le ebbero tra le mani, negarono di
essersi impegnati con una simile promessa. Spregiudicato, Wise divise i manoscritti in pezzi e li
vendette ai maggiori offerenti in giro per il mondo. Alcuni dei libretti furono smontati e la saga di
Angria, i frammenti di Roe Head, "Henry Hastings", Ashworth, le bozze e le belle copie delle poesie
dei Bront furono sparpagliati in lungo e in largo. Le radici di questa storia, tuttavia, affondavano
indietro nel tempo, in quel giorno dell'ottobre 1854 quando, nella sala da pranzo  che era stata la
stanza della scrittura delle sorelle Bront, poi di Charlotte sola, poi non pi solo sua , Arthur si sporse
da dietro le spalle della moglie, preoccupato per le parole indiscrete che utilizzava per raccontare la
lunga vita nell'ombra condivisa con Ellen e dalla quale lui era stato escluso. Fu allora che individu
nelle lettere di sua moglie un rivale che doveva bruciare1012, cos che nessun altro nello Yorkshire,
in tutta l'Inghilterra e nemmeno tra i posteri cui era destinata la sua amata consorte, potesse vederle.
Visse il resto della sua vita, altri cinquant'anni, aspettando di rincontrarla nell'aldil.
Chi possedeva la memoria di Charlotte? Mentre il signor Bront ritagliava le lettere della figlia
per farne dei souvenir ed Ellen cercava di preservare i suoi lasciti letterari, l'idea guida del signor
Nicholls era quella di segretare tutto, o quasi1013. Quando Ellen arriv in canonica ad appena qualche
ora dalla morte dell'amica, il signor Nicholls le disse: Non mostrerai a nessuno le lettere di Charlotte,
se ne hai ancora1014. Nel 1895, quando Ellen cerc di scoprire che ne era stato delle sue lettere a
Charlotte1015, il signor Nicholls sugger che Charlotte le avesse bruciate subito dopo averle lette. Pi
probabilmente era stato lui a bruciarle; Charlotte non lo avrebbe mai fatto, a meno che suo marito non
avesse molto insistito. Negli anni Novanta dell'Ottocento, nel pieno dell'era della "Donna Nuova",
Nicholls continuava a disapprovare le lettere di Mary Taylor1016 (molte non sono mai state rinvenute)
e affermava  inspiegabilmente  che nemmeno le lettere di Charlotte al padre (sempre affezionate e
premurose) fossero adatte alla pubblicazione. Sembrava incapace di distinguere le legittime pretese di
Ellen da quelle dei mercanti mercenari, l'idolatria dei cacciatori di souvenir (che, comprensibilmente,
disprezzava) dal caloroso interessamento della gente di Haworth. Quando in chiesa fu apposta una
nuova lapide per Charlotte, si assicur che quella vecchia venisse distrutta in una miriade di frammenti
e sepolta ad almeno un metro e mezzo sotto terra. Si arrabbi quando il sacrestano, il signor
Greenwood, volle dare al suo ultimo figlio il nome di Bront. Rifiut di battezzare il bambino. Alla
fine, il piccolo Bront Greenwood fu portato di nascosto al reverendo Bront, che, dal suo letto in
canonica, celebr gioiosamente il sacramento.
Cos, dopo la morte di Charlotte, il signor Nicholls non fu molto popolare nel villaggio di
Haworth, e la gente del posto non aveva dimenticato che egli si era rifiutato di seppellire Michael
Heaton1017, esponente della dinastia che aveva vissuto per secoli nella dimora al limite della
brughiera. Quando, nell'estate del 1861, il signor Bront mor, al signor Nicholls non fu offerta la
residenza. Nel novembre 1861 se ne torn in Irlanda, portando con s i vestiti della moglie, i suoi
disegni, il ritratto che le aveva fatto Richmond, che lui era stato il primo a vedere, e una pila di
manoscritti dei Bront. Il 25 agosto 1864 spos sua cugina, Mary Anne Bell, la ragazza che Charlotte
aveva incontrato quando era arrivata con il marito a Dublino in viaggio di nozze, dieci anni prima.
Mary l'aveva indotto a sposarla chiedendogli la sua opinione su un'altra proposta di matrimonio. Dopo
le nozze, il signor Nicholls la port nella stessa locanda gallese in cui aveva trascorso i primi giorni con
Charlotte. Ci potrebbe voler dire che l era stato felice, o semplicemente che era un tipo abitudinario.
A Banagher divenne un agricoltore, vendeva i suoi prodotti nei mercati locali e nella sua casa di Hill
House era venerato come un idolo. La nuova signora Nicholls gli consent di appendere il ritratto di
Charlotte in salotto. Visse ancora a lungo, superando la soglia del nuovo secolo, in quel luogo remoto,
dove nessuno arrivava mai a fargli visita, pieno zeppo di cimeli di Haworth, mentre un pacco e uno
scatolone di sempre pi pregiate carte dei Bront accumulavano polvere in fondo a una credenza. Non
esamin mai i libretti1018, ma tagli la testa di Emily da un ritratto di famiglia ed elimin gli altri.
Solo dopo la sua morte, la signora Nicholls pos lo sguardo sull'ormai famoso ritratto delle tre sorelle
dipinto da Branwell.
Ellen visse fino al 1897, quando avrebbe compiuto ottant'anni, corteggiata di tanto in tanto
dagli studiosi dei Bront, ma perlopi circondata dalla noia. Sembrerebbe che Ellen abbia fatto la fine
che Charlotte aveva temuto per s: quell'amaro inverno che pu toccare in sorte alle donne prive di
grandi mezzi e di un'attivit utile con cui impiegare il tempo. In vista di questa eventualit, Charlotte
aveva ammirato la fermezza con cui la signorina Wooler aveva diretto la sua scuola e le opere buone
delle "zitelle" di Shirley. Ellen era meno placida di quanto Charlotte avesse immaginato: anche lei,
come Mary Taylor, era provvista di un intelletto inquieto che non poteva accontentarsi di tenere un
banchetto al mercatino della chiesa. Una donna modello avrebbe accettato quel destino di buon grado,
ma non  difficile simpatizzare con gli accessi di irritazione che esplodono nel flusso delle lettere di
Ellen: irritazione nei confronti di Nicholls per la sua appropriazione di Charlotte, viva e morta;
irritazione verso la signora Gaskell per non averla accreditata come sua prima fonte; irritazione per il
fatto che, se la Vita era stata un successo di pubblico e di critica, Ellen  le cui lettere erano il
caposaldo di quel libro e che ora, dopo la morte della madre, non poteva pi permettersi di vivere a
Brookroyd  non ne aveva ricavato un bel nulla. Ellen arriv a leggere questo esito come il frutto di un
piano di George Smith, che aveva chiesto alla signora Gaskell di estendere la sua Vita a due volumi  la
cui casa editrice guadagnava i proventi del libro e che (come lui e Charlotte erano soliti dire
scherzando) poteva essere piuttostotaccagno  non con gli autori che sapevano come pretendere belle
somme, ma con una donna sola dai modi modesti come era lei, e come era stata la stessa Charlotte.
Ellen, caduta in disgrazia ma sempre elegante, non avrebbe mai chiesto dei soldi, per il 20
febbraio 1869 domand a Smith se poteva donarle dei libri per il mercatino della chiesa1019. L'editore
rifiut cortesemente1020. In un secondo tempo, Ellen present di nuovo la sua richiesta: stavolta Smith
rifiut seccamente  la signorina Nussey era ai suoi occhi una delle tante donne impegnate in opere
caritatevoli che scocciavano gli uomini d'affari con l'acqua alla gola. Se solo si fosse fermato a
riflettere, verrebbe da dire. L'idea che la sua azienda avesse sfruttato la signorina Nussey non sarebbe
mai passata per la testa di un uomo come George Smith, per il quale Ellen era una donna senza alcuna
importanza. All'epoca, Smith era il maggiore editore del momento, la sua immagine era quella del
barbuto e allegro comandante di una solida nave, forgiata da Leslie Stephen quando lo aveva
conosciuto, trasferendosi a Londra da Cambridge verso la fine degli anni Sessanta dell'Ottocento.
Tre anni dopo averle rifiutato i libri in dono, Smith chiese a Ellen se poteva individuare con
esattezza i luoghi ritratti da Charlotte nei suoi romanzi per farne un'edizione illustrata.
Lo considero un favore, scrisse Smith il 30 marzo 1872. L'interesse che avete sempre
nutrito per Charlotte e le sue sorelle potr, spero, indurla a scusarmi per il disturbo che le arreco.
Questo tono gentile sfruttava la devozione di Ellen per la sua amica; in realt le stava chiedendo
di prestare un lavoro non pagato per la sua casa editrice. Il 28 maggio 1872 le sped una lettera di
ringraziamento per le preziose informazioni  quel "grazie" era tutto ci che Ellen ne avrebbe
ricavato, oltre a una copia gratuita del libro. L'atteggiamento di Smith nei confronti di Ellen era
dispotico e fu in un caso decisamente sfacciato, quando le disse che alcune delle poesie che gli aveva
inviato erano inaccettabili, non all'altezza. George Smith fu uno dei molti uomini intelligenti, come
Thomas Huxley e Leslie Stephen, che quando facevano visita a George Eliot non portavano con s le
proprie mogli perch il decoro andava mantenuto, nonostante Eliot fosse considerata la pi grande
autrice inglese degli anni Sessanta e Settanta dell'Ottocento. Smith spieg cos la questione: Le nostre
figlie non erano pi delle bambine; vivevamo a Hampstead, lo scenario preferito [per la pruderie] della
signora Grundy. George Eliot era pi o meno un personaggio pubblico: la sua effettiva posizione [di
convivente di Lewes] era arcinota e, se si fosse saputo che delle ragazzine le avevano fatto visita, ne
sarebbero potute derivare delle spiacevoli conseguenze sociali. Divenne una sorta di gioco di coppia:
Elizabeth Smith gli chiedeva delle sue frequenti visite a questa donna che non le era mai stata
presentata. Poi, una sera, la signora Smith vide George Eliot al teatro dell'opera. Avendo modo di
osservare il volto ampio, stanco e malinconico della scrittrice, rassicur allegramente suo marito: era
libero di vedere quella donna ogni giorno della settimana.
Non solo George Smith mantenne il suo atteggiamento convenzionale nei confronti della
bellezza e della rispettabilit, ma rimase anche taccagno con i meno fortunati. Nel 1880, come atto
caritatevole, costru un edificio residenziale per quaranta famiglie a George Yard, nel cuore del
quartiere di Whitechapel1021; allo stesso tempo era determinato a dimostrare che la carit di questo
genere poteva rendere. Trov strano notare la paura e l'odio che i poveri provano per gli ospizi
quando gli fu riferito delle disperate suppliche di un'inquilina, una vedova troppo vecchia per
guadagnare e pagare l'affitto. La vedova sperava che Smith l'avrebbe protetta; l'agente di Smith le
disse che il titolare era un uomo d'acciaio. A differenza dell'"acciaio" di James Taylor, la sua
volont era per rivestita del pi morbido dei guanti: con paziente ragionevolezza e immancabile
cortesia persuase la vedova ad accettare lo sfratto  all'ospizio, in definitiva, doveva andarci. Un altro
atto di benevolenza, come amava chiamarli lui, fu quello di espellere una famiglia per garantire la
tranquillit degli altri inquilini, i quali si lamentavano per il fastidio causato dalle grida della moglie,
che veniva continuamente picchiata dal marito. Smith descrive la sua gestione della faccenda con
divertita noncuranza:
Cercai di spiegargli [al marito] che ero di mentalit troppo liberale per avere alcunch da
obiettare al fatto che un uomo picchiasse sua moglie fin quando ne aveva voglia. Ma avevo qualcosa in
contrario al fatto che sua moglie continuasse a urlare, disturbando gli altri inquilini quando lui la
batteva. Dubito che la mia spiegazione sia risultata del tutto soddisfacente per il marito, ma dovette
cercarsi un altro posto dove poter massacrare la moglie a suo piacimento [...].1022
In realt non era diverso da altri paternalistici vittoriani della classe agiata; risoluto, esuberante,
affettuoso com'era, poteva a volte scadere molto al di sotto dei modi principeschi che un tempo
avevano fatto ben sperare Charlotte Bront, e anche al di sotto della compassionevole moralit che la
scrittrice aveva predicato e praticato (una volta, quando Charlotte aveva mandato una sterlina d'oro a
un pover'uomo che si era rotto una gamba, suo padre aveva detto che le donne erano spesso impulsive
nel fare la carit; lei aveva risposto: In merito alla carit, gli uomini ragionano molto e fanno poco; le
donne ragionano poco e fanno molto, e io continuer a comportarmi da donna1023). All'et di
settant'anni, nel 1894, George Smith fu insignito di una laurea honoris causa dall'universit di Oxford
per aver pubblicato il Dictionary of National Biography  uno dei momenti di massimo orgoglio per il
ragazzino che era stato espulso dalla scuola a soli quattordici anni. Mor nel 1901, milionario, nella
storica villa di Park Lane che aveva eletto a sua residenza.
In queste vicende non rimaneva pi nulla della Charlotte Bront vivente  era diventata
l'oggetto di interessi tra loro in competizione. Harriet Martineau la vide ancora nell'ombra, che
svanisce alla nostra vista1024. Sarebbe potuta scomparire del tutto, se non fosse stato per altre tre
persone dal carattere forte, rimaste tali e quali a come Charlotte le aveva conosciute, le cui parole e i
cui ricordi non erano sbiaditi.
Mary Taylor non era una donna soggetta al cambiamento. Era abituata a dire la verit e ben
attenta nell'adoperare le parole. I ricordi che mise per iscritto per la signora Gaskell terminano dove si
accorge di oltrepassare il confine con idee o opinioni impubblicabili. Sottovoce1025, sottolinea il
sacrificio di Charlotte alla tirannia1026 di quel vecchio egoista, il fin troppo comune sacrificio di
una figlia che sembrava non indignare nessuno. Mary aveva in comune con Charlotte i modi diretti
tipici dello Yorkshire, ma in lei assumevano una valenza ideologica. Le sarebbe piaciuto che le donne
avessero il fegato di lamentarsi a gran voce1027. Non riusciva a concepire i piaceri
dell'immaginazione, dunque la sua piet per la "povera Charlotte" si avvicinava a quella della signora
Gaskell, pur avendo una motivazione opposta: la signora Gaskell compativa Charlotte per la sua
appropriata, signorile debolezza; la compassione di Mary era quella di una femminista nei confronti di
una vittima. C'era del vero in entrambi i punti di vista, ma ciascuno era a suo modo riduttivo. Charlotte
fu di fatto una signora in senso vittoriano, ma fu anche forte nello spirito e nel tirare fuori la voce. Con
suo padre fu compiacente, ma lo am davvero e visse nel rispetto dei valori del dovere e dell'altruismo,
che non avrebbe mai rigettato e che pratic in atteggiamento di sfida nei confronti della politica
propugnata da Harriet Taylor Mill, che le sembrava senza cuore.
Dopo la morte della cugina, avvenuta nel 1852, a Mary le cose non andarono bene in Nuova
Zelanda. Nel 1846, Charlotte aveva previsto che Mary sarebbe rimasta in Nuova Zelanda fin tanto che
avr un lavoro serio da fare laggi  ma non oltre1028. And esattamente cos. Mary non si attacc
molto al paese: si era fatta una cattiva opinione dei suoi abitanti. La nostalgia dei libri potrebbe
sembrare uno strano motivo per tornare in Inghilterra, ma erano soprattutto quelli che Mary desiderava.
Sempre pi spesso preferiva rimanere stesa sul divano in compagnia di un buon libro piuttosto che
passare il tempo con delle ragazze ignoranti e di vedute ristrette1029. Era troppo accorta per non
sapere che il suo giro di conoscenze di Wellington non era peggiore di quello che si sarebbe potuta fare
altrove, e aveva anche stretto qualche nuova amicizia, ma si sentiva sfiduciata. Alla lunga, divenne
insofferente alla vita del diciannovesimo secolo in quella remota colonia, dove le notizie da casa arrivavano con
mesi di ritardo. Nel 1860 torn a Gomersal e con i suoi risparmi costru una casa, High Royd, dove
visse fino al 1893.
"Pag", come Mary firmava le sue lettere a Charlotte, sembrerebbe per un verso scomparire
insieme a quel carattere forte e sovversivo che aveva contraddistinto Charlotte in vita. Si rifiutava di
parlare con gli entusiasti ammiratori dei Bront. In quanto destinataria delle confidenze di Charlotte su
Monsieur (in risposta, forse, all'onest con cui lei l'aveva messa a parte della sua attrazione non
corrisposta per Branwell), distrusse le lettere di Charlotte  tutte tranne una, in cui l'amica le
raccontava della sua prima visita nell'ufficio di George Smith, avvenuta nell'estate del 1848. Il signor
Nicholls, che non aveva mai visto Mary e non sapeva nulla del rapporto di reciproca confidenza che
l'aveva legata a sua moglie, sobbalz davanti alle parole di una donna che desiderava far andare il
mondo per il verso giusto in molti aspetti, ed  probabile che abbia distrutto quasi tutte le lettere di
"Pag" a Charlotte. In questo vuoto di testimonianze, ancora una volta siamo tenuti a soffermarci e a
fare attenzione per poter "sentire" le loro voci perdute, per percepire l'onest con cui esposero la reale
condizione delle donne. "Pag", o Mary, fu tra coloro che continuarono a vivere nel rispetto delle idee di
Charlotte Bront; le sue parole sopravvissute e giunte fino a noi sono scottanti  non fiamme
d'eloquenza, ma cumuli di braci. Rimpianse la perdita delle lettere di Charlotte, ma visse mettendo in
pratica le idee che in quegli scambi avevano condiviso. Entrambe avevano criticato l'obbligo
all'inattivit che svuotava l'esistenza delle donne. Quest'idea sopravvive nel romanzo di Mary, Miss
Miles, or A Tale of Yorkshire Life Sixty Years Ago, iniziato in Nuova Zelanda negli anni Cinquanta
dell'Ottocento, quando l (Mary aveva detto con orgoglio a Charlotte) si assisteva a una vivace
proliferazione di dibattiti e di visioni originali della vita1030. Solo nel 1890, quando Mary aveva
superato i settant'anni, fu pubblicato il libro. Qui Dora, venticinquenne, descrive una vita molto simile
a quella condotta da Caroline Helstone in Shirley: Sto seduta da sola finch non mi sento prossima
alla stupidit. So anche  cosa che ho sempre temuto  che  un destino comune. Le donne si perdono
cos, a volte. Il primo passo, ovviamente,  scomparire alla vista  nessuno sa pi quel che ne  stato di
loro1031.
Mary aveva pensato che per la signora Gaskell sarebbe stato impossibile raccontare i fatti in
modo veritiero, ma dovette ricredersi. Se altri avevano avvolto i ricordi nel silenzio, la signora Gaskell
aveva offerto i propri al pubblico. Il suo resoconto era, come ritenne anche il signor Bront, pieno di
verit e di vita1032: il raro incontro tra una narratrice esperta, capace di commuovere, e un grande
soggetto che aveva conosciuto di persona. Sentiamo Charlotte parlare e, attraverso gli occhi evocativi
di Gaskell, la vediamo materializzarsi fisicamente davanti a noi con i suoi tratti insoliti, la sua
timidezza dovuta alla concezione dell'epoca della bellezza femminile: una presenza modesta nella
residenza di The Briery in Windermere nell'agosto 1859, un'esile figura vestita a lutto che parlava
poco delle proprie perdite, ma che diceva cose interessanti e assennate con voce dolce ed esitante. E,
ancora pi importante, sentiamo citare dalle labbra della stessa Charlotte alcune fonti autobiografiche
dei romanzi. In canonica, nel settembre 1853, mentre il signor Bront fumava la sua pipa d'argilla in
studio, la signora Gaskell sedeva di fronte al caminetto della sala da pranzo insieme a Charlotte: le sent
raccontare la storia della morte di Maria proprio come quella di Helen Burns, e apprese che il
carattere di Emily era servito da modello per quello di Shirley. Fu direttamente da Charlotte che la
signora Gaskell riprese la visione di un'Emily discendente dei titani, pronipote dei giganti che un
tempo abitavano la terra.
La signora Gaskell intraprese un'opera coraggiosa scrivendo una biografia quando molti dei
suoi protagonisti erano ancora vivi e vegeti. Niente paura, la incoraggi il signor Bront. Disse la
verit su Carus Wilson, accus la signora Robinson di aver giocato con Branwell e attacc Lady
Eastlake per aver tacciato Currer Bell di essere una donna inadatta alla compagnia del proprio sesso. La
signora Robinson (nel frattempo rimasta vedova, e che a Londra si faceva chiamare Lady Scott)
minacci azioni legali, e gli amici di Carus Wilson scatenarono una furibonda protesta.
Cos, negli anni immediatamente successivi alla pubblicazione della Vita la signora Gaskell
arriv a rimpiangere di aver scritto la biografia. Ma in realt riusc a raggiungere l'obiettivo sperato,
ovvero mettere in salvo la reputazione dell'amica. La reazione di Charles Kingsley fu un esempio
dell'effetto che la Vita poteva suscitare in chi aveva un'opinione negativa di Currer Bell1033. Fu
impaziente di scrivere alla signora Gaskell per raccontarle della conversione avvenuta: Shirley mi
aveva disgustato subito e avevo abbandonato quel libro e l'autrice, reputandola una persona volgare.
Quanto mi sbagliavo!. Ora la considerava di gran lunga superiore a me. La signora Gaskell aveva
restituito l'immagine di una donna valorosa resa perfetta dalle sofferenze1034.
La signora Gaskell racconta una storia coerente, cos come fa Samuel Johnson nel suo Vite dei
pi insigni poeti inglesi o T.S. Eliot nel suo libretto biografico su George Herbert. Tutti e tre
comunicano una verit immaginaria, basata su una selezione di fatti, destinata a lunga vita. La
selezione della signora Gaskell risaliva al triste resoconto che Charlotte aveva dato della propria vita
nel suo periodo di massima sofferenza, la seconda met del 1850  quel prolungato momento di
dolore oscuro e costante1035 che arriva subito dopo la prima fase del lutto, quando la morte appare
come una liberazione. Ci che Elizabeth Gaskell ascolt quel giorno a Windermere, nell'estate del
1850, e poi nel corso della sua visita in canonica del settembre 1853, e ci che decise di consegnare alla
posterit,  una tragedia di letti di morte e pietre tombali. Il suo ritratto  offuscato dal fatto che
frequent Charlotte nei suoi anni pi bui, dal 1850 al 1854, quando infine si spos: Potei sentire
quanto sola e fuori dal mondo dovette essere, povera creatura1036. Continu a custodire
quell'immagine nonostante Charlotte le avesse rivelato una verit diversa, parlandole della
libert1037 della solitudine, una confessione che aveva fatto anche al caporedattore della rivista
The Christian Remembrancer: l'isolamento  aveva sostenuto  le era pi congeniale1038 che la
vita in societ.
La versione della propria vita che Charlotte diede alla signora Gaskell non fu condizionata solo
dal dolore e dalla solitudine che aveva provato in una particolare fase, ma anche da sensibili antenne
che avevano captato gli iniziali dubbi di Gaskell circa la sua eleganza. Fu sempre impeccabilmente
signorile con Elizabeth Gaskell, cos come con i Kay-Shuttleworth, che avevano fatto incontrare le due
scrittrici. Quando a The Briery si parl del fatto che alcune autrici avevano oltrepassato la linea del
pudore solitamente rispettata dagli uomini, Charlotte esclam seria: Spero che Dio mi tolga qualsiasi
capacit di invenzione e di espressione piuttosto che rendermi incapace di giudicare ci che  decente o
 indecente dire1039. La scrittrice di Haworth probabilmente lavor per creare da subito questa
impressione nella signora Gaskell; dopotutto, quando era ospite dei Kay-Shuttleworth, Charlotte era
quanto mai repressa e a disagio. Il fatto che si confidasse con Elizabeth Gaskell nei ritagli di tempo del
loro soggiorno appare rivelatorio  ma confid solamente la rispettabile immagine di un lutto riservato,
cos come alla societ londinese aveva offerto l'immagine altrettanto rispettabile di una tremante
timidezza (un'immagine che, dopo la sua morte, Thackeray avrebbe enfatizzato con sentimentalismo
nel suo "Last Sketch": Quella tremante manina non avrebbe pi scritto nulla1040; ma tale apparenza
non faceva forse a pugni con la coraggiosa mano aperta che rivelava il disagio di Emma?). Charlotte
mostrava alle persone solo quella parte di s che desideravano vedere. Non era un atteggiamento
necessariamente ipocrita;  una semplice realt che compagnie diverse, in base ai loro gusti e alle loro
convinzioni, portano allo scoperto diversi aspetti della nostra natura.
In tal modo, Charlotte smuss le punte satiriche che aveva espresso liberamente con le sorelle e
con le amiche di vecchia data, e non consent alla signora Gaskell di intravedere alcun segno
dell'abbandono verbale che aveva sperimentato con Monsieur o nei duelli con Smith. Lo stesso Smith
nascose il loro legame. Nonostante le ripetute pressioni da parte della signora Gaskell, non le concesse
di vedere gran parte delle lettere che Charlotte gli aveva spedito. Il loro contenuto  di natura
squisitamente personale1041, le disse. Nel settembre 1853, seduta davanti al caminetto della canonica,
Gaskell confess a Charlotte che Lucy Snowe non le piaceva. E cosa pens Charlotte? Sebbene
all'apparenza quella volta raccont molto alla signora Gaskell (anche della corte che le faceva il signor
Nicholls), il fatto che alla futura biografa non piacesse quella persona, quella [...] "Lucy Snowe"
potrebbe averla scoraggiata dal fare ogni ulteriore riferimento alla passione. Questa compostezza si
sposava bene con l'esigenza della signora Gaskell di insistere sul divario tra la raffinata autrice e le sue
oscure eroine1042. Come Gaskell disse a George Smith, si augurava che la gente l'avrebbe rispettata
in quanto donna, distinguendola dai personaggi che aveva creato in quanto autrice1043. La signora
Gaskell, dunque, rivel alcune delle fonti autobiografiche dei romanzi di Charlotte, ma ne occult
altre1044. Il manoscritto della Vita mostra come la biografa, nella correzione delle bozze, cancell
alcune lettere, ritoccando il carattere di Charlotte in modo da eliminare ci che era spontaneo e
naturale, in particolare il suo spirito umoristico e caustico1045. Quando la signora Gaskell percepiva
una vena satirica, le appariva vagamente sgradevole  un indizio del fatto che a Charlotte erano negati i
piaceri del matrimonio e dunque non aveva ancora raggiunto quella serenit che rappresentava l'ideale
della moglie vittoriana.
La signora Gaskell desiderava celare ogni traccia di una natura non perfettamente a modo.
Disse a George Smith di voler assolutamente citare l'apprezzamento di Charlotte per il sostegno che le
aveva dato sua madre negli incontri con i letterati londinesi, perch era un tratto di femminilit
(opposto alla comune opinione che lei fosse una donna "forte ed emancipata") che mi piacerebbe
portare alla luce1046. Sebbene la signora Gaskell avesse incontrato Monsieur Heger e letto le lettere
in suo possesso, ritenne che Charlotte, in ragione del fatto che aveva rifiutato il reverendo Nussey e il
signor Taylor, non fosse molto suscettibile all'amore1047, a differenza delle sue eroine. Quel
molto assicura all'affermazione la sua innegabile verit, ma  anche fuorviante in una biografia in
cui la passione per Monsieur Heger  omessa. Con questo non voglio criticare la Vita: ogni riferimento
alla passione avrebbe avuto esiti disastrosi all'epoca (Ellen cerc di coprire il trasporto di Charlotte per
Monsieur Heger dichiarando che la ragione per cui aveva sofferto tanto a Bruxelles e dopo il suo
ritorno era che il signor Bront e il suo curato, Malone, erano diventati intemperanti1048 in assenza
di Charlotte; sempre pi indispettita nei confronti del signor Bront, Ellen dipinse una nobile figlia che
placava il padre). La signora Gaskell minimizz anche l'anelito all'indipendenza di Charlotte e la sua
denuncia dell'ipocrisia religiosa. Era preoccupata per la pubblicazione di Il professore1049 (rivisto dal
signor Nicholls), che segu a stretto giro quella della sua Vita, nel giugno 1857: aveva trovato il
romanzo deturpato da ulteriori volgarit e dissacrazioni, poich i testi delle Scritture vi sono citati in
modo pi sgradevole che in ogni sua altra opera1050. Il signor Nicholls, pens, non aveva
sufficientemente epurato il libro di quelle frasi che contraddicevano l'immagine di Charlotte da lei
dipinta.
Oh! Vorrei che il signor Nicholls fosse intervenuto di pi!, scrisse a George Smith. Perch,
se potessi, non permetterei mai che una sola sillaba passibile d'esser definita volgare venisse
nuovamente associata al suo nome1051.
Sebbene la visione della Gaskell fosse dunque limitata, entro tali limiti fu accurata, e nella
misura in cui si presentava come il ricordo di una donna messo nero su bianco da un'altra donna, con la
sua enfasi sulla vita privata, gli aspetti domestici, l'oscurit, piuttosto che i traguardi pubblici,  stata
persino definita sovversiva1052. Come disse la signora Oliphant, il suo appello in nome di ogni
donna scomparsa alla vista1053 rappresentava una novit. In questo senso, la signora Gaskell
restituisce una viva immagine del modo in cui Charlotte appar a molti simpatizzanti della sua epoca:
modesta, raffinata, scrupolosa, coscienziosa e silenziosamente sofferente.
I ricordi pi profondi e vividi arrivarono da Monsieur Heger, che il 7 settembre 1863 interruppe
la sua impegnata e oscura vita di insegnante per far sentire la propria voce. Quell'anno Ellen Nussey gli
aveva scritto per chiedergli se fosse interessato a tradurre in lingua francese cinquecento delle lettere di
Charlotte per un'eventuale pubblicazione. Egli prese la parola per invocare con eloquenza il silenzio, e
anche a distanza di tempo la sua argomentazione risulta persuasiva, poich non era affatto animato
dalle ansie possessive del signor Nicholls e sapeva quanto le lettere avessero significato per Charlotte.
Tale opinione traeva fondamento, ovviamente, dall'intensit delle lettere che Charlotte gli aveva scritto
in francese, che Monsieur possedeva ancora e che aveva mostrato in confidenza alla signora Gaskell a
patto che non le pubblicasse. Il signor Heger, la cui moglie aveva frainteso le lettere di Charlotte e si
era rifiutata di incontrare la signora Gaskell, comprese che solo il destinatario di quei messaggi poteva
coglierne le sottili sfumature linguistiche  intraducibili, a suo avviso:
Quant  la traduction en franais quelque soit le mrite du traducteur, il me parait que, de
toutes les oeuvres litt?raires, ce sont les lettres qui perdent le plus  tre traduites. Dans la
correspondance intime, l'propos, la libert de l'allure, l'allusion voile, les demi-mots, mme les
charmantes negligences d'une forme toute spontane donnent, aux moindres choses, une grce, un
charme intraduisibles.
Quanto alla traduzione in francese, a prescindere dai meriti del traduttore, mi sembra che, tra
tutte le opere letterarie, siano proprio le lettere quelle che pi perdono nel venir tradotte. Nelle
corrispondenze intime, la replica, la libert del discorso, le allusioni velate, le mezze parole, persino le
intriganti negligenze d'una forma assolutamente spontanea conferiscono alle cose pi semplici e umili
una grazia, un fascino intraducibili.1054
Era convinto che scritti di una tale intimit, o rien ne dguise le mouvement intime de sa
pense [in cui nulla maschera il movimento intimo del pensiero'] non dovessero essere pubblicati,
meno che mai tradotti. Quelle parole erano state dette  voix baisse,  l'oreille de mon cur [a
bassa voce, all'orecchio del mio cuore']. In questi termini Heger espresse la sua incapacit (mon
impuissance) di fare quanto richiesto da Ellen: sarebbe stato come cercare di dipingere il volo di un
uccello, o di trascrivere le note del suo canto.
Queste metafore suggeriscono che egli era stato in grado di comprendere Charlotte come lei
desiderava essere intesa, attraverso il volo libero delle parole. E, nel corso della vita dell'autrice, era
stata proprio la corrispondenza con Heger ad avvicinarla pi che mai alle opere immaginative dell'arte.
La risposta di Monsieur prova che egli ne era pienamente consapevole, e nessun'altra dichiarazione
postuma avrebbe potuto risultare pi gradita a Charlotte. Le vive parole dell'insegnante sembrano
saltare fuori dalla pagina. A distanza di un secolo e mezzo, il soggiorno a Bruxelles non appare come
un episodio qualunque nella tragedia della famiglia Bront1055; fu di fatto per Charlotte un'incredibile
fortuna che, tra le poche persone incontrate nella sua breve e segregata vita, si fosse imbattuta in
quell'uomo capace di liberare la voce imprigionata dentro di lei. Il loro rapporto fu una fusione di
passione e creativit, e non andrebbe visto in termini esclusivamente sessuali. A sorprendere non 
tanto il fatto che Charlotte abbia reagito a quel modo all'incontro con Monsieur, ma che una persona
come lui sia realmente esistita: un uomo che prepar la strada a quegli esperimenti amorosi tra
insegnante e allieva che Charlotte avrebbe narrato nei suoi romanzi. So cos' l'amore, protest con
Harriet Martineau, e fu fermamente convinta che quanto aveva provato non dovesse subire alcuna
repressione, n da parte del moralismo n dell'agenda politica femminista. Quello che aveva condiviso
con il suo matre, la portata delle parole, fu centrale nella sua vita nascosta, nel cammino proibito che
la condusse a sollevare la questione della passione.
L'indimenticabile amore per l'insegnante, lo smanioso desiderio di lettere e le parole scottanti
furono parte della passione dell'autrice, non qualcosa di volubile e superficiale1056 (come Charlotte
disse a Ellen), ma l'autentico fuoco.  facile contemplare questa vita come una serie di perdite  la
perdita di Maria, la perdita, in Branwell, del compagno di scrittura, l'allontanamento di Monsieur, le
morti di Emily e Anne, il venir meno dell'esuberante amicizia con George Smith , eppure la perdita
non spiega il fatto centrale dell'esistenza di Charlotte Bront: la sua capacit di usare l'esperienza
personale come materia d'arte. L'amore non corrisposto avrebbe potuto soverchiare un'altra persona;
Charlotte lo tramut nell'inammissibile desiderio di Frances per il suo professore, in quello di Jane per
Rochester, di Caroline per Robert Moore, di Lucy Snowe per Graham Bretton. Con la loro intimit e il
loro candore, queste storie stimolano i lettori alla riflessione, e sembrano farsi carico del peso delle loro
vite. Questa forma di scambio, forse diversa per ogni generazione,  vitale per la sopravvivenza di un
autore.
Gli ultimi ancora in vita che avevano conosciuto Charlotte di persona morirono tra gli anni
Novanta dell'Ottocento e il primo decennio del XX secolo. Nel 1908, il figlio dell'artista George
Richmond1057 rifer al genero di George Smith un'osservazione fatta da suo padre: forse che Charlotte
aveva occhi luminosi e un portamento un po' goffo? D'ora in avanti, i ricordi si fecero piuttosto vaghi,
mentre la leggenda dei Bront  la famiglia dannata nel suo romantico isolamento  cresceva e
prosperava, attraendo migliaia di persone (in piena estate, fino a duemila al giorno) nella remota
Haworth (frattanto dotata di un negozio di souvenir di Jane Eyre), il santuario letterario pi visitato di
tutta l'Inghilterra subito dopo Stratford-upon-Avon, di gran lunga pi accessibile. S, perch Haworth
rimane difficile da raggiungere. In un cupo e piovoso luned di febbraio ho dovuto cambiare pi volte
treno, con lunghe attese sulla banchina. Tuttora non esiste un comodo collegamento tra Keighley e
Haworth (i Bront erano soliti camminare per gli oltre sei chilometri che separano i due villaggi con
qualsiasi condizione atmosferica). Il tassista si  lamentato dei turisti e dell'esca della leggenda Bront:
davvero ci crede?, voleva sapere.
In realt, il museo della canonica  ben attento a scongiurare la leggenda e "l'erica viola" cos
come a collocare la famiglia nel contesto industriale del West Yorkshire. E vale la pena fare un lungo
viaggio per ammirare il vestito di mussola a motivo cachemire indossato da Charlotte nei primi anni
Cinquanta dell'Ottocento (pi grazioso dei sobri abiti delle sue eroine), la sua scatola di colori poggiata
sul tavolo della sala da pranzo e la stretta stanzetta in cui Emily concep i suoi versi. La canonica
conserva inoltre una superba collezione di libri e manoscritti.  in questi, ovviamente, che Charlotte
Bront sopravvive: nei frammenti di Roe Head, scarabocchiati su avanzi di carta, le sue scottanti parole
ancora infiammano la pagina. Il legame con il suo confidente pi intimo, che lei chiamava "Lettore",
vibra pi forte che mai oggi che le donne si fanno avanti sulla scena pubblica. Etichette superate 
romantica, ribelle femminista, spirito delle brughiere o figlia devota  sbiadiscono davanti alle
pionieristiche promesse contenute nelle sue idee e nelle sue posizioni. I nostri punti di vista cambiano,
e ormai pi di un secolo ci divide dai vittoriani.
La strana passione di Charlotte Bront disturb i contemporanei. La chiamarono poco signorile
poich non potevano definirla. Nel 1852, l'anno in cui fu terminato Villette, Florence Nightingale not
che alle donne veniva detto che il sesso femminile era privo di passione. Osserv che l'accumulo di
energia nervosa faceva credere alle donne ogni notte, quando si coricavano, di essere sul punto di
diventare matte e le obbligava a giacere a lungo nel letto al mattino per lasciarla evaporare e
calmarsi1058. Charlotte Bront ha affrontato questa vita sepolta, dal suo primo scoppio a Roe Head
fino alle strane "convulsioni" della studentessa modello ritratta nel suo ultimo frammento. Una vita che
ribolliva, non vista, sotto la crosta della cosa eminentemente artificiale1059. Il passo coraggioso 
stato la pubblicazione: l'impeto irrefrenabile che esce allo scoperto quando Jane dichiara  fa parlare 
il suo amore per Rochester.
Il dar voce era la questione fondamentale sia per l'autrice che per l'eroina, il parlare come
necessario complemento al bruciare di passione: l'"io" che esce fuori con implacabile fame di verit in
Jane Eyre e l'"io" costretto inesorabilmente a rimanere in superficie, nel suo rifugio congelato, in
Villette. Sull'altra sponda dell'Atlantico, Emily Dickinson, che leggeva ogni cosa pubblicata dalle
Bront1060, diede voce al suo "io"1061 attraverso cristalline rivelazioni, parlando non tanto ai suoi
contemporanei quanto ai futuri lettori, che avrebbero saputo intenderla meglio: Palpai la mia vita con
entrambe le mani / per vedere se ci fosse, scrisse. La mia vita era un fucile carico.
Riassumendo la storia della reticenza dettata dal decoro del diciannovesimo secolo, Henry James non mise
Charlotte Bront nel suo elenco di nomi venerati:
La signorina Austen e Sir Walter Scott, Dickens e Thackeray, Hawthorne e George Eliot, hanno
tutti ritratto dei giovani innamorati, ma nessuno di loro ha [...] descritto nulla che possa essere
chiamato passione  mettendola in moto davanti ai nostri occhi e mostrandocela all'opera nelle sue
varie fasi [...]. La signorina Austen, Walter Scott e Dickens sembrerebbero aver omesso il sentimento
erotico nel suo insieme, e George Eliot parrebbe averlo trattato con singolare austerit. Visti in questa
luce, i voluminosi e altrimenti completi romanzi Middlemarch e Daniel Deronda appaiono stranamente
privi d'amore. Ai lettori stranieri, probabilmente, sembreranno come ampie, fredde stanze spaziose [...]
la cui sobria moquette viene percorsa invano alla ricerca del fuoco di un caminetto.1062
In Jane Eyre il fuoco non manca. La passione, insiste Villette, esiste e deve essere definita in
termini che la riscattino dal voyeurismo spacciato per arte. Il dipinto Cleopatra (ispirato da Une
Alme1063 di Defiefve, che Charlotte aveva visto a Bruxelles) appartiene alla tradizione dell'arte
secolare che vede nel corpo delle donne solo una superficie di carne invitante. Il voyeurismo gioca la
sua parte anche in un quadro che ritrae il mercato del matrimonio di Babilonia, dipinto nel 1875 da
Edward Long, uno dei pittori acclamati dell'et vittoriana1064. Il fatto che alcune parti di Jane Eyre
continuarono a essere considerate poco adatte alle ragazze fino al decennio del 18801065 mentre la
velata pornografia di Long era accolta come assolutamente appropriata suggerisce il livello di
confusione che esisteva all'epoca attorno alla questione della passione.
Il soggetto del dipinto Il mercato del matrimonio di Babilonia era tratto da The History of
Herodotus (1870) di George C. Swayne, che descrive il costume babilonese di vendere all'asta le
giovani in un ordine dettato dal loro aspetto. L'artista mostra dodici ragazze, disposte in una scala che
va dalla pi bella alla pi brutta, in attesa di essere battute all'asta. Solo il titolo, che rassicura circa il
fatto che gli acquirenti siano interessati al matrimonio e non alla prostituzione, conferisce al quadro una
parvenza di rispettabilit. L'allusione pornografica gioc un ovvio ruolo nel successo del dipinto,
sebbene molti critici d'arte si siano soffermati sul "grande trionfo tecnico" raggiunto nella resa dei
gioielli delle ragazze (le recensioni sui giornali del 1875 furono senza eccezione entusiastiche). Ogni
donna viene esibita sul palco e spogliata a turno per essere esaminata: le donne in primo piano, in attesa
del loro momento, assecondano la fantasia dell'osservatore con atteggiamento inspiegabilmente
compiacente. Le prime sono mostrate come silenziose e soddisfatte di s; le ultime, pi brutte, sono
loquaci  la chiacchiera  un elemento di disturbo. Nessuna ha carattere nel senso di Jane Eyre o Lucy
Snowe: queste ragazze non possono essere conosciute cos come Rochester e Paul Emanuel conoscono
le donne.
Virginia Woolf dipinse una scena simile a quella del mercato rievocando le donne della Londra
edoardiana che sfilavano ai balli di societ a cui lei e la sorella Vanessa erano obbligate a partecipare.
Sottolinea l'inconoscibilit delle donne delle classi agiate, ammantate di un compiacente artificio: Il
campanello della cena, che suona le otto, le richiama all'esistenza1066. Pure lei scivolava dietro una
tenda per sfuggire alla vergogna di essere selezionata, o di non esserlo (perch quasi nessuno le
chiedeva di ballare), e l riparata leggeva Tennyson.
Questo tipo di invisibilit  vicina a quella della regione sconosciuta esplorata dal diario,
dalle lettere e dai romanzi di Charlotte Bront: uno spazio potenziale appostato nell'ombra, in cui si
cammina  per necessit  nascoste, di cui si pu parlare solo da dietro il velo di "Currer Bell". Jane,
che scruta l'orizzonte dal tetto di Thornfield, e Lucy, che medita nel vialetto proibito, inaugurano una
nuova topografia della mente, uno spazio opposto a quello lineare dell'azione. A pochi anni dalla morte
di Charlotte, Emily Dickinson avrebbe dato vita a uno spazio alternativo ancor pi rivoluzionario in
poesie che letteralmente distanziano le parole creando tra loro interstizi, mentre l'Esistenza1067
stessa irrompeva tra le maglie della routine. Di notte Dickinson, come le Bront, prendeva possesso di
quello spazio tutto per s. Qualcosa di questa regione  rivelato in Giselle, un balletto degli anni
Quaranta dell'Ottocento. Nel secondo atto, un principe che ha fatalmente giocato con una contadina si
avventura in una foresta oscura, lontano dal suo ambiente. L scopre le Willi, donne sepolte le cui
passioni sono state negate. La loro  un'esistenza in ombra, notturna, che si dilegua al mattino,
inconsistente, eppure invincibile. Di giorno, Giselle non era stata per il principe altro che una suddita a
sua disposizione. Di notte, ha il potere di farlo danzare fino alla morte, ma rimane emotivamente legata
a lui e si divide in un'inedita vita scissa tra due mondi. Rifiuta la modalit diurna della resa
superficiale; ma rifiuta anche la disumana freddezza della furia vendicativa delle Willi. Perch le Willi
mostrano il terribile rovescio della passione, quello che Charlotte Bront aveva temuto per tutta la vita:
l'effetto raggelante di un'ostinata purezza, l'agghiacciante ideologia di una vita automatizzata.
Come Giselle, che deve esistere tra l'inautentico mondo diurno della passione tradita e l'occulto
mondo lunare della rabbia distruttiva, tra momenti di furioso abbandono e il formalismo di uno sterile
decoro, anche Jane Eyre si ricava un proprio spazio tra le opposte tirannie della licenziosit sfrenata e
della frigida costrizione. Queste polarit derivavano in via diretta da Cime tempestose e potrebbero
rappresentare, al livello pi profondo, il legame immaginativo che strinse Charlotte a sua sorella Emily,
la cui eroina, Catherine Earnshaw, esiste tra due uomini impossibili e tra due case: l'anarchica Heights
e la monotona Grange, dove regna un mortifero ordine. Catherine, priva di una propria casa, esiste solo
nel suo incessante fare la spola tra le residenze dei due uomini. Costoro le rimproverano di non
adeguarsi alle possibilit date: Heathcliff condanna il suo tradimento della loro selvaggia affinit;
Edgar, il marito,  costernato per la sua natura ribelle, che non si addice a una moglie. In modi diversi,
la vita fantasmatica di Giselle, la suora seppellita e Catherine mostrano la scelta impossibile che era
posta alle donne, che si vedevano negata una piena esistenza corporea.
La salvezza di Lucy Snowe sta nel ricavarsi uno spazio tra la sterile vacuit della scuola e
l'oceano dell'esaurimento mentale, quando si rifugia in una caverna marina1068. Questa  una
stanzetta a casa dei Bretton, bianca e verde pallido. L, in quella casa sottomarina, d forma a una
nuova esistenza, tra la costa e i marosi, tra l'artificio della sicurezza diurna e l'incubo distruttivo. Lucy
pensa che lo specchio della sua stanza avrebbe potuto riflettere una sirena  una sirena pi sensibile
di quella di Hans Christian Andersen, che oscilla pateticamente tra le profondit e le rive dell'ordine
sociale, tra un'identit sottomarina, con la strana coda di pesce e l'innaturale figura dotata di gambe che
deve assumere per soddisfare il bisogno di amore sessuale; tra l'amore incomunicabile  la lingua
tagliata  e la finale dissoluzione nella schiuma marina. La caverna rende possibile la sopravvivenza di
Lucy, quieta in superficie, dove si posa lo sguardo pubblico, eppure abbastanza vicina a una parte
della mia esistenza che la malattia le aveva rivelato come una regione sconosciuta1069.
Charlotte Bront attrae il lettore in questa regione inesplorata, analoga alla regione immaginaria
che lei e le sorelle avevano condiviso, percorrendola nell'oscurit della sala da pranzo quando tutti gli
altri abitanti della canonica si ritiravano a dormire; quello stesso spazio che Charlotte continu a
percorrere notte dopo notte, seguendo le orme fantasmatiche di Anne ed Emily  come scopr la
signora Gaskell durante la sua visita in canonica, quando senti dalla stanza da letto il rumore dei suoi
passi. Il lettore  attirato in questo rifugio dove regna la libert di esistere e di parlare, un luogo
alternativo alla societ, dotato di proprie leggi e propri modi di essere.  curioso notare quanto questo
spazio alternativo sia presente nelle narrazioni realiste del diciannovesimo secolo, come Villette, "Il matrimonio di
Mr. Gilfil", Il mulino sulla Floss, Middlemarch e Ritratto di signora, in cui le donne cercano a fatica di
comportarsi in modo conforme alle norme sociali che hanno interiorizzato. Sembrerebbe che proprio
quando la societ esercita sulle donne una forte pressione, dalla loro esistenza si distacchi una vita
indefinibile e ombrosa che prende un corso autonomo. Questo dramma della resistenza lascia apparire
un essere ancora privo di forma. Quando Charlotte Bront parla di carattere "crescente", il participio
presente non  casuale. Intravediamo per la prima volta questo carattere in Elizabeth Hastings,
attraverso gli occhi di suo fratello, cos come l'identit di scrittrice di Charlotte era inizialmente emersa
attraverso il legame con il fratello Branwell. Da dietro una finestra, Henry Hastings osserva sua sorella
entrare e uscire da un cono d'ombra: Una figura avanz verso la finestra e torn indietro perdendosi
quasi nell'oscurit. Ancora una volta, Charlotte Bront ci invita a scrutare nell'ombra: a vedere la
signorina Hall illuminata dalla flebile luce di una candela nel dormitorio deserto; a osservare Jane Eyre
nell'angolo pi scuro del salotto di Rochester; a intravedere Lucy Snowe mentre si allontana nel
vialetto proibito per incontrare il fantasma del suo io sepolto; a vedere in Emma una ragazza
sonnambula incapace di dirci chi sia.
In quanto lettori, entriamo anche nello spazio aperto dalla tensione del rimando1070. Charlotte
Bront esplor la passione da un punto di vista inedito, non quello della conquista o del possesso, bens
quello dello svelamento di un carattere il cui mistero  tenuto in vita dalla posticipazione. Oltre i limiti
dei ruoli stantii, si apre un'immensa falda d'ombra1071: passione in quanto autenticit, logica,
acume morale e potere verbale.
Nell'ultimo capitolo di Villette, le lettere che si scambiano gli amanti sono un focolaio di
passione in crescita. Ma poi, quando il corpo dell'amato sembra disperso, la narrazione di Lucy si
arresta:  stato detto abbastanza1072, un gesto conclusivo che, ristabilendo la privacy1073, assicura
la prosecuzione di quell'amore nell'immaginazione del lettore. C', in questo finale aperto, un
trasferirsi di autrice ed eroina in un luogo non visto oltre il testo, che le fa entrare in comunione con il
lettore. Cos il desiderio pu circolare negli spazi tra le persone e nei vuoti lasciati dalla loro assenza.
Charlotte Bront raggiunge l'apice del suo genio quando suggerisce che la passione pu trovare una
forma alternativa d'espressione nell'atto di scrivere, che mantiene il desiderio eternamente vivo, in
attesa di essere soddisfatto.
All'esterno, Charlotte Bront mantenne la facciata di vittoriana modello. A Londra, prese parte
alla festa di Thackeray con aria grave e riservata; alla residenza di The Briery con i Kay-Shuttleworth e
la signora Gaskell, disse che Dio avrebbe fatto bene a privarla delle sue doti se non fosse stata in grado
di riconoscere ci che era giusto e appropriato: ovunque Charlotte affior pubblicamente in superficie,
apparve docile e mite. Ma con le sorelle e le amiche di giovent fu fiera, capace di dire la verit,
eloquente. Uno spazio in cui poter esprimere questo carattere "domestico" fu cruciale per la sua
scrittura come per quella di Anne. Per Emily la questione semplicemente non si pose. Emily
esemplific nella sua forma pi pura il detto di Samuel Johnson secondo cui il compito della poesia 
descrivere la Natura e la Passione, che sono sempre le stesse1074. Per lei, era impossibile simulare
l'adesione alle norme di condotta pubblica. Dopo il 1842, l'anno trascorso a Bruxelles, dove aveva
tenuto Charlotte sempre avvinghiata al suo fianco, non si allontan pi dalla canonica. Nel suo
cammino verso l'"infinito", schiv il mondo con fiero disprezzo. Le cose furono pi dure per Charlotte
e Anne, che intrattennero un certo rapporto col mondo. Riuscirono a farcela solo promettendosi di non
rivelare mai ci che si dicevano ogni notte mentre camminavano attorno al tavolo. Tali conversazioni
erano nascoste persino a pap, che non aveva alcuna idea dei sogni, delle ambizioni e dei rancori che si
rimestavano in quella stretta stanza.
Ci che fu decisivo, in queste vite, perlopi non ebbe a che vedere con gli eventi esterni; fu
custodito in segreto nei pensieri, come il rifiuto di Charlotte dell'idea che per garantire la salvezza
dell'anima andassero negati alcuni degli aspetti pi naturali della vita: la tenacia della passione, il
desiderio di parole, il dispiegarsi del carattere. A un certo punto, a noi ignoto, concep una nuova vita
dello spirito in grado di abbracciare la natura: il desiderio naturale, l'espressivit naturale. Nulla fu pi
buio1075, per lei, dell'innaturale morte di Emily, una riproposizione di quella di Maria. Se Maria si
era sottomessa con santa rassegnazione ai supplizi che le erano stati inflitti da bambina, Emily, una
donna adulta, alta e vigorosa, sembr invocare la morte a s, conducendo il proprio corpo verso la fine.
Durante la sua breve malattia, non volle parlare delle proprie sofferenze alle sorelle, che, ancora una
volta, non poterono far altro che starsene a guardare in un impotente silenzio. Contro questo modello,
Charlotte ne ide un altro che non opponeva il corpo allo spirito. La vita pulsava con vigore nella sua
piccola figura, tanto che proprio lei, la pi debole e gracile dei figli Bront, fu infine l'unica
sopravvissuta. A volte, l'unica consolazione per quelle esistenze brevi e crudeli sembr provenire da
una fede che negava la vita, ma la sopravvivenza di Lucy Snowe fu la risposta matura di Charlotte alle
morti delle sorelle: la natura, non la sublimit, la natura disciplinata e infusa di uno spirito temerario.
Il suo aspetto esteriore disarm i contemporanei, avvezzi al costume dell'epoca: i piccoli guanti
a manopola, il nastro di seta marrone al posto della coroncina con treccia, le sue modeste, sempre
cortesi risposte. L'integrit della sua vita privata le consent di replicare obbediente alla sentenza di
Southey, per il quale la letteratura non era un'attivit per donne. A quei tempi, non si pot permettere di
sollevare il velo  nemmeno per un attimo, nemmeno con la signora Gaskell. A quest'ultima disse che
Southey era stato gentile e ammirevole, un po' severo, ma mi ha fatto bene1076. Era un bene
affrontare la realt del sistema sociale con desolata sopportazione? O forse anche lei, dopotutto, era una
rispettabile vittoriana che accettava il suo posto in societ con tutta l'umilt di una Esther Summerson o
di una piccola Dorrit, la cui prima preoccupazione era quella di prendersi cura del padre-guardiano?
Quando una volta Branwell aveva appiccato il fuoco nella propria stanza, il primo pensiero di
Anne era stato quello di non far sapere nulla al padre per non turbarlo. Senza fare troppo rumore, aveva
chiamato Emily, che era forte abbastanza per sollevare in braccio il loro stupefatto fratello. La vita in
canonica ruotava attorno alle esigenze del signor Bront e Charlotte, che interpret il ruolo principale e
pi longevo in questo gioco delle parti, credette fosse giusto cos. L'altruismo riceveva una sanzione
assoluta da parte della religione. Non si trattava di semplice dovere; derivava dalla piet filiale e
dall'autentico interessamento per la salute e la quiete del padre. Quest'autocontrollo fu un risultato di
prim'ordine: integr ai suoi talenti la generosit di chi pensa agli altri. In questo senso, Charlotte
Bront rimane una portavoce dell'anima, oltre che una portavoce delle donne. Si potrebbe dire che
confer un'anima alla Causa che di l a poco avrebbe preso forma. Quest'anima e le sue battaglie per
preservarsi incolume dalle distorsioni dell'eccesso  la rabbia, la passione, l'obbedienza  plasmano
l'affascinante figura di Jane Eyre: una pellegrina alle prese con l'arduo cammino tra l'audacia e
l'altruismo. Nel fonderli assieme, Charlotte Bront form il proprio carattere crescente.
Fu una donna che cammin invisibile. La sua vita fu segnata dai legami che strinse con le
persone a cui rivel la propria natura, le sorelle e le amiche; ma rimase segnata, anche, dagli uomini
che non furono in grado di sostenere il suo emergere. Constantin Heger e George Smith non la fecero
soffrire perch furono incapaci di conoscerla, ma a causa delle loro promesse a met: la invitarono a
emergere in modo tanto allettante quanto parziale, e si allontanarono appena lei modul delle note che
non corrispondevano alla loro idea di decoro. Solo nei romanzi emerse pienamente; solo l convoc
uomini abbastanza avventurosi da dare il loro assenso all'emergere di una donna futura.
Cosa sarebbe diventata quella donna rimane in gestazione: la sua energia e le sue passioni
hanno compiuto un inesorabile balzo in avanti grazie alle opere di Charlotte Bront. Qual  la natura
delle donne?  la soverchiante questione che ci ha lasciato in eredit, e ogni risposta resta, oggi come
ieri, incerta  per alcuni avvolta da cupe ombre, per altri immersa in una promettente oscurit.
Fermiamoci un attimo, fermiamoci ancora: come deve essere definita la vita di una donna? Questa
domanda echeggia oltre la sua epoca, e oltre la nostra.
...
.
...
Note al capitolo 10.
...
.
...
984 Citato in Winnifrith, The Bronts and Their Background, p. 119.
985 Recensione dell'aprile 1849, Fraser's Magazine, ripubblicata in The Bronts: The
Critical Heritage, p. 271.
986 Life, p. 400; trad. it. Elizabeth Gaskell, La vita di Charlotte Bront, Milano, La Tartaruga,
p. 517.
987 "The Choice", Collected Poems of W.B. Yeats, Londra, Macmillan, 1958, p. 278; trad. it.
"La scelta", in William Butler Yeats, L'opera poetica, Milano, Mondadori, 2005, p. 719.
988 "A General Introduction for my Work", 1937, in William Butler Yeats, Selected Criticism,
a cura di A. Norman Jeffares, Londra, Macmillan, 1964, p. 255.
989 Quarant'anni pi tardi, Henry James avrebbe rifiutato il lieto fine in "The Art of Fiction"
(1884), in Henry James, Essays on Literature, American Writers, English Writers, New York, Library
of America, 1984, pp. 44-65; trad. it. in Henry James, L'arte del romanzo, Milano, Lerici, 1959.
990 George Eliot, Middlemarch, cap. XX; trad. it. in Middlemarch, Milano, Mondadori, 1995,
p. 202.
991 ABN a GS, 1 dicembre 1856, Murray Archive.
992 CB alla signorina Wooler, 12 dicembre 1853, CBL, III, p. 213.
993 La signorina Woller a EN, LFC, iv, p. 228.
994 Winifred Grin, Charlotte Bront: The Evolution of Genius, Oxford University Press, 1967,
condivide l'opinione di EG citando le lettere alla signorina Wooler come le migliori.
995 EG a GS, EGL, 322: p. 424.
996 Da When thou sleepest (1837), scritta quando CB era insegnante a Roe Head, CBP, pp.
207-208. Copiata da ABN e spedita a GS il 4 aprile 1861. Pubblicata nel Cornhill Magazine (agosto
1861), subito dopo la morte di PB; trad. it. Quando dormi cullata dalla notte in Anne, Charlotte, Emily
Bront, Poesie, Milano, Mondadori, 2004, pp. 398-401.
997 ABN a GS, 4 aprile 1861 e 25 giugno 1861. Murray Archive.
998 EN a EG, luglio 1856, LFC, iv, p. 204, e EN a Clement Shorter, aprile 1895, Brotherton.
999 EN a Clement Shorter, aprile 1895, Brotherton.
1000 Il numero consegnato a EG, Jenny Uglow, Elizabeth Gaskell: A Habit of Stories, Londra,
Faber, 1993, p. 395.
1001 ABN a EN, 24 luglio 1855, Brotherton. LFC, iv, p. 191.
1002 ABN a GS, 3 dicembre 1856. Murray Archive.
1003 EG a GS, 6 dicembre 1856, EGL, 320: p. 422.
1004 EG a GS, 11 dicembre 1856, EGL, 322: p. 425.
1005 EN a Clement Shorter, aprile 1895, Brotherton.
1006 3 novembre 1876, Berg.
1007 EN a GS, 27 febbraio 1869, Brotherton. LFC, iv, p. 256.
1008 EN la conserv fino al 31 gennaio 1896. La ciocca fu intrecciata nell'ottobre 1898. Ora 
in BL. Egerton MS. 3268B.
1009 EN a Thomas Wise, 18 novembre 1892, Brotherton. In una lettera di EN a EG, 26 luglio
1855, LFC, iv, p. 193, EN dice: Ho distrutto solo una piccola parte della corrispondenza. Poich
questa dichiarazione  stata fatta in prossimit dell'evento, suppongo che sia pi attendibile di quanto
disse in seguito a Clement Shorter, nell'aprile del 1895, ovvero che ne aveva distrutta una gran parte.
1010 Le lettere olografe di EN indirizzate a Sir Wemyss Reid sono in Berg.
1011 Sulle contraffazioni di Wise vedi Richard D. Altick in The Scholar Adventurers, New
York, 1950, pp. 37-64, e anche "T. J. Wise and the Bronts" in Winnifrith, op. cit., appendice A, pp.
195-201. Uno degli espedienti di Wise fu quello di fare false promesse a ABN ed EN, dicendo loro che
le lettere di CB sarebbero andate al South Kensington Museum. Vedi supra, cap. 3, il suggerimento di
Melodie Monahan che potrebbe esser stato Thomas Wise a separare i fogli di Ashworth cos da poter
effettuare due vendite invece che una.
1012 CB a EN, 20 ottobre, 31 ottobre, 7 novembre 1854, CBL, III, p. 295, p. 296. Vedi anche
pp. 298-299.
1013 ABN mand a GS la trascrizione delle poesie di CB e EB per farle pubblicare, come
ricordato sopra.
1014 EN a GS, 19 gennaio 1869. Murray Archive.
1015 Inizialmente sollev la questione con GS attorno al 1860 e ottenne una risposta, alla fine,
attraverso Clement Shorter tre decenni pi tardi. ABN a Shorter, 26 aprile 1895, Brotherton.
1016 ABN a Shorter, 26 aprile 1895, Brotherton.
1017 Vedi supra cap. 5.
1018 ABN a Shorter, 18 giugno 1895, Brotherton.
1019 Carte di EN, Brotherton. Le lettere di EN a GS sono anche nell'archivio Murray.
1020 Le lettere di GS a EN si trovano tra le carte di EN, Brotherton.
1021 GSR, I, cap. 13, e II, cap. 24. I dettagli si trovano in Jennifer Glynn, Prince of Publishers:
A Biography of George Smith, Londra, Allison & Busby, 1986.
1022 GSR, II, cap. 24.
1023 PB a EG, 27 agosto 1855, LFC, iv, pp. 194-195.
1024 HM, necrologio per CB, Daily News (aprile 1855).
1025 In italiano nel testo, N.d.T.
1026 MT a EN, 19 aprile 1856, Berg. LFC, iv, pp. 198-200.
1027 Ibid.
1028 CB a EN, 13 settembre 1846, da Manchester, mentre PB veniva operato. CBL, I, p. 497.
1029 MT a EN, 4-8 gennaio 1857. Berg. Stevens, MT, p. 131.
1030 MT a CB, aprile 1852, LFC, III, p. 329.
1031 Miss Miles, III. Questo significativo passaggio  stato citato da Rebecca Fraser, Charlotte
Bront, Londra, Methuen, 1988 pp. 174-175.
1032 PB a EG, 2 aprile 1857, Murray Archive. LFC, iv, p. 221.
1033 Un pratico sommario delle recensioni ostili si trova nel capitolo sul moralismo dei
recensori in Winnifrith, op. cit.
1034 Kingsley a EB, 14 maggio 1857, LFC, iv, pp. 222-223.
1035 A EN, 11 ottobre 1854, CBL, iii, p. 29.
1036 EG a Tottie Fox, 20 dicembre 1852, LFC, iv, p. 31.
1037 CB a EG, 1 giugno 1853, CBL, iii, p. 172.
1038 18 luglio 1853, CBL, iii, p. 187.
1039 Life, p. 374; trad. it. p. 517.
1040 WMT, "The Last Sketch", nel primo numero del Cornhill Magazine, aprile 1860. ABN
prepar una bella copia di Emma per la pubblicazione.
1041 EG a EN, 3 Nov. 1855, EGL, 271a: p. 874.
1042 Jane Miller, Women Writing About Men, Londra, Virago, 1986, p. 99.
1043 EG a GS, EGL, pp. 347-348, citata da Uglow, op. cit., p. 391.
1044 EG a un amico 1853, LFC, iv, 90.
1045 Uglow, op. cit., p. 403. Il manoscritto si trovava nella biblioteca della John Rylands
University, Manchester.
1046 EG a GS, EGL, p. 326: p. 430.
1047 Life, p. 337; trad. it. cit., p. 430.
1048 Un biglietto senza destinatario, probabilmente indirizzato a EG mentre stava scrivendo la
Vita. Murray Archive.
1049 Vedi l'introduzione di Herbert Rosengarten a Il professore.
1050 EG a Emily Shaen, 7 e 8 settembre 1856, EGL, p. 410.
1051 EG a GS, 2 ottobre 1856, EGL, p. 417.
1052 Quest'osservazione assai sottile  di Uglow, op. cit., p. 391.
1053 Citata ibid.
1054 CH a EN, LFC, iv, pp. 247-251.
1055 Grin, op. cit., p. 313, parla del periodo a Bruxelles come di un'infelice avventura di
CB.
1056 CB a EN, 17 agosto 1851, CBL, II, p. 682.
1057 John Richmond, vedi supra cap. 7.
1058 Cassandra (ripubblicato Londra, Virago, 1979), pp. 407-408.
1059 J.S. Mill, vedi sopra cap. 2.
1060 I suoi libri sono nella Houghton Library, Harvard University.
1061 L'apertura del suo "io"  stata notata da Archibald MacLeish, citata in Cynthia Griffin
Wolff, Emily Dickinson, Reading, Massachusetts, Addison-Wesley, 1988, p. 163 (nella sezione sulla
voce della poetessa).
1062 "George Sand", Galaxy, luglio 1877, ripubblicato in Henry James, Literary Criticism:
French Writers..., New York, Library of America, 1984, p. 724.
1063 Identificato da Grin, op. cit., p. 209.
1064 Commissionato da un deputato per un alto prezzo, fu venduto nel 1882 da Christie's per
6,615  (un asta record all'epoca) al signor Holloway. Il quadro  ora nella collezione Royal Holloway
and Bedford New College, Egham, Surrey.
1065 Kathleen Tillotson adduce delle prove in Novels of the Eighteen-Forties, Oxford
University Press, p. 57: Tra i molti esempi ne scelgo uno: Elizabeth Malleson (signora di vedute
progressiste e amica di George Eliot) lesse Jane Eyre a voce alta ai suoi figli negli anni Ottanta
dell'Ottocento, "omettendo completamente la moglie matta di Rochester, e in modo cos abile che non
ci accorgemmo di alcuna incongruenza nella trama!".
1066 "Thoughts Upon Social Success" (1903), A Passionate Apprentice, a cura di Mitchell A.
Leaska, Londra, Hogarth; New York, Harcourt, 1990, pp. 167-169. Virginia Woolf era allora Virginia
Stephen.
1067 I tie my Hat..., circa 1862, The Complete Poems of Emily Dickinson, 443, Londra, Faber,
1970; ristampa 1975, pp. 212-213; trad. it. Mi lego il cappello  ripiego lo scialle in Emily Dickinson,
Tutte le poesie, Milano, Mondadori, 1997, pp. 487-489.
1068 V, p. 245.
1069 Ivi, p. 244.
1070 Devo questo a Linda Brandon.
1071 La frase  tratta da Michel Foucault sul rapporto tra il desiderio e il discorso nell'"et
classica": The Order of Things: An Archeology of the Human Sciences, Londra, Tavistock Publications,
1970, p. 211; trad. it. in Michel Foucault, Le parole e le cose. Un'archeologia delle scienze umane,
Milano, Rizzoli, 1967, p. 231.
1072 V, p. 633.
1073 Anche questa e la successiva riflessione le devo a Linda Brandon.
1074 The History of Rasselas (1759), cap. 10. (Rasselas  il libro letto da Helen Burns in Jane
Eyre); trad. it. Storia di Rasselas principe di Abissinia, Palermo, Sellerio Editore, 1994.
1075 CB a EN, 19 dicembre 1848, scrivendo, prima che EB morisse, nello stesso giorno della
sua morte, CBL, ii, 154; trad. it in Lettere, cit. p. 128: Non ho mai vissuto momenti bui come questi.
1076 In una conversazione con EG, vedi cap. 3 sopra.
...
....
Note.
.
Le principali fonti d'archivio e pubblicazioni sono abbreviate come riportato nella lista qui
sotto. Altrimenti, il riferimento completo  fornito nella prima citazione di un'opera o di una fonte; in
tutte le altre occorrenze appare in forma abbreviata.
...
.
...
Abbreviazioni.
.
AB: Anne Bront.
ABN: Arthur Bell Nicholls, curato di Haworth, in seguito marito di CB.
Berg: Berg Collection, New York Public Library.
BL: British Library.
Bon: Bonnell Collection, Bront Parsonage Museum.
BPM: Bront Parsonage Museum.
Brotherton: Brotherton Collection, University of Leeds.
BST: Bront Society Transactions.
CB: Charlotte Bront.
CBEW: The Early Writings of Charlotte Bront, 2 voll., a cura di Christine Alexander, Oxford,
Blackwell, 1987-1991.
CBL: The Letters of Charlotte Bront with a selection of letters by family and friends, 3 voll., a
cura di Margaret Smith, Oxford, Clarendon Press, 1995-2004.
CBP: The Poems of Charlotte Bront, a cura di T. J. Winnifrith, Oxford, Blackwell, 1984.
CH: Constantin Heger, insegnante di CB a Bruxelles.
EB: Emily Jane Bront.
EG: Elizabeth Gaskell, collega scrittrice e biografa di CB.
EGL: The Letters of Mrs Gaskell, a cura di J.A.V. Chapple e Arthur Pollard, Manchester,
University Press, 1966.
EN: Ellen Nussey, amica di una vita e corrispondente di CB.
Essays: Charlotte ed Emily Bront, The Belgian Essays, tradotti e curati da Sue Lonoff, New
Haven, Yale University Press, 1996.
GHL: George Henry Lewis, critico; in seguito, compagno di George Eliot.
GS: George Smith, editore di CB.
GSR: George Smith, Recollections of a Long and Busy Life, 2 voll., The National Library of
Scotland, MSS 23191-2.
HM: Harriet Martineau, scrittrice.
JE: Jane Eyre: An Autobiography, a cura di Margaret Smith, 1847; ristampa Oxford, Clarendon
Press, 1974. Anche in World's Classics paperback (senza appendici). Versione italiana: Jane Eyre,
Milano, Mondadori, 1996.
JT: James Taylor, direttore editoriale alla Smith, Elder, and Co.; ammiratore di CB.
LFC: The Bronts: Their Lives, Friendships and Correspondence, 4 voll., a cura di Thomas J.
Wise e J. Alexander Symington, Oxford, Blackwell, 1933, ristampa 1980. L'edizione presenta
inaccuratezze e omissioni ma per molti lettori (a partire da Virginia Wolf) forn un'ampiamente
leggibile collezione di documenti primari comodamente raggruppati insieme.
Life: Elizabeth Gaskell, The Life of Charlotte Bront, introduzione di Winifred Grin, 1857;
ristampa Londra, Dent/Everyman, 1971. Questa  la prima edizione in versione integrale ma senza le
aggiunte della terza edizione.
MT: Mary Taylor, amica stretta e corrispondente di CB.
PBB: Patrick Branwell Bront.
PB: Il reverendo Patrick Bront.
PML: Pierpont Morgan Library, New York.
RHJ: "Roe Head Journal", una raccolta di frammenti (1835-38) in BPM e PML, pubblicato alla
fine di Tales of Angria, a cura di Heather Glen, Londra, Penguin Classics, 2006.
S-G: The Seton-Gordon Collection, BPM e John Murray Archives.
Sh: Shirley, a cura di Herbert Rosengarten e Margaret Smith, 1849; ristampa Oxford, Clarendon
Press, 1979. Anche in World's Classics paperback (senza appendici). Edizione italiana: Shirley,
Milano, Mondadori, 1995.
V: Villette, a cura di Herbert Rosengarten e Margaret Smith, 1853; ristampa Oxford, Clarendon
Press, 1984. Anche in World's Classics paperback (senza appendici). Edizione italiana: Villette, Roma,
Fazi Editore, 2014.
WMT: William Makepeace Thackeray.
WSW: William Smith Williams, lettore alla Smith, Elder and Co. e primo sostenitore di CB.
...
.
...
Avvertenza.
.
Ho fatto riferimento ai romanzi delle Bront nelle edizioni ampiamente accessibili di World's
Classics, basate sulle edizioni accademiche Clarendon. Dove necessario, ho impiegato le edizioni
Clarendon, per le loro utili appendici e per disporre di maggiori dettagli sul manoscritto di Emma.
Charlotte Bront  stata una delle maggiori scrittrici di lingua inglese, al pari di Jane Carlyle,
Virginia Woolf, Olive Schreiner, Flannery O'Connor, e altre (cito in particolare le ultime due perch
furono spesso isolate, come Charlotte Bront, lontane dai loro amici, nel loro caso per ragioni di salute,
e come Charlotte impiegarono le lettere per parlare di se stesse e della propria esperienza). Allo stesso
tempo ho sostenuto che le lettere di Charlotte Bront, in quanto genere, siano singolarmente connesse
alla scrittura dei suoi romanzi. La rigorosa edizione Clarendon delle lettere di Charlotte Bront, ricca di
note e suddivisa in tre volumi, ha rimpiazzato The Bronts: Their Lives, Friendships and
Correspondence, i-iv, a cura di Thomas J. Wise e J. Alexander Symington (Oxford, Blackwell, 1933,
ripubblicato nel 1980). Quest'ultima opera  una raccolta cronologica e di facile lettura delle lettere e
dei materiali originali dei Bront, ma l'edizione  spesso inaccurata e incompleta in molte sue parti. Nel
1933 sono state ritrovate circa 120 lettere di Charlotte Bront; alcune tra le pi belle sono conservate
nel Bront Parsonage Museum, le migliori delle quali sono citate in questo libro. Ho raffrontato molte
delle lettere pubblicate con i manoscritti e ho fornito i riferimenti bibliografici nelle note.
Per tutti i dettagli sui manoscritti di Charlotte Bront, vedi Christine Alexander, A Bibliography
of the Manuscripts of CB (Bront Society in collaborazione con Meckler Publishing, Connecticut,
1982).
...
.
...
Bibliografia.
.
Fonti Primarie
Arnold, Matthew, The Letters of Matthew Arnold 184888, a cura di George W. E. Russell,
Londra, Macmillan, 1895.
, The Letters of Matthew Arnold to Arthur Clough, a cura di Howard Foster Lowry, Oxford
University Press, 1932.
Bewick, Thomas, A History of British Birds, I-II, 1797, 1804.
Bront, Tales of Angria, a cura di Heather Glen, Londra, Penguin Classics, 2006, include anche
i tardi juvenilia: "Mina Laury", "Stancliffe's Hotel", "The Duke of Zamorna", "Henry Hastings",
"Caroline Vernon" e "The Roe Head Journal Fragments". [Di questi  tradotta in italiano solo la
novella "Henry Hastings": Bront, Charlotte, Henry Hastings, Caivano, Albus, 2009].
, The Art of the Bronts, a cura di Christine Alexander e Jane Sellars, Cambridge, Cambridge
University Press, 1995.
, The Bront Letters, a cura di Muriel Spark, Londra e Basingstoke, Macmillan, 1966. Una
selezione simile a un romanzo, che prova la sensibilit di Spark per la vita creativa delle sorelle. [Una
selezione delle lettere delle sorelle Bront  reperibile in italiano in: Bront, Charlotte, Emily e Anne,
Lettere, traduzione di Susanna Basso, Milano, Se, 2002; Bront, Emily, Charlotte e Anne, Lettere
inedite, traduzione di Erminia Passannanti, Salerno, Ripostes, 2000; Bront, Charlotte, Emily, Anne,
Un cos forte desiderio di ali: lettere 1829-1855, traduzione di Franca Gollini, Ferrara, Luciana Tufani,
1997].
Bront, Selected Poems, a cura di Juliet R. V. Barker, Londra, Dent, 1985; ripubblicato 1993.
Utile apparato di note. [Bront, Anne, Charlotte, Emily, Poesie, traduzione di Silvio Raffo e Anna
Luisa Zazo, Milano, Mondadori, 2004.]
Bront, Anne, The Poems of Anne Bront, a cura di Edward Chitham, Londra, Macmillan,
1979.
, disegno "Woman gazing out to sea" ["Donna che scruta il mare all'orizzonte"], BPM.
Bront, Charlotte, "Roe Head Journal", Bon 98, BPM. Due frammenti aggiuntivi, "Well here I
am at Roe Head" e "Now as I have a little bit of time" si trovano nella Pierpont Morgan Library, New
York (MA 2696).
, scritti giovanili e lettere ai membri della famiglia Bront, Ellen Nussey, William Smith
Williams, e George Smith (vedi S-G 31, 56, 83, 88, 92; BS 87), BPM. Vedi anche CB alla signora
Smith, BPM. S-G 86. Le copie di dodici delle lettere pi interessanti di CB a Ellen Nussey (ad esempio
quella in cui racconta la discussione di due ore con Thackeray durante la quale gli parl dei suoi difetti)
si trovano negli archivi John Murray, possibilmente utilizzate in origine per la Vita della signora
Gaskell.
, lettere a Monsieur Heger in BL (Add MS 38,732 A-D), cos come molti dei devoir e, in
quanto parte del fondo Smith, le belle copie di Jane Eyre (Add MS 434746), Shirley (Add MS
434779), e Villette (Add MS 434802), quest'ultimo con tagli e correzioni degni di nota. Un devoir
particolarmente significativo, l'ultimo che CB scrisse per M. Heger,  conservato in Berg; gli altri si
trovano in BPM e Brotherton.
, i devoir sono stati raccolti (con quelli di EB) e tradotti in The Belgian Essays, a cura di Sue
Lonoff, New Haven, Yale University Press, 1996. "La Justice Humaine" fornisce un curioso parallelo
con lo sprezzante devoir che il personaggio Lucy Snowe scrive, su quello stesso tema, in Villette. I
seguenti sono interessanti come testimonianza dei progressi raggiunti nella scrittura da CB e delle sue
comunicazioni con Monsieur Heger: "Athnes Sauve par la Posie"; "La Mort de Napolon"; "La
Mort de Mose"; "La Chute des Feuilles"; e "Lettre d'un pauvre Peintre  un grand Seigneur".
, quaderno di appunti di tedesco, utilizzato al ritorno da Bruxelles (1844-45) per gli appunti
di scrittura, in BPM.
, lettere alla signorina Wooler, parte del fondo Allbut, Fitzwilliam Museum, Cambridge.
, lettere alla signora Gaskell, Manchester University Library.
, The Letters of Charlotte Bront, a cura di Margaret Smith, I-III, Oxford, Clarendon Press,
1995-2004. L'edizione riproduce tutte le lettere manoscritte.
, lettera di CB a WSW, sul mestiere di istitutrice (22 agosto 1850), trascritta da Polly Salter in
"Exciting Recent Acquisitions at the Bront Parsonage Museum", Bront Studies, n. 32, luglio 2007.
, Five Novelettes, a cura di Winifred Grin, Londra, Folio Press, 1971.
, Ashworth (romanzo incompiuto), trascritto da Melodie Monahan, Studies in Philology, p
LXXX, n. 4, autunno 1983.
, The Poems of Charlotte Bront, a cura di T. J. Winnifrith, Oxford, Blackwell, 1984.
, I had the pleasure of knowing Mr Crimsworth very well, bozza della prefazione a The
Professor, BPM Bonnell 109.
, Emma, manoscritto conservato nella Taylor Collection, Princeton. Appendice all'edizione
World's Classics di The Professor.
, lettera a Mary Dixon, 1843, Bruxelles, Berg.
, lettera alla signora Gaskell, 26 aprile 1854, John Rylands University Library; lettera alla
signora Gaskell, 30 settembre 1854, Manchester University Library.
, lettera a Hartley Coleridge, maggio 1840?, Coleridge Collection, University of Texas.
, lettera a William Smith Williams, 26 ottobre 1852, Bodleian Library MS. Eng. letters e. 30.
, lettera a Lucy Holland, BPM. BS 89.2.
, lettera alla signora Smith (madre di GS), BPM. S-G 86.
, lettere a George Henry Lewes, BL. Add MS 39763.
, lettera al signor Ingham (chirurgo) sulla malattia di Tabby, dicembre 1854, BPM. BS 98.
, An Edition of the Early Writings of Charlotte Bront, I-II, a cura di Christine Alexander,
Oxford, Blackwell, 1987-1991.
, Miscellaneous and Unpublished Writings of Charlotte and P.B. Bront, II, a cura di James
Wise e John Alexander Symington, Oxford, Blackwell, Shakespeare Head Press, 1938. Questa raccolta
 inaccurata ed  stata messa insieme approssimativamente, uno dei molti risultati dell'abuso dei
manoscritti Bront da parte di editori e curatori.
, The Twelve Adventurers and Other Stories, Londra, Hodder, 1925.
, The Juvenilia of Jane Austen and CB, a cura di Francis Beer, Harmondsworth, Penguin,
1986.
, "Long My Anxious Ear Hath Listened", in Latest Gleanings, a cura di Clement Shorter,
Londra, 1918. La copia della poesia si trova in Berg.
, frammento su Miss West, BPM. Bon. 113/6-7.
, libretti (scritti giovanili), regalati da CB a M. Heger, BL. Add MS 34, 255.
, "John Henry", primo frammento scartato del romanzo che sarebbe in seguito diventato
Shirley, Appendice D dell'edizione Clarendon di Shirley, pp. 805-835.
, primi frammenti del romanzo che sarebbe in seguito diventato Villette, BPM. Bon 124-1,
124-2, 125-2, 125-3. Vedi l'edizione Clarendon di Villette, Appendice I, pp. 753-764.
, The Story of Willie Ellin, BST, 1936, pp. 3-22.
, ciocca di capelli, BL. Egerton MS 3268B.
Bront, Emily, The Complete Poems, a cura di Janet Gezari, Harmondsworth, Penguin, 1992.
[Bront, Emily, Poesie / opera completa, a cura di Anna Luisa Zazo, Milano, Mondadori, 2002].
, The Poems of Emily Bront, a cura di Derek Roper con Edward Chitham, Oxford, Oxford
University Press, 1995.
Bront, Maria (madre), "The Advantages of Poverty in Religious Concerns" e le lettere al
fidanzato in LFC, I.
Bront, Patrick, otto lettere a George Smith, 1950-57, e tre lettere alla signora Gaskell, archivio
John Murray. Un'altra lettera alla signora Gaskell, 24 luglio 1855, John Rylands University Library,
Manchester. Le lettere a CB, dicembre 1852  gennaio 1853, che CB sped alla signora Gaskell si
trovano in BST 63: 3, 199 (1953).
, Brontana: The Rev. Patrick Bront's Collected Works, a cura di J. Horsfall Turner,
Bingley, T. Harrison & Sons, 1898.
, Two Sermons Preached in the Church of Haworth [il sermone del 12 settembre 1824  su
"Il terremoto e la straordinaria eruzione di fango che ha avuto luogo dieci giorni fa nelle brughiere", e
l'altro  il sermone tenuto per il funerale del reverendo William Weightman, 2 ottobre 1842], Haworth,
R. Brown, 1885. Una copia si trova in Bodleian Library, Oxford.
, "On Conversion", The Pastoral Visitor, febbraio - ottobre 1815, BPM Bonnell 262.
Bront, Patrick Branwell, Poems, a cura di Tom Winnifrith, Oxford, Blackwell, 1983.
, Brother in the Shadow: Stories & Sketches by Branwell Bront, ricerche e trascrizioni Mary
Butterfield, a cura di R. J. Duckett, Bradford Libraries and Information Service, 1988.
, The Works of Patrick Branwell Bront, I-III, a cura di Victor A. Neufeldt, Londra,
Routledge, 1997-99.
Byron, George Gordon, The Complete Poetical Works, a cura di Jerome J. McGann, Oxford,
1980-1993. [Byron, George Gordon, Opere complete, I-V, Torino, Unione tipografico-editrice,
1914-1916].
Croxall, Samuel, Aesop's Fables (1825).
Eliot, George (Marian Evans), The George Eliot Letters, i. a cura di G.S. Haight, Oxford
University Press, New Haven, Yale, 1954.
, Mr Gilfil's Love-Story', Scenes of Clerical Life, 1857, ripubblicato Harmondsworth,
Penguin, 1985, a cura di David Lodge. [Eliot, George, Il matrimonio di mr. Gilfil; Il pentimento di
Giannina, Milano, A. Vallardi, 1922].
Gaskell, Elizabeth, The Letters of Mrs Gaskell, a cura di J. A. V. Chapple e Arthur Pollard,
Manchester University Press, 1966.
, The Life of Charlotte Bront, introduzione di Winifred Grin, 1857; ripubblicato Londra,
Dent Everyman, 1971. Questa  la prima e incensurata edizione; il suo manoscritto  conservato nella
John Rylands University Library di Manchester. [Gaskell, Elizabeth, La vita di Charlotte Bront,
traduzione di Simone Buffa di Castelferro, Milano, La Tartaruga, 1987].
, Mary Barton, 1848; ristampato Londra, Dent Everyman, 1961. [Gaskell, Elizabeth, Mary
Barton: racconto di vita a Manchester, traduzione di Fedora Dei, Milano, Mondadori, 1997].
, Ruth, 1853; ripubblicato Londra, Dent Everyman, 1967. [Gaskell, Elizabeth, Ruth,
traduzione di Federico Lopiparo e Valentina Piovani, Roma, Editori Riuniti, 2011].
Goldsmith, Revd J., Grammar of General Geography, 1823. La copia dei Bront  in BPM.
Graham, Thomas John, Modern Domestic Medicine, 1826. La copia dei Bront  in BPM.
Grundy, Francis H., Pictures of the Past, Londra, Griffith & Farren, 1879. Carte della famiglia
Heaton, Keighley Reference Library, West Yorkshire.
Huxley, Leonard, The House of Smith Elder, Londra, 1923. Pubblicazione privata. Una copia 
conservata nell'archivio John Murray. Vedi capitolo 7 su CB e William Smith Williams.
 Kempis, Thomas, The Imitation of Christ, edizione ridotta da John Wesley, 1803. La copia di
CB, ereditata da sua madre, si trova in BPM. [Imitazione di Cristo, Milano, Rizzoli, 1974].
Leyland, Francis A., The Bront Family with Special Reference to Patrick Branwell Bront,
I-II, Londra, Hurst & Blackett, 1886.
Macdonald, Frederika (allieva al Pensionato Heger), lettera al dottor Nicoll, 26 febbraio 1894,
Brotherton.
, "The Bronts at Brussels", in Woman at Home, luglio 1894, p. 279-291. Una copia 
nella raccolta di ritagli di giornale dei Bront, Keighley Reference Library.
Martineau, Harriet, Deerbrook, 1839; ripubblicato Londra, Virago, 1983.
, Autobiography, I-II, 1877; ripubblicato Londra, Virago, 1983.
Martyn, Henry, due lettere agli associati di Wilberforce su Patrick Bront, gennaio-febbraio
1804 circa, Bodleian Library. MSS. Wilberforce d. 14.
Mill, J. S. e Taylor, Harriet, Essays on Sex Equality, a cura di Alice S. Rossi, University of
Chicago Press, 1970. [Mill, J. S. e Taylor, Harriet, Sull'uguaglianza e l'emancipazione femminile,
traduzione di Massimo Reichlin, Torino, Einaudi, 2001].
Morel, Sir Charles, Tales of the Genii, Londra, 1764.
Needham e Taylor, carte di famiglia, BPM. Restituiscono in parte il contesto sociale in cui
vissero i Bront (con un ringraziamento ad Audrey W. Hall per le sue indicazioni).
Nicholls, Arthur Bell, trentatr lettere a George Smith, 21 agosto 1856  25 giugno 1861, e una
lettera del 1896, archivio John Murray. Le lettere a Ellen Nussey e C.K. Shorter sono in Brotherton. I
suoi libri sono conservati in BPM.
Nightingale, Florence, Cassandra, scritto nel 1852, stampato privatamente in forma rivista nel
1859, ripubblicato in appendice a Ray Strachey, The Cause: A Short History of the Women's Movement
in Great Britain, 1928; ripubblicato Londra, Virago, 1979, pp. 395-418. [Nightingale, Florence,
Cassandra, Torino, Edizioni medico scientifiche, 2010].
Nussey, Ellen, quattro memoriali separati conservati in LFC: I, p. 92-100 (prime impressioni su
CB a scuola, 1831); I, p. 112-13 (prima visita in canonica, 1833); II, p. 231-232 (ricordi di Mary
Taylor); e II, p. 333-336 (ultimi giorni e morte di Anne Bront). CBL, appendice ai volumi I e II.
, lettere a Elizabeth Gaskell e venti lettere a George Smith, 1857-89, oltre alle copie di due
lettere inviatele da GS, tutto nell'archivio John Murray.
, lettere a Sir T. Wemyss Reid e ulteriori memorie olografe dei Bront (non pubblicate in
LFC), conservate in Berg.
, lettere a George Smith, 1857-78, ad A. B. Nicholls, Clement Shorter, e Thomas Wise,
conservate tra le Carte di Ellen Nussey, Brotherton.
, The Story of the Bronts: Their Home, Haunts, Friends and Work. Part Second 
Charlotte's Letters, Bingley, pubblicata per J. Horsfall Turner, 1885-89. Edizione soppressa.
, diario manoscritto, 1849. BPM.
Nussey, Henry, diario, BL. Egerton MS 3268A.
Oliphant, Margaret, Annals of a Publishing House, I-II, Edimburgo, Blackwood, 1897.
Radcliffe, Ann, The Italian, 1797; ripubblicato Oxford, World's Classics, 1981. [Radcliffe,
Ann, L'italiano, ovvero il confessionale dei penitenti neri, traduzione di Alessandro Gallenzi, Milano,
Mondadori, 2011].
Richmond, John, lettera a Reginald Smith, in cui riporta le impressioni di suo padre su CB,
BPM. S-G 102.
Sand, George (Amandine Dupin, Baronessa Dudevant), Consuelo, Londra, Parlour Library,
1847. [Sand, George, Consuelo, I-II, traduzione di Michele Lessona, Torino, Utet, 1966].
, Letters of a Traveller in The Works of George Sand, VI, tradotto da Eliza A. Ashurst, a cura
di Matilda M. Hays, Londra, 1847.
Scott, Sir Walter. CB ha letto la maggior parte dei suoi scritti, ma tende ad ammirare l'opera nel
suo complesso piuttosto che citare singoli lavori.
Seton-Gordon Collection: Lettere di CB a George Smith in BPM; le lettere di Patrick Bront e
A. B. Nicholls a George Smith, archivio John Murray.
Shaen, Margaret J., a cura di, Memorials of Two Sisters: Susanna and Catherine Winkworth,
Londra, Longmans, 1908.
Smith, George Murray, "Recollections of a Long and Busy Life", due volumi, archivi Smith
Elder, The National Library of Scotland MSS 231912. Una versione rivista del suo capitolo su CB 
stata stampata nel Cornhill Magazine, dicembre 1900, ripubblicato George Smith, A Memoir With
Some Pages of Autobiography, Londra, 1902. Quest'ultima (che include i ricordi Leslie Stephen e
Sydney Lee)  stata stampata in seguito alla morte di GS per diffusione privata. Alcune copie si trovano
in BPM, archivio John Murray, e Bodleian Library, Oxford.
, lettere a Ellen Nussey, Carte di Ellen Nussey, Brotherton.
Smith, Elizabeth Murray (moglie di GS), lettera a Sydney Lee, 29 ottobre 1901, Bodleian
Library. MS Eng. misc. d. 180.
Taylor, Mary, alcune lettere a CB ed Ellen Nussey in Berg. Lettera a CB, aprile 1850, BPM.
, Mary Taylor, Friend of Charlotte Bront: Letters from New Zealand and elsewhere, a cura
di Joan Stevens, Oxford University Press e Auckland University Press, 1972. Vedere in particolare
l'appendice B per i ricordi di MT su CB. Vedere l'appendice E per l'unica lettera sopravvissuta di CB a
MT, il dettagliato e umoristico resoconto del suo primo incontro con George Smith. Le scrupolose
trascrizioni rendono questo volume sempre preferibile a LFC.
, The First Duty of Women, Londra, Emily Faithfull, 1870. Articoli raccolti dal Victoria
Magazine, 1865-70.
, Miss Miles, or A Tale of Yorkshire Life Sixty Years Ago, 1890; ripubblicato Oxford
University Press, 1990.
Tennyson, Alfred, Lord, "The Lady of Shalott" (1832, rivista nel 1842) e "Wages" (1868), The
Poems of Tennyson, a cura di Christopher Ricks, Londra, Longmans, 1969; New York, Norton, 1972.
Thackeray, W. M., Letters and Private Papers, a cura di Gordon N. Ray, Oxford University
Press e Harvard University Press, 1945.
, "The Last Sketch", Cornhill Magazine, aprile 1860.
Wollstonecraft, Mary, Works, a cura di Janet Todd and Marilyn Butler, Londra, Pickering,
1989. [Wollstonecraft, Mary, Sui diritti delle donne : una rivendicazione dei diritti della donna con
osservazioni di carattere politico e morale, Milano, Rizzoli, 2008].
Fonti secondarie
Alexander, Christine, The Early Writings of Charlotte Bront, Oxford, Blackwell, 1983.
 e Smith, Margaret, a cura di, The Oxford Companion to the Bronts, Oxford, Oxford
University Press, 2003.
, "Autobiography and juvenilia: the fractured self in Charlotte Bront's early manuscripts", in
Alexander, Christine, e McMaster, Juliet, a cura di, The Child Writer from Austen to Woolf, Cambridge,
Cambridge University Press, 2005.
Allott, Miriam, a cura di, The Bronts: The Critical Heritage, Londra, Routledge, 1974.
Ashton, Rosemary, G. H. Lewes: A Life, Oxford, Clarendon, 1991.
Avery, Gillian, The Best Type of Girl: A History of Girls' Independent Schools, Londra, Andre?
Deutsch, 1991.
Barker, Juliet R. V., The Bronts, Londra, Weidenfeld & Nicolson, 1994.
Barnard, Robert e Louise, A Bront Encyclopaedia, Oxford, Blackwell, 2007.
Boumelha, Penny, Charlotte Bront, Hemel Hempstead, Harvester, 1990.
Bront Society Transactions e Bront Studies: The Journal of the Bront Society.
Brookfield, Charles e Frances, Mrs Brookfield and her Circle, II, Londra, Pitman and Sons,
1905.
Brookland, Victoria, mostra di quadri, BPM.
Chitham, Edward, The Bronts' Irish Background, Londra, Macmillan, 1986.
 e Winnifrith, Tom, Bront Facts and Bront Problems, Londra, Macmillan, 1983.
 e Winnifrith, Tom, Charlotte and Emily Bront, Londra, Macmillan, 1989.
, A Life of Anne Bront, Oxford, Blackwell 1991.
, A Life of Emily Bront, Oxford, Blackwell, 1987.
Clarke, Norma, Ambitious Heights: Writing, Friendship, Love: The Jewsbury Sisters, Felicia
Hemans, and Jane Carlyle, Londra, Routledge, 1990.
Cockshut, A. O. J., Truth to Life: The Art of Biography in the Nineteenth Century, Londra,
Collins, 1974.
Cross, J. W., George Eliot's Life, Edinburgo, Blackwood, 1885.
Crowe, Angela, Miss Branwell's Companion, Alethia Publications, 2007.
Davenport-Hines, Richard, "Necessary Precautions", Nature, 21 febbraio 1991, n. 661.
Davidoff, Leonore e Hall, Catherine, Family Fortunes: Men and Women of the English Middle
Class, 1780-1850, Londra, Hutchinson, 1987.
Davies, Stevie, Emily Bront, Hemel Hempstead, Hertfordshire, Harvester; New York, Simon
and Schuster, 1988.
, Emily Bront: The Artist as a Free Woman, Manchester, Carcanet Press, 1983.
, Emily Bront: Heretic, Londra, The Women's Press, 1994.
, Emily Bront nella serie di libri "Writers and their Work", Londra, Northcote House /
British Council, 1998.
, Four Dreamers and Emily, Londra, Women's Press, 1996.
Dickinson, Emily, The Complete Poems of Emily Dickinson, Londra, Faber, 1970; ripubblicato
1975. [Dickinson, Emily, Tutte le poesie, Milano, Mondadori, 1997.]
Dinsdale, Ann, "Haworth in the time of the Bronts" in Reading the Bronts, Haworth, The
Bront Society, 2000.
, The Bront Connection, Hendon, 2007. Una testimonianza visiva dei luoghi associati con le
vite dei Bront.
 e Warner, Simon, The Bronts at Haworth, Londra, Frances Lincoln, 2007.
Drabble, Margaret, "The Writer as Recluse: the Theme of Solitude in the Works of the
Bronts", BST, 16, 1974.
Duckett, Bob, a cura di, The Bront Novels: 150 Years of Literary Dominance, Haworth, The
Bront Society, 1998.
Duthie, Enid L., The Foreign Vision of Charlotte Bront, Londra, Macmillan, 1975.
Easson, Angus, "Two Suppressed Opinions in Mrs Gaskell's Life of Charlotte Bront", BST,
16: 84, p. 281-283, 1974.
Edgerley, C. Mabel, "Ponden Hall and the Heatons", BST 10: 55, p. 265-268, 1945.
Eichenberg, Fritz, illustrazioni per Wuthering Heights e Jane Eyre.
Eliot, T.S., "T. S. Eliot "places" Virginia Woolf for French Readers", in Virginia Woolf: The
Critical Heritage, a cura di Robin Majumdar e Allen McLaurin, Londra, 1975, p. 192. Lo scritto 
particolarmente interessante rispetto a ci che viene deliberatamente "lasciato fuori" in un certo tipo di
narrativa.
Ewbank, Inga-Stina, Their Proper Sphere: A Study of the Bront Sisters as Early Victorian
Female Novelists, Londra, Edward Arnold, 1966.
Frank, Katherine, Emily Bront: A Chainless Soul, Londra, Hamish Hamilton; New York,
Viking Penguin, 1990.
Fraser, Rebecca, Charlotte Bront, Londra, Methuen, 1988.
, "Charlotte Bront and Currer Bell", Conference Papers, Bront Society, 1990, pp. 39-55.
Gardiner, Juliet, The World Within: The Bronts at Haworth: A Life in Letters, Diaries, and
Writings, Londra, Collins & Brown, 1992.
Ge?rin, Winifred, Charlotte Bront: The Evolution of Genius, Oxford University Press, 1967;
ripubblicato 1971.
, Anne Bront, Londra, Thomas Nelson, 1959.
, Anne Thackeray Ritchie: A Biography, Oxford University Press, 1981.
Gilbert, Sandra M., e Gubar, Susan, The Madwoman in the Attic, New Haven e Londra, Yale
University Press, 1979.
Glen, Heather, Charlotte Bront: The Imagination in History, Oxford, Oxford University Press,
2002.
 e Barker, Juliet, a cura di, The Bront Companion, Cambridge, Cambridge University Press,
2002.
Glynn, Jennifer, Prince of Publishers: A Biography of George Smith, Londra, Allison & Busby,
1986.
Hampshire, Stuart, "What the Jameses Knew", New York Review of Books, 10 ottobre 1991.
Harper, Janet, "Charlotte Bront's Heger Family and their School", Blackwood's Magazine,
n. CXCL, aprile 1912, p. 461-469.
Hughes, R. E., "Jane Eyre: The Unbaptized Dionysos", Nineteenth-Century Fiction, n.
XVIIXVIII, giugno 1962, marzo 1964, p. 347-364.
Hughes, Ted, "Wuthering Heights" (poesia) da Birthday Letters, Londra, Faber & Faber, 1998.
["Cime Tempestose", in Hughes, Ted, Lettere di compleanno, traduzione di Anna Ravano, Milano,
Mondadori, 2000].
James, Henry, "The Art of Fiction" (1884), in Essays on Literature, American Writers, English
Writers, New York, Library of America, 1984, pp. 44-65.
, George Sand' (1877) ripubblicato in Literary Criticism: French Writers..., New York,
Library of America, 1984.
Johnson, Dr Samuel, The History of Rasselas, 1759. [Johnson, Samuel, Storia di Rasselas
principe di Abissinia, Palermo, Sellerio Editore, 1994].
Knight, Charmian, "Who's Afraid of the Bront Sisters?" e "Thornfield Hall Revisited" in The
Bront Influence, Knight e Stoneman, Patsy, a cura di, Haworth, The Bront Society, 2004.
 e Spencer, Luke, con capitoli di Ann Dinsdale e Rachel Terry, Reading the Bronts,
Haworth/Leeds, The Bront Society/Leeds University, 2000.
Kristeva, Julia, "Women's Time", in The Feminist Reader: Essays in Gender and the Politics of
Literary Criticism, a cura di Catherine Belsey e Jane Moore, Londra, Macmillan, 1989.
Originariamente pubblicato come "Le Temps des femmes" in 34/44: Cahiers de recherche de sciences
des textes et documents, n. 5, inverno 1979, pp. 5-19.
Kucich, John, "Passionate reserve and reserved passion in the works of Charlotte Bront",
Journal of English Literary History, n. 52, 1985, pp. 913-937.
Lane, Margaret, The Bront Story: A Reconsideration of Mrs. Gaskell's Life of Charlotte
Bront, Londra Heinemann, 1953. [Lane, Margaret, La storia dei Bront, traduzione di Beatrice Boffito
Serra, Milano, Rizzoli, 1955.]
Lee, Sydney, "Memoir of George Smith", pubblicato originariamente nel settembre 1901 come
supplemento all'edizione del Dictionary of National Biography, ora  la prefazione, p. XXI-LIX, a
Lemon, Charles, A Centenary History of the Bront Society 1893-1993, Haworth, The Bront Society,
1993.
Lever, Sir Tresham, "Charlotte Bront and George Smith: an extract from the late Sir Tresham
Lever's unpublished biography of George Smith", BST, 17: 87, pp. 106-114, 1977.
Lock, John e Dixon, Canon W. T., A Man of Sorrow: The Life, Letters and Times of the Rev.
Patrick Bront, Londra, Nelson, 1965.
Malone, Catherine, "Charlotte Bront: Gothic Autobiographies", tesi di dottorato, Oxford,
1993.
Miller, Jane, Women Writing About Men, Londra, Virago, 1986. Ottimi spunti su Villette.
Miller, Lucasta, The Bront Myth, Londra, Jonathan Cape, 2001.
Moers, Ellen, Literary Women, Londra, The Women's Press, 1963 ripubblicato 1978. [Moers,
Ellen, Grandi scrittrici, grandi letterate, traduzione di Grazia Lanzillo, Milano, Edizioni di comunit,
1979].
Picardie, Justine, Daphne, Londra, Bloomsbury, 2008.
Plath, Sylvia, "Wuthering Heights" (poesia) da Collected Poems, Londra, Faber & Faber, 1981.
["Cime tempestose" in Plath, Sylvia, Opere, a cura di Anna Ravano, Milano, Mondadori, 2006].
Poovey, Mary, Uneven Developments: The Ideological Work of Gender in Mid-Victorian
England, Londra, Virago, 1989.
Rego, Paula, illustrazioni per i libri di Charlotte Bront.
Reid, Sir Wemyss T., Charlotte Bront, Londra, Macmillan, 1877.
Rich, Adrienne, "Jane Eyre: The Temptations of a Motherless Woman", On Lies, Secrets,
Silence: Selected Prose 1966-78, New York, Norton, 1979; Londra, Virago, 1980, pp. 89-106. [Rich,
Adrienne, "Jane Eyre: le tentazioni di una donna senza madre", in Silenzi, segreti, bugie. Il mondo
comune delle donne, traduzione di Roberta Mazzoni, Milano, La tartaruga, 1982].
Rose, Phyllis, Parallel Lives: Five Victorian Marriages, 1984; ripubblicato da Harmondsworth,
Penguin, 1985. [Rose, Phyllis, Vite parallele, traduzione di Franca Castellenghi Piazza, Piacenza,
Frassinelli, 1991].
Ruijssenaars, Eric, Charlotte Bront's Promised Land, Haworth, The Bront Society, 2001.
, The Pensionnat Revisited: More Light Shed on the Brussels of the Bronts, Haworth, The
Bront Society, 2003.
Shackleton, William, "Four Hundred Years of a West Moorland Family: A Brief Account of the
Heatens of Ponden House", agosto 1921, dattiloscritto, Keighley Reference Library.
Showalter, Elaine, The Female Malady, Londra, Virago, 1985.
, A Literature of Their Own: British Women Novelists from Bront to Lessing, Londra,
Virago, 1978; ripubblicato 1997. [Showalter, Elaine, Una letteratura tutta per s: due secoli di
scrittrici inglesi, 1800-1900, traduzione di Daniela Origlia e Werter Mazzali, Milano, La salamadra,
1984].
Smith, Margaret, "The Letters of Charlotte Bront: some new insights into her life and writing",
Conference Papers, Bront Society, 1990, pp. 57-72.
, "New Light on Mr Nicholls", BST 19: 3, 1987, pp. 97-106.
Stephen, Leslie, "Charlotte Bront", Cornhill Magazine, dicembre 1877, ripubblicato in
Hours in a Library, III.
St Clair, William, The Godwins and the Shelleys, Londra, Faber, 1989.
Stoneman, Patsy, Bront Transformations: the Cultural Dissemination of Jane Eyre and
Wuthering Heights, Hemel Hempstead, Harvester/ Wheatsheaf, 1996.
, Jane Eyre on Stage, 18481898, Aldershot, Ashgate, 2007.
Tillotson, Kathleen, Novels of the Eighteen-Forties, Oxford University Press, 1954.
Tomalin, Claire, The Life and Death of Mary Wollstonecraft, Londra, Weidenfeld & Nicolson,
1974; ripubblicato New American Library, 1976.
, The Invisible Woman: Ellen Ternan and Charles Dickens, Harmondsworth, Viking, 1990.
Uglow, Jenny, Elizabeth Gaskell: a Habit of Stories, Londra, Faber, 1993.
Vicinus, Martha, a cura di, Suffer and Be Still: Women in the Victorian Age, Bloomington,
Indiana University Press, 1972.
Weir, Edith M., "The Heger Family: New Bront Material Comes to Light. Letters from
Constantin and Zo Heger to former pupils and from Louise Heger", BST, 11: 59, pp. 249-261.
Whitehead, Barbara, Charlotte Bront and her dearest Nell': The story of a friendship, West
Yorkshire, Smith Settle, 1993.
Whitehead, S. R., The Bronts of Haworth: The Place and the People the Bronts Knew,
Haworth, Ashmount Press, 2006.
Winnifrith, Tom, The Bronts and Their Background: Romance and Reality, Londra,
Macmillan, 1973.
, A New Life of Charlotte Bront, Londra, Macmillan, 1989.
Wood, Stephen, Haworth, Stroud, Tempus, 2005. Include una buona mappa.
Woolf, Virginia, A Room of One's Own, Londra, Hogarth, 1929; New York, Harcourt, 1929.
[Woolf, Virginia, "Una stanza tutta per s", traduzione di Maria Antonietta Saracino in ibid. Saggi,
prose, racconti, a cura di Nadia Fusini, Milano, Mondadori, 1998, pp. 297-426].
, Thoughts Upon Social Success' (1903), A Passionate Apprentice, a cura di Mitchell A.
Leaska, Londra, Hogarth; New York, Harcourt, 1990. [Woolf, Virginia, Diari di viaggio: in Italia,
Grecia e Turchia!, a cura di Francesca Cosi e Alessandra Repossi, Fidenza, Mattioli 1885, 2011].
, The Diary of Virginia Woolf, I-V, a cura di Anne Olivier Bell, Londra, Hogarth; New York,
Harcourt, 1977-84. [Woolf, Virginia, Diari: 1925-1930, traduzione di Bianca Tarozzi, Milano, Rizzoli,
2012 (traduzione parziale).]
, "Memoirs of a Novelist" (1909), The Complete Shorter Fiction of Virginia Woolf, a cura di
Susan Dick, 1985; edizione rivista New York, Harcourt, 1989.
, The Years, Londra, Hogarth; New York, Harcourt, 1936. [Woolf, Virginia, Gli anni,
traduzione di Giulio de Angelis, Milano, Mondadori, 2005].
, On Being Ill' (1930), Collected Essays, IV, a cura di Leonard Woolf, Londra, Hogarth;
New York, Harcourt, 1967, pp. 193-203. [Woolf, Virginia, "Dell'essere malati", traduzione di Nadia
Fusini, in ibid. Saggi, prose, racconti, a cura di Nadia Fusini, Milano, Mondadori, 1998, pp. 267-281].
, Professions for Women' (1932), Collected Essays, II, pp. 287-88. [Woolf, Virginia,
"Professioni per le Donne", in ibid., Le donne e la scrittura, traduzione di Adriana Bottini, Milano, La
Tartaruga, 2003].
, "Jane Eyre and Wuthering Heights", The Common Reader, Londra, Hogarth, 1925, pp.
196-204. [Woolf, Virginia, "Jane Eyre e Cime tempestose", traduzione di Nadia Fusini, in ibid. Saggi,
prose, racconti, a cura di Nadia Fusini, Milano, Mondadori, 1998, pp. 131-136].
, Three Guineas (1938); ripubblicato Harmondsworth, Penguin, 1977. [Woolf, Virginia, "Le
tre ghinee", traduzione di Adriana Bottini, in ibid. Saggi, prose, racconti, a cura di Nadia Fusini,
Milano, Mondadori, 1998, pp. 427-661].
...
.
...
Cronologia.
.
1816
Nasce in aprile a Thornton, vicino Bradford, West Yorkshire.  la terza figlia del reverendo
Patrick Bront (39 anni), irlandese e di sua moglie Maria Branwell (33 anni), della Cornovaglia.
1817
Nasce a Thornton il suo unico fratello, Patrick Branwell.
1818
Nasce a Thornton la terza sorella, Emily Jane.
1820
A gennaio nasce a Thornton la quarta sorella, Anne. La signora Bront inizia a star male. In
aprile la famiglia Bront si trasferisce nella parrocchia di Haworth, nelle brughiere del West Yorkshire.
1821
Zia Branwell arriva dalla Cornovaglia per assistere sua sorella. La signora Bront muore di
cancro a settembre.
1824
A luglio, le sorelle maggiori, Maria (10 anni) ed Elizabeth (9) entrano nella cupa Clergy
Daughters' School di Cowan Bridge, lungo la strada che attraversa il Lancashire in direzione del
distretto dei laghi. In agosto anche Charlotte (8 anni) fa il suo ingresso nella stessa scuola, seguita a
novembre da Emily (6 anni), l'allieva pi giovane del collegio.
1825
A febbraio, Maria viene rispedita a casa dal collegio con una tubercolosi trascurata; muore il 6
maggio. In maggio anche Elizabeth viene rimandata a casa nelle stesse condizioni, e muore a giugno. Il
primo giugno il signor Bront ritira Charlotte ed Emily dalla scuola.
1826
Il signor Bront ritorna da Leeds con dodici soldatini giocattolo per Branwell, che scatenano nei
figli una giocosa immaginazione.
1831
A gennaio, Charlotte (14 anni) entra nella Roe Head School, diretta dalla signorina Wooler. Si
aggiudica una medaglia d'argento per buone maniere. Incontra Ellen Nussey e Mary Taylor.
1832
Charlotte lascia la scuola al termine delle vacanze estive.
1832-35
Charlotte si occupa dell'istruzione delle sorelle a casa. La saga di Angria, scritta insieme a
Branwell, fiorisce.
1833 circa
Branwell aspira a diventare un artista. Dipinge il cosiddetto ritratto di "gruppo con fucile" in cui
appare egli stesso con le sorelle. In seguito il signor Nicholls l'avrebbe distrutto reputandolo poco
somigliante e conservando soltanto il profilo di Emily.
1834 circa
Branwell dipinge il celebre ritratto "con colonna" delle sue tre sorelle (all'et di 18, 16 e 14
anni).
1835-38
Depressione di Charlotte mentre insegna a Roe Head. Si sfoga privatamente nel "Roe Head
Journal", la fonte della sua eloquente voce matura.
1837
Ambigua corrispondenza con il poeta laureato Robert Southey: l'intimo sarcasmo  velato da
una docile patina verbale di sottomissione. Prova con grande successo a ritrarsi come "schiava del
dovere".
1838-39
Divisa da Branwell, Charlotte muove i primi passi lungo la propria strada con l'invenzione di
una nuova eroina: l'istitutrice apparentemente mansueta ha una vulcanica vita interiore.
1839
A marzo rifiuta il suo primo pretendente, il noioso fratello di Ellen. A partire dai mesi di
maggio-luglio  sopraffatta dalla sofferenza e dalla rabbia repressa mentre lavora come istitutrice
presso i Sidgwick di Stonegappe, vicino Skipton, Yorkshire. In agosto rifiuta il suo secondo
pretendente, il reverendo David Bryce, ritenendo che un curato irlandese sia al di sotto delle sue
possibilit.
1840
Nonostante l'"Addio ad Angria", continua a inseguire i vacui sogni di una vita fastosa in
Ashworth. Spedisce il "romanzo" a Hartley Coleridge, che lo sottopone a giuste critiche.
1841
All'inizio dell'anno cerca ancora di rimettere mano ad Ashworth. Tra marzo e dicembre lavora
come istitutrice per i White di Upperwood, famiglia di "bassa" estrazione. Rifiuta l'offerta di una
scuola tutta sua fattale dalla signorina Wooler perch desidera studiare all'estero.
1842
Va a studiare con Emily al Pensionato Heger di Bruxelles. Ottiene il primo, pieno
riconoscimento delle sue doti di scrittrice da parte del suo esigente maestro, Monsieur Heger. Muore la
zia, ritorno a Haworth.
1843
Charlotte torna da sola al Pensionato Heger, dove insegna inglese e continua a studiare. Si
innamora di Monsieur Heger, che presto si allontana da lei. Attraversa una fase di disperata solitudine e
depressione, ma mette ordine nei propri componimenti.
1844-45
Apparente stagnazione a Haworth, dove tuttavia esercita l'abbandono alle emozioni in
appassionate lettere scritte in francese a Monsieur Heger. Attesa ossessiva della posta. Si crea una
distanza tra lei ed Emily, assorta nella scrittura delle poesie del ciclo di Gondal. Prova rabbia per i
ripetuti fallimenti di Branwell e per i suoi pasticci con la gentaglia dello Yorkshire.
1845
Mary Taylor parte per iniziare una propria attivit in Nuova Zelanda. Branwell viene licenziato
dal suo posto di precettore a Thorp Green. Pure Anne fa ritorno in canonica dopo oltre quattro anni
trascorsi in veste di istitutrice a Thorp Green; riporta con s i due terzi di Agnes Grey. Charlotte scopre
le poesie di Emily e inizia a pensare a un modo per pubblicare i propri versi insieme a quelli delle
sorelle. Le tre sorelle ricominciano a condividere i loro lavori creativi. Invenzione degli pseudonimi.
1846
Pubblicazione di Poems di Currer, Ellis e Acton Bell. Charlotte completa Il professore (rifiutato
sei volte) e tra agosto e settembre inizia Jane Eyre, mentre assiste suo padre che  viene operato a un
occhio a Manchester.
1847
George Smith della casa editrice Smith, Elder accetta Jane Eyre e lo pubblica nel giro di poche
settimane, in ottobre, con immediato successo. Charlotte non riesce a gioirne poich il libro di Emily,
Cime tempestose, pubblicato a dicembre,  accusato di essere brutale e selvaggio.
1848
Pubblicazione di Il segreto della signora in nero, di Anne Bront. Per confutare la voce che i
fratelli Bell siano in realt una sola persona, Charlotte e Anne rivelano la loro identit a George Smith
andandolo a trovare nel suo ufficio al civico 65 di Cornhill, Londra. Durante il soggiorno a Londra, le
due sorelle insistono per venir chiamate con l'ulteriore nome di copertura di "signorine Brown". In
settembre Branwell muore improvvisamente. Subito dopo Emily si ammala di tubercolosi. Muore a
dicembre (a 30 anni). Anne si ammala.
1849
Charlotte si prende cura di Anne. Insieme a Ellen, Charlotte porta Anne a vedere il mare per
un'ultima volta a Scarborough. L, a maggio, Anne muore (29 anni). Charlotte sopravvive
immergendosi nella scrittura; completa Shirley. Dopo la pubblicazione, compie una trionfale visita a
Londra da George Smith. Incontra il suo eroe letterario, Thackeray.
1850
Stringe amicizia con Harriet Martineau. A giugno fa una seconda visita presso la famiglia di
George Smith a Bayswater, Londra. Rovina la festa che Thackeray ha organizzato in suo onore.
Trascorre pochi giorni beati in Scozia con George Smith. Difficile soggiorno presso il cacciatore di
celebrit letterarie James Kay-Shuttleworth, a Briery Close, in Windermere, dove fa la conoscenza di
Elizabeth Gaskell. Nasce un'immediata amicizia tra le due scrittrici. Cura l'edizione postuma dei lavori
delle due sorelle scrivendo la "Nota biografica" che inaugura la leggenda Bront.
1851
George Smith propone a Charlotte un viaggio lungo il Reno. Inizia a scrivere Villette. Ad aprile
respinge il suo terzo pretendente, James Taylor, direttore editoriale della Smith, Elder, che poco dopo
parte per aprire un ramo della societ in India. Tra maggio e giugno avviene la terza visita a George
Smith e famiglia, inizialmente carica di speranze, poi causa di disagio e frustrazione. George Smith e
Charlotte si presentano come il "signore e la signorina Fraser" in una gita a Richmond. Intensa
corrispondenza con Smith una volta tornata a Haworth. Quando la corrispondenza si interrompe,
Charlotte scivola nella depressione,  preda dell'esaurimento e dei disturbi fisici ad esso associati,
ancora una volta aspetta la posta con angoscia. Rifiuta i ripetuti inviti a Londra da parte degli Smith.
1852
A gennaio George Smith contempla la possibilit di recarsi in viaggio a Haworth. Dopo una
pausa di quattro mesi Charlotte, riprende a scrivere Villette, riversandoci le recenti vicissitudini della
sua amicizia con Smith, e i ricordi di Monsieur Heger. A novembre George Smith rimane scioccato dal
terzo libro del romanzo, in cui l'eroe ispirato a lui  accantonato in favore dell'insegnante belga.
Consegna a Charlotte una misera paga per il romanzo. A dicembre Charlotte rifiuta il signor Nicholls.
1853
Ultima visita a Londra, assiste alla fase di stampa di Villette. Smith appare invecchiato ma
persino pi affascinante. Visita di Charlotte a prigioni, ospedali e manicomi di Londra. Attraverso la
scrittura si interessa nuovamente ai bambini abbandonati e maltrattati in The story of Willie Ellin e nel
romanzo incompiuto Emma. George Smith si fidanza a novembre; Charlotte si ammorbidisce con
Nicholls.
1854
Smith si sposa a febbraio; a marzo Charlotte si fidanza con Nicholls. Tra marzo e giugno
continua ad avere dubbi sul matrimonio, specialmente confidandosi con la signora Gaskell nel corso
dell'ultima visita fatta alla scrittrice nella sua casa di Plymouth Grove, Manchester. A giugno si celebra
il matrimonio (38 anni),  data in sposa dalla signorina Wooler poich all'ultimo minuto il signor
Bront si rifiuta di partecipare al rito nuziale. La fedele amica Ellen assiste alla cerimonia. Viaggio di
nozze in Irlanda. Si sente sempre pi felice e in salute. Nicholls non la incoraggia a proseguire Emma e
desidera che sua moglie bruci la corrispondenza con Ellen.
1855
La domestica della canonica, Tabby, contrae un'infezione del tratto digestivo, probabilmente il
tifo che uccise un altissimo numero di abitanti di Haworth verso la met del diciannovesimo secolo. Forse
Charlotte, che  incinta, viene contagiata da Tabby. Il 17 febbraio Tabby muore dopo sei settimane di
malattia; il 31 marzo Charlotte muore dopo sei settimane di febbre, durante le quali vomita sangue
dallo stomaco ed  incapace di mangiare. Le sue ultime lettere esprimono gratitudine nei confronti del
marito. Nel testamento lascia tutto a lui.
1857
La biografia classica, profondamente empatica, della signora Gaskell salva la reputazione
dell'amica dall'accusa di "volgarit" (termine con cui i vittoriani indicano l'impeto passionale).
Prosegue la crescita della leggenda Bront sulla scia del modello tracciato da Charlotte stessa nella
"Nota biografica" (1850) scritta per le opere delle sorelle. Smith, Elder pubblica infine Il professore
dopo averlo rifiutato tre volte quando Charlotte era in vita (per un totale di nove rifiuti, contando anche
quelli delle altre case editrici).
1861
Muore il signor Bront. Arthur Bell Nicholls torna in Irlanda portando con s i manoscritti e i
cimeli di famiglia che rimarranno in suo possesso fino al 1895.
...
.
...
Ringraziamenti.
.
Chiunque scriva di Charlotte Bront pu farlo solo grazie ai tesori custoditi nel Bront
Parsonage Museum. Tutte le citazioni provenienti dai manoscritti conservati nella sua biblioteca sono
una cortesia della Bront Society. Desidero ringraziare la direttrice delle collezioni, Ann Dinsdale, per
la sua straordinaria disponibilit. Il mio lavoro  dipeso, inoltre, dall'accuratezza delle edizioni
Clarendon dei romanzi delle Bront, pubblicati tra gli anni Settanta e Ottanta, e dalle inestimabili
ricerche di biografi e studiosi, a partire dalla signora Gaskell, nel 1857, fino agli esperti dei nostri
giorni, tra cui Rebecca Fraser, Sue Lonoff e Margaret Smith.
Audrey W. Hall ha messo a disposizione la sua competenza sulle questioni di classe e sulle
carte familiari dei Nussey e dei Sidgwick. Robin E. Greenwood ha gentilmente condiviso la sua ricerca
sulla storia locale dei Greenwood.
Vorrei inoltre ringraziare i seguenti bibliotecari per il loro prezioso aiuto e per avermi
consentito di attingere dalle carte in loro possesso: il dottor Ian G. Brown, assistente curatore nel
dipartimento dei manoscritti, National Library of Scotland; J.S. Cardwell, bibliotecario alla Keighley
Reference Library, del circuito delle Bradford Libraries, West Yorkshire; P.G. Henderson, della
biblioteca Walpole della King's School di Canterbury; Francis O. Mattson, curatore della Collezione
Berg alla New York Public Library, cos come il signor Crook e il signor Philip Milito; Christine
Nelson, assistente curatrice del dipartimento dei manoscritti autografi della Pierpont Morgan Library di
New York (che mi  stata di grande aiuto ingrandendo le loro copie dei frammenti di Roe Head); il
signor C.D.W. Sheppard e la signora Farr della Brotherton Collection, Leeds University Library; i
bibliotecari della stanza dei manoscritti della British Library; e i bibliotecari della Bodleian Library,
Oxford. Leggere i documenti custoditi nella casa editrice John Murray, a Londra,  stato
particolarmente memorabile per via della bellissima stanza in Albermarle Street (dove Scott e Byron si
incontrarono nel 1811) e per la gentilezza della signora Virginia Murray. Sono grata per aver potuto
citare le lettere conservate nell'archivio della casa editrice.
Molte idee hanno preso forma nel corso dell'insegnamento svolto al St Hilda College di
Oxford; in particolare due allieve hanno contribuito in modo decisivo al mio lavoro: Sara Dudley
Edwards, che mi ha offerto il suo aiuto chiaro, rapido e sicuro nel classificare la corrispondenza di
Monsieur Heger, e Linda Brandon, intensa, audace, che ha continuato a discutere con me di Villette
anche nelle sue lettere dalla Francia.  morta mentre stavo scrivendo questo libro, ed  a lei che l'ho
dedicato.
In fase di revisione, ho beneficiato delle conoscenze e delle persuasive opinioni di Mark
Bostridge, biografo di Vera Brittain e Florence Nightingale, e del confronto con Lucasta Miller, autrice
di The Bront Myth. Pamela Norris ha revisionato il testo con eccezionale acume e intuito  pi simile
a una vera e propria affinit  e ho ricevuto preziose indicazioni dalle editor Allegra Huston, Carmen
Callil e Jenny Uglow.
Un ringraziamento speciale all'editrice, Lennie Goodings, per il suo supporto, a Jenny Fry per il
lavoro di promozione e a Rowan Cope per aver curato questa edizione. Un caloroso ringraziamento
anche all'agente letteraria Isobel Dixon.
Al termine di una conferenza su Charlotte Bront alla "Y" di New York, mi  stato chiesto
quanto tempo mi ha tenuta impegnata questa biografia. Rispondere  stato difficile, perch l'origine di
questo libro risale a una vita anteriore alla mia  alla predilezione di mia madre per le Bront, la loro
lingua poetica e il loro ambiente, che lei associava alla propria infanzia nelle praterie del Sudafrica.
Vivendo al termine della linea ferroviaria che giungeva nella regione del Namaqualand, assai lontana
dalla civilt, mia madre era stata una bambina dalla vivida immaginazione, con la testa sempre tra i
libri. Da quando  morta, nel 1999, mi accorgo sempre pi di quanto devo alle sue letture e alla sua
eloquenza. La capacit espressiva della romanziera e critica Stevie Devis, le sue intuizioni su Emily
Bront e la grazia del suo linguaggio mi sono state altrettanto di aiuto.
Devo infine ringraziare mio marito, Siamon Gordon, per il suo interesse, manifestato quando il
libro era ancora in fase di bozze, la sua curiosit, le sue domande, le sue critiche e, non da ultimo, il suo
insistente incoraggiamento.
...
.
...
FINE.